Il cacciatore di bimbi neri: “La foto era finta”

La polizia racconta di aver interrogato il misterioso Eugene Terrorblanche che ieri aveva movimentato Facebook Il bambino nero sdraiato davanti...

La polizia racconta di aver interrogato il misterioso Eugene Terrorblanche che ieri aveva movimentato Facebook

Il bambino nero sdraiato davanti ai piedi di un uomo bianco armato di tutto punto col fucile? “Ve lo assicuro, lo ho pagato per sdraiarsi. Non era morto”. E’ la seconda puntata della tragedia Terrorblanche, nome in codice del misterioso Eugene che ieri ha pubblicato la discussa foto. Di lui abbiamo parlato su queste pagine non molte ore fa: sulla sua fanpage Facebook, sparita e poi ricomparsa sul social network, la descrizione del misterioso Eugene, un “imprenditore che ama la musica afrikaner, i Simpson e le armi da fuoco”. Forse un po’ troppo, visti gli effetti del suo zelo.

“PAGAI IL BAMBINO” – La polizia oggi prende la parola: El Mundo racconta la versione delle forze dell’ordine. Al tempo della diffusione della foto, l’uomo sarebbe stato interrogato dalle autorità di polizia sudafricane. Tuttavia, ciò che sta succedendo in queste ore impone una riapertura del caso.

Da un lato, la polizia ha ammesso di aver interrogato l’uomo nel 2007, momento in cui la foto era stata scattata. Tuttavia, la debolezza delle sue parole e il fragore creatosi dopo l’apparizione della foto nelle televisioni e nei giornali di tutto il mondo, hanno costretto a riaprire l’investigazione. “Ci stiamo concentrando sul sapere se il bambino è vivo o morto. L’accusa è quella di omicidio”, dice la polizia. Il profilo Terrorblanche sul social network è falso, per cui gli agenti non sono ancora stati in grado di rintracciare l’autore che ad oggi è scomparso.

Terrorblanche rischia di riaprire una ferita a lungo dimenticata in Sudafrica: quella dell’Apartheid.

Mentre la polizia indaga, la foto non ha avuto altro effetto se non quello di approfondire il problema razziale in sudafrica. “Siamo devastati, è una foto terribile che ci coinvolge tutti”, si sente dire dalla maggior parte della popolazione africana bianca. Terrorblanche e il bambino sono ora al centro delle indagini.

Dopo Nelson Mandela e le lotte per l’affermazione dell’uguaglianza dei diritti fra neri e bianchi in Sudafrica, chissà se basterà una foto a mostrare come persino la coppa del mondo di Calcio non è stata in grado di unire e saldare un paese diviso ancora fra bianchi e neri.

LA RETE SI MOBILITA – La foto integrale è raggiungibile a questo link, e ancora una volta scegliamo di non pubblicarla. Erano in molti, già ieri, i gruppi di protesta contro la diffusione della foto e contro Terrorblanche.

Sono presenti due gruppi che ne chiedono la rimozione, uno in lingua inglese, aperto, che ormai conta 356 partecipanti. Il manifesto del gruppo spiega: “Siamo tristi e indignati per l’immagine su Facebook di un uomo bianco in posa con una pistola e il corpo apparentemente senza vita di un bambino nero, nell’atteggiamento di un cacciatore con la sua preda . La foto è stata pubblicata sulla pagina di Facebook di Eugene Terrorblanche forse ispirato Eugene Terre’Blanche, leader sostenitore dell’apartheid morto nell’aprile 2010. Se la foto sia autentica o manipolata non è il punto. La questione è che qualcuno sotto pseudonimo sia arrivato al punto di pubblicare un’immagine simile su Facebook”. Ma c’è anche il gruppo italiano che invece è chiuso e si chiama “Arrestiamo Eugene Terrorblanche” ed ha più di cento membri. Anche su Twitter numerosi internauti stanno esprimendo sdegno per l’immagine. La storia è stata resa nota tramite il Sunday Times che aveva per primo parlato di Eugene inviano il link del profilo alle autorità competenti; anche la stampa estera se ne sta cominciando ad occupare come testimonia il pezzo del Mundo.