|

I volontari che coccolano i neonati prematuri

Usa: Un volontario vestito con un camice si avvicina al lettino dell’ospedale tenedo in braccio un neonato collegato a dei macchinari. Se vedete uan scena del genere siete nel reparto di terapia intensiva neonatale dell’The University of Chicago Medicine Comer Children’s Hospital. Qui, come in altri ospedali del paese alcune persone offrono un servizio di volontariato per quei neonati nati troppo piccoli o malati che ancora non possono andare a casa. Quando gli infermieri sono sommersi dal lavoro o i genitori dei bambini non possono andare in ospedale, nonne, coppie senza figli, studenti universitari e altri volontari si occupano dei piccoli cullandoli, cantando loro delle canzoni. Li trattano come se fossero loro figli, riporta l’Huffington Post.

Safe With Mother

I BENEFICI – «Potete vederli calmarsi, sentire il calo della loro freqeunza cardiaca, osservare la loro fronte rilassarsi», ha detto la 52 enne Kathleen Jones, che fa volontariato coccolando questi bambini. «Lottano duramente con il loro dramma di salute. Il mio cuore si spezza per loro», ha detto la donna. I reparti di terapia intensiva neonatale sono ambienti rumorosi e stressanti. Vi sono bambini nati estremamente prematuri o con difetti alla nascita e altre malattie. Alcuni sono troppo ammalati per essere cullati e allora i volontari li coccolano da fuori l’incubatrice. Non vi sono però prove scientifiche che dimostrino l’efficacia di questo metodo, anche se i benefici che si traggono dal contatto con le persone sono ben noti. Secondo uno studio, le carezze o il contatto con i neonati riducono il livello di ormoni dello stress, mentre un’altra ricerca ha dimostrato che il contatto fisico può apportare benefici al battito del cuore dei neonati prematuri e alla qualità del sonno, accorciando così la loro permanenza in ospedale. Inoltre, il fatto di  essere sperati dal resto degli esseri umani può ostacolare lo sviluppo del cervello. «I benefici a livello più superficiale sono evidenti», ha detto Jerry Schwartz del reparto di neonatologia del Torrance Memorial Medical Center di Los Angeles.

Leggi anche: La bambina malata che non ha più i sintomi dell’Hiv

I VOLONTARI – I genitori ovviamente devono acconsentire al fatto che i loro bambini vengano coccolati da dei perfetti sconosciuti e i volontari devono essere sottoposti a severi controlli e seguire un corso di formazione prima di iniziare con il volontariato. Al Golisano Children’s Hospital di Rochester, uno dei volontari che coccola i neonati è nato prematuramente proprio in quell’ospedale e presta servizio per aiutare i nati prematuri. Frank Dertz è un falegname in pensione che ha sentito parlare del programma da sua figlia, un’infermiera «è una benedizione più per me che per i bambini», ha detto l’uomo. Anche per Kathleen Jones è così: la donna è entrata a far parte del programma nel 2012 e presta servizio un paio di volte alla settimana.