Tangentopoli II, l’occasione fa l’uomo ladro
02/01/2009 - COSA SERVE – Avvenimenti come questi dovrebbero far prendere atto a tutti di un fatto evidente: l’unica cosa che rende la democrazia un po’ meno peggio di ogni altro sistema di gestione della cosa pubblica non sta nell’eleggere i “puri“,
COSA SERVE – Avvenimenti come questi dovrebbero far prendere atto a tutti di un fatto evidente: l’unica cosa che rende la democrazia un po’ meno peggio di ogni altro sistema di gestione della cosa pubblica non sta nell’eleggere i “puri“, i “migliori” (“aristoi” in greco), bensi’ in quel tecnasma chiamato RICAMBIO. I cui effetti deterrenti vengono chiariti molto bene da un ministro: “se tu sai che tra quattro anni qualcun altro che non e’ tuo amico andra’ a mettere il
naso in quello che oggi e’ il tuo cassetto, allora ti comporterai in maniera piu’ accorta”. Lo sappiamo bene, l’Italia e’ arrivata a Tangentopoli proprio per i guasti del consociativismo cioe’ del ricambio FINTO. Lo sanno tutti che ancora sussistono aree nel Paese in cui tale ricambio non s’e’ mai visto dalla fine della seconda guerra mondiale, e non parliamo piu’ solo di Napoli. Dato che non tutto il Paese e’ SudTirol come senso identitario e mentalita’ di servizio, la cosa dovrebbe preoccupare non poco, dovrebbe costituire un indizio su cui investigare. Attenzione, il ricambio finto o solo teorico non e’ detto produca solo guasti epocali ed eclatanti con risvolti penali come quelli di Napoli o Pescara: eliminando ogni dinamica competitiva e quindi tagliando ogni evoluzione anche economica oltre che sociale, alla fine sclerotizza, addormenta. Come un ufficio notarile.
SELEZIONE NECESSARIA – Un ulteriore elemento che salta agli occhi e’ la debolezza della politica non solo sul fronte dell’impotenza dei vertici, ma anche della assoluta incapacita’ di selezionare una classe di amministratori competenti e/o onesti: solo il sopra detto RICAMBIO potrebbe aiutare. Del resto ogni popolo ha la classe politica che si merita, senza distinzioni destra-sinistra; speriamo che si inizi a capire che il problema non e’ Veltroni che controlla poco, quando a Canicatti‘ il ragazzotto che si prende la tessera lo fa spesso per motivi inconfessabili, come scorciatoia. In tal senso, sostituire o commissariare Veltroni (che pure di cappelle ne ha fatte diverse) cambierebbe poco. Sarebbe ora di prendere coscienza del fatto che ‘o pesce NON fete partendo dalla capa, ma dalle viscere. E arriviamo sempre li’, all’occasione che fa l’uomo (debole) ladro. La risposta italica classica? Il sogno DiPIetrista: faccia feroce e ulteriore stratificazione di controllori, norme e regolamenti, in un baialamme borbonico inestricabile, utile non certo per risolvere alcunche’ ma per rendere tutti inquisibili, dal primo dei governanti all’ultimo dei cittadini.
NON E’ QUESTIONE DI PARTI - Lo afferma anche Piero Ostellino su IBS : ” … è l’eccesso di leggi e di
regolamenti che produce paralisi e corruzione. Con una radicale semplificazione legislativa il Paese ripartirebbe domani. Ma nessuno la propone. Uno spettacolo di ordinaria cialtroneria quello che offre, nella circostanza, la classe politica. Sembra che il governo Berlusconi, con la legge 246/2005 (la «taglia leggi»), abbia preso il toro per le corna”. . Si riferisce al decreto di Calderoli che ha eliminato ben 29 mila leggi d’anteguerra ancora presenti a ingolfare il lavoro dell’amministrazione. Peccato che anche una legge come la “taglia leggi” richieda norme attuative, comitati, delibere …. non ci passera’ piu’, il Borbone cresciuto a mo’ di Alien nel corpo dello Stato non si arrende facilmente. La risposta c’e', e’ sempre la stessa ma non piace a nessuno invischiato negli infiniti rivoli e rivoletti che colano dal ghiacciaio della politica: si chiamerebbe Meno Stato. Parafrasando il “loss von Rom” (via da Roma) dei Tirolesi duri e puri, sarebbe necessario un “loss von Asl” per scoraggiare i furbastri, quelli troppo scarsi per tentare di affermarsi nella vita normale e troppo fiappi per fare i criminali veri, dall’imboscarsi nelle greppie della politica locale. Destra e sinistra c’entrano poco.












oggi questo termine da noi neoborbonici è considerato come una sfida, una sfida a noi stessi di impegno sociale e come una speranza, speranza di ritorno orgoglioso ad una grandeur meridionale che vide napoli capitale di un regno partecipante alla politica europea con pari dignità di grandi nazioni come la francia e l’ inghilterra
i nostri re erano dotati di “spirito di servizio”, forse troppo, tanto da consentire agli amministratori di “distrarsi” rispetto a questo spirito, tanto la differenza sarebbe stata colmata dal sovrano
oggi l’ italia moderna non ha nè amministratori, nè Re dotati di spirito di servizio……….
non e4siste un organo che compensi col proprio sacrificio la mancanza di questo sentimento negli altri poteri
forse dovremo tornare alla monarchia con Re allevati tutta una vita nello “spirito di sevizio” ?
non necessariamente quei “pasticcioni” dei Savoia
sarebbe bella una gara tra monarchi ed amministratori per chi più eccelle in “spirito di servizio”……un rincorrersi a vicenda
invece di rincorresrsi a vicenda per far vedere chi è più “figlio di sfaccimmo”
non sarebbero meglio oggi in Italia i Borboni piuttosto che questi “figli di sfaccimma” ?
“Con una radicale semplificazione legislativa il Paese…” SAREBBE IN MANO AI FIGLI DI SFACCIMMA PIÙ di quanto è oggi.
assenza di regole per questi saltimbanchi significa fottere ancora di più.
Il ricambio è necessario in un quadro di regole certe dove il politico non è affarista, ha dei paletti che devono tutelare la collettività e fa quello che gli dice l’elettore. SE NO…
VA A FARSI FOTTERE!!!
Purtroppo attualmente la classe politica non vale una sega interrotta.
CHI DOVREBBE RIFORMARE LO STATO?
D’ALEMA,
BERLUSCONI,
VELTRONI,
CALDEROLI…???
E IL RICAMBIO CHI LO FA?
CAPEZZONE,
CARFAGNA,
FASSINO E MOGLIE…???
E’ vero, destra e sinistra centrano poco; è solo una questione di persone con un’indole comune, nessun senso della collettività.
Se fossimo amministrati per dieci anni dagli svedesi staremmo in uno stato efficiente ed in un paese libero.
@rincoln:
Si informi meglio, per certi aspetti i borboni non erano poi così peggio dei piemontesi.
MALGOVERNO NELLA P:A:in quel di Castelraimondo serve maggiore vigilanza e controllo sul territorio(consiglio comunale del 12/13-1-2008).Dal febbraio 2002 l’amministrazione comunale tiene,illegittimamente demansionato,estromesso,eliminato dall’ufficio il comandante dei vv.uu;(uno dei quattro dipendenti comunali laureati,di ottima condotta morale e civile,incensurato,senza alcun procedimento penale o giudiziario a carico),sostanzialmente senza fare quasi niente,a spese del contribuente.(Vedere sentenza di condanna del comune immediatamente esecutiva ex art 282 cpc,in internet,alla voce DEMANSIONAMENTO CAMERINO)