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Il telescopio al Polo Sud che ha captato la «scia» del Big Bang

Il Big Bang avrebbe lasciato una scia dietro di sé: un segnale di quanto accaduto nel momento, rapidissimo, in cui ogni cosa ha iniziato ad esistere e l’Universo ha cominciato ad espandersi. E ora, secondo l’annuncio di Harvard, gli scienziati sarebbero riusciti a trovare questa traccia nelle luci più vecchie mai identificate dai telescopi.

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Foto: NASA

I PRIMI VAGITI DELL’UNIVERSO – L’annuncio arriva da un team di scienziati statunitensi che lavora a un progetto di nome BICEP2, utilizzando un telescopio situato al Polo Sud per condurre un’osservazione straordinariamente dettagliata di una piccola porzione di cielo. Lo scopo del progetto era quello di riuscire a trovare tracce residuali di ciò che in cosmologia viene detta «Inflazione», ovvero l’idea che vede il cosmo attraversare una fase di crescita esponenziale in un lasso di tempo infinitamente breve, qualcosa come un trilionesimo di un trilionesimo di un trilionesimo di secondo. Un’esplosione che ha dato origine all’Universo e al processo di espansione attivo ancora oggi, che ha lasciato dei «tremori» che sarebbero stati identificati dall’esperimento BICEP 2.

UNA SCOPERTA DA NOBEL – I risultati dello studio, pubblicato sul sito di BICEP 2, saranno ora vagliati attentamente dalla comunità scientifica. Ma già si parla di Nobel per quella che potrebbe essere una delle più grandi scoperte della nostra epoca. «È spettacolare – ha commentato il professor Marc Kamionkowski della Johns Hopkins University, parlando con la BBC – Ho visto la ricerca, le argomentazioni sono convincenti e gli scienziati coinvolti nel progetto sono tra le persone più scrupolose e caute che io conosca». L’annuncio è stato poi rilanciato anche dall’Università di Harvard.

TEORIA DELL’INFLAZIONE – Secondo le teorie sulla nascita dell’Universo sulle quali gli scienziati basano i propri lavori, al suo stadio primordiale l’Universo sarebbe stato grande come una biglia: dal momento del Big Bang in poi questo avrebbe cominciato a espandersi, e continuerebbe a farlo da 14 miliardi di anni. La teoria dell’Inflazione era stata proposta per la prima volta nei primi anni Ottanta, per motivare alcuni aspetti della teoria del Big Bang che fino a quel momento non avevano trovato spiegazioni convincenti. Ma, quella dell’Inflazione, è una teoria che finora non ha mai avuto una consistente credibilità nella comunità scientifica: «Le onde gravitazionali primordiali – spiega il fisico Hiranya Peiris, dello University College London – Sono sempre state considerate come una possibile ‘pistola fumante’ dell’Inflazione». I cosmologi, infatti, ritengono che solo un fenomeno identificabile con il processo di Inflazione avrebbe potuto amplificare le lievissime onde gravitazionali primordiali fino a renderle strumentalmente rilevabili.

 

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IN ASCOLTO DELL’UNIVERSO – Il problema era sempre stato quello di riuscire a captare queste onde, rimuovendo i vari fenomeni di disturbo dovuti al viaggio di queste onde attraverso l’Universo e gli ammassi di galassie. Un risultato che sarebbe stato ottenuto proprio dagli scienziati del BICEP 2, e che ora sta facendo discutere gli scienziati di tutto il mondo. BICEP 2 rappresenta la seconda generazione dell’esperimento Background Imaging of Cosmic Extragalactic Polarization, ed è un telescopio americano operativo in Antartide che, dal punto di vista tecnico, è sensibile alla polarizzazione della radiazione cosmica di fondo a microonde, in particolare nelle bande 100 e 150 GHz. Nel loro studio, gli scienziati del BICEP 2 hanno distinto le onde gravitazionali dalle fluttuazioni di densità dell’Universo, usando la polarizzazione della radiazione cosmica di fondo. In particolare, i ricercatori hanno sfruttato la diversa forza delle onde gravitazionali a differenti lunghezze d’onda e lo studio, potrebbe rivelare molti dettagli dell’Inflazione, fra cui il valore della «densità d’energia» dell’Universo durante il periodo inflattivo, un parametro cruciale per il destino ultimo dell’Universo, dato che permette di capire se continuerà a espandersi per sempre oppure no.

L’UNIVERSO SCOLPITO IN UN BATTITO DI CIGLIA – «Non riesco a spiegare quanto questa cosa sia eccitante – ha detto il dottor Jo Dunkley al lavoro  con il telescopio europeo Planck – L’Inflazione può anche essere un’idea assurda ma tutto quello che oggi vediamo, le galassie, le stelle, i pianeti si sono scolpiti in quel momento in meno di un trilionesimo di secondo. Se la cosa venisse confermata è veramente enorme».