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La Tav Torino-Lione finisce sul New York Times

L’opposizione degli ambientalisti ad un progetto che «non riguarda solo un treno». Le posizioni di un governo che vede in quel treno occasione per lo «sviluppo del Paese e dell’Europa». La battaglia politica in Parlamento. Le perplessità dei residenti. La polizia costretta ad essere schierata sul campo per garantire sicurezza evitando che si ripetano quegli episodi di violenza che hanno costretto la magistratura ad aprire indagini nei confronti di centinaia di persone. Sono gli aspetti della vicenda Tav Torino Lione elencati e raccontati in un articolo pubblicato ieri sul New York Times a firma di Elisabetta Povoledo, reporter dal cantiere di Chiomonte.

 

Ministro Lupi visita Cantiere TAV di Chiomonte

 

LA POLIZIA SCHIERATA – Il quotidiano americano rispercorre, dunque, con attenzione tutte le fasi e le posizioni nel dibattito sull’opera pubblica che dovrebbe unire Francia e Italia con due tunnel di 57 km, tra la Val di Susa e la Maurienne, completando una piccola porzione di un più ben ampio Progetto prioritario dell’Unione Europea, la rete ferrioviaria che dovrebbe spingersi fino a Trieste e a Budapest, in Ungheria. Il Nyt parla di checkpoint della polizia, di jeep e veicoli blindati che si muovono su strade tortuose ai lati di vigneti e vollaggi pittoreschi. In una zona conosciuta per gli impianti sportivi e le escursioni alpine, spiega la stampa statunitense, si combatte un’amara «battaglia di due decenni» caratterizzata da «episodi di resistenza popolare», «manifestazioni forti», ma anche da «scontri violenti», «atti di sabotaggio notturni» e persino «accuse di terrorismo».

 

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IL DIBATTITO – La gente del posto, fa sapere Povoledo, si è lungamente opposta alla tratta ferroviaria «temendo danni alla falda acquifera» e il rischio di «rilascio di amianto e materiali radioattivi» nell’ambiente durante i lavori, ma ha anche messo in dubbio, si legge ancora sul quotidiano americano, il «senso economico di un progetto che ha richiesto l’esborso iniziale di 12 miliardi di dollari (oltre 8 miliardi di euro, nda)». La posizione strategica della Val di Susa è dunque diventata, spiega il Nyt, una sorta di piattaforma dove confrontarsi sull’identità del paese Italia e del suo rapporto con le istituzioni europee. E la situazione di stallo è diventata un occasione per interrogarsi sul fatto che spesso le ambizioni dei territori contrastano con l’interesse di un’intero continente e le vicende locali si legano o bloccano iniziative di portata superiore.

 

Protesta degli imputati NoTav al maxiproceso

 

LA POLITICA – Non monca uno sguardo più attento alle diverse posizioni in campo. La stampa statunitense riporta il parere di una residente, che parlando del treno ad alta velocità dice: «Non si tratta solo di un treno». Ma riporta anche le posizioni del governo italiano, ed in particolare del ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi, che parla invece di un tunnel che è «prova» della presenza dello Stato e di un progetto europeo «fondamentale per lo sviluppo del paese» e dell’intero continente. Tra le due parti in causa cìè un intenso dibattito parlamentare. Il Nyt ricorda la massiccia presenza alla Camera e al Senato di un partito «antieuropeo», il Movimento 5 Stelle, il cui leader è stato condannato a quattro mesi per una protesta (con violazione di un sigilli, nda) in scena a Chiomonte. E ricorda anche il parere di un noto parlamentare pro-Tav, il senatore Pd Stefano Esposito: «Il movimento No Tav è diventato radicale coinvolgendo anche giovani anarchici».

(Fonte immagini: archivio La Presse)