“C’è la crisi, i terremotati paghino le tasse!”

24/08/2011 - Il governo decide di far restituire agli abruzzesi il debito congelato dalla notte della scossa Per fortuna che ci sono tanti idioti che ogni volta che c’è un terremoto se la prendono con Haarp e danno la colpa alle scie

     
 

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Il governo decide di far restituire agli abruzzesi il debito congelato dalla notte della scossa

Per fortuna che ci sono tanti idioti che ogni volta che c’è un terremoto se la prendono con Haarp e danno la colpa alle scie chimiche. Perché così possono passare sotto silenzio decisioni come questa, raccontata da Alessandro Fulloni sul Corriere della Sera:

Il Governo, alle prese con la manovra anticrisi, non ha fatto alcuno sconto ai terremotati abruzzesi. Nero su bianco, lo stabilisce un decreto del presidente del Consiglio pubblicato dalla Gazzetta Ufficiale il giorno dopo Ferragosto. In sintesi, gli aquilani dovranno restituire allo Stato i primi 100 milioni di euro del «debito congelato» dalla notte della scossa che ammonta complessivamente a circa un miliardo di imposte ancora da versare. Uno scenario già visto. La situazione è la stessa che nel luglio 2010 portò le famiglie prese di mira dal sisma del 6 aprile 2009 a manifestare davanti palazzo Chigi per chiedere la sospensione del pagamento dei tributi, saltata nella Finanziaria discussa la scorsa estate. A prezzo delle manganellate, ottennero lo slittamento del pagamento. Ma ora — mentre l’aspettativa era quella di un’altra proroga — è arrivata la doccia fredda di quel termine fissato al 16 dicembre. Che impone il versamento delle tasse.

Mentre il governo è alle prese con il salasso della manovra anticrisi da 48 miliardi di euro, trovare la copertura finanziaria per sostenere un’altra dilazione a favore dei terremotati pare arduo:

L’ipotesi che stavolta i soldi debbano essere consegnati all’Erario entro la fine dell’anno «è purtroppo qualcosa più di una concreta possibilità» dice l’ex presidente della Provincia dell’Aquila Stefania Pezzopane, Pd, oggi consigliera in Comune, secondo cui «rimane solo la strada della mobilitazione ancora più forte di quella dello scorso anno». Giovanni Lolli, deputato del Partito Democratico che qualche settimana fa aveva lanciato l’allarme sull’incombente rischio-tasse per gli abruzzesi, parla di «situazione insostenibile ». Il percorso per rimediare a «una gravissima ingiustizia» è un rinvio «con atto legislativo al quale s’accompagni la copertura finanziaria. È accaduto per gli alluvionati del Veneto e a Lampedusa, con l’emergenza immigrazione. Ma non per i terremotati dell’Aquila».

Qualcuno però si sta muovendo:

Secondo Lolli la cifra in ballo dovrebbe essere almeno di «150 milioni di euro, 100 per il 2011 e gli altri per i primi sei mesi del 2012. Lo stesso trattamento riservato ad altre popolazioni terremotate, dove le tasse sono state restituite al 40 per cento, dopo 10 anni e in 120 rate». Qualcosa nel frattempo si sta muovendo. Sabato il Governatore dell’Abruzzo Gianni Chiodi (Pdl) e commissario alla ricostruzione è corso a Roma per parlare con il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta. Incontro interlocutorio, almeno per ora: «Ci stiamo lavorando. Siamo su tante cose e anche su questo» dice il presidente della regione Abruzzo. La corsa contro il tempo però è già cominciata. «E la scadenza del 16 dicembre— dice allarmato Lolli—è dietro l’angolo».

     
 

15 Commenti

  1. Dario scrive:

    … loro continuano a mamgiare a 4 euro; continuano ad usare i voli di Stato a portare i loro figli a vedere lapartitra della squadra del culo…pardon del cuore; continuano ad usufruire dei soliti privilegi. Stanno facendo di tutto per farci vergognare di essere italiani.

  2. p scrive:

    questo (s)governo pur di non tassare efficacemente le vere ricchezze e rendite finanziarie speculative ( vedi anche grossi investimenti in titoli di borsa ed altro…), si metterebbe a tassare anche i barboni e gli indigenti…abbiamo un (s)governo da Paese incivile !

  3. Christian d'IOR scrive:

    Non mi stupirei se si chiedesse anche la restituzione della dentiera che il nano magnaccia aveva donato con grande tripudio ad un’anziana signora.

  4. Marco Menu scrive:

    Potreste inserire data, versione (online o cartacea), e nel caso pagina degli articoli che riproponete o commentate? Il tutto spesso è risolvibile con un semplice link alla fonte, ma spesso purtroppo manca (come in questo post).
    Come capirete non sono dettagli, ma permettono di rintracciare la fonte e nel caso approfondire e verificare i temi trattati.

    Grazie per i vostri contributi ;)

  5. Askariwa scrive:

    E prima che qualcuno cominci a criticare gli aquilani, dico che anch’io, aquilano terremotato, credo che DEVO restituire le tasse sospese ma non nella modalità descritta qui :
    “Da sottolineare subito che la restituzione di tasse e contributi non versati avverrà sempre in 120 rate, ma il dettato previsto dal decreto del presidente del Consiglio ha previsto che le prime 10 rate, ossia quelle in scadenza tra gennaio ed ottobre 2011, si verseranno in una unica soluzione il 16 dicembre prossimo. Questa è l’unica novità. Il tutto avverrà, salvo ulteriori interventi normativi, secondo la seguente tempistica:

    Scadenza Numero rate descrizione
    30 novembre 2011 1 teoricamente la 11 di 120
    16 dicembre 2011 10 le prime 10 di 120, scadenti tra gennaio e ottobre 2011
    31 dicembre 2011 1 12 di 120
    da gennaio 2012 a ottobre 2021 1 rate dalla 13 alla 120

    ( copiato da http://www.abruzzoweb.it/contenuti/terremoto-niente-proroga-tasse-restituzione-al-100/33972-302/ )

    In questa maniera ci rimettiamo la tredicesima (se va bene) mentre le altre popolazioni come Umbria/Marche hanno ridato il 40% in 120 rate diluite in 10 anni (e non dopo 2) , per l’alluvione di Alessandria addirittura il 10% del dovuto. Per l’alluvione del Veneto dello scorso autunno ancora non si sa nulla (credo grazie alla Lega).

    Io NON ho avuto una casa dal governo Berlusconi, NON ho mangiato a sbafo, NON ho avuto contributi per ricostruzione ma dopo una settimana dal terremoto ho preso la decisione di andar via da l’Aquila prevedendo tempi di ricostruzione (fisica ed emotiva) biblici. Adesso vorrei restituire le tasse sospese ma se fosse possibile con uno sconto ma se non fosse possibile, almeno UNA rata alla volta.

    Comunque, il titolo dovrebbe essere “C’è la crisi, i terremotati devono restituire le tasse sospese!” perché le tasse le stiamo GIA’ pagando da dicembre 2010. Non vorrei che qualcuno pensi che non lo stiamo facendo da allora.

  6. Monica scrive:

    Sono disgustata. Nemmeno hanno avuto il centro ricostruito, le attività economiche non sono potute ripartire, è veramente una grave ingiustizia. Meglio sarebbe stato lasciare alle persone, ognuna per conto proprio, il diritto-dovere di ricostruire la propria abitazione, adesso non saremmo a questo punto! Chi fa da sè …

    • Christian d'IOR scrive:

      Certo, col senno di poi… Però come avrebbero fatto ad ingrassarsi i vari Bertoladri e le varie cricche? Per non parlare dei vomitevoli spot che il nano e il suo governo hanno fatto sulle macerie altrui.

  7. paola scrive:

    mi spieghi perche’ gli aquilani hanno votato un presidente di provincia di centro-destra???…..(se non sbaglio)
    la signora pezzopane mi sembrava una in gamba……..

    • Babù scrive:

      Sul voto al Presidente di Provincia di centro-destra c’è un grosso equivoco. L’Aquila non rappresenta la maggioranza del bacino elettorale dell’intera provincia. Al di fuori del cratere sismico, ma all’interno della provincia, ci sono città come Avezzano e Sulmona che sono molto popolose. In realtà a L’aquila (città) i voti sono stati quasi tutti per la Pezzopane, ma non è bastato. La provincia ha votato per Antonio del Corvo (PdL). Ecco spiegato il fatto.

  8. Andrea scrive:

    Gli aquilani devo volere aiuti per la ricostruzione delle proprie case.
    Al pari di quanto è successo in Friuli questi aiuti devono andare in mano alle singole persone, così com’è stato per l’alluvione del Veneto.
    Sono stato a l’Aquila ques’estate. Ho visto una città messa in sicurezza. Ogni edificio, casa palazzo munito di putrelle e o catene che lo rendessero sicuro.
    MA, in tutto avrò visto 8 cantieri, non di più.
    Molti militari che presidiavano.
    Qualche attività è ripartita, soprattutto banche e negozzi in franchising.
    MA degli acquilani non v’è traccia.
    L’Aquila mi è apparsa una città più morta che deserta.
    Ecco quello che penso è che i cittadini dovrebbero ritornare a l’Aquila e riprenderla.
    Fisicamente.
    Riprendersi la propria città. Quello che sta accadendo è sotto gli occhi di tutti, non c’è bisogno di spiegarlo.
    Quante case sono state ricostruite e restituite?
    Se accadesse a me io rivorrei la MIA casa. Me la ricostruisco io, se mi vogliono dare aiuti economici bene, altrimenti alla larga, casa mia è mia e soltanto mia!
    Ho il dovere di pagare le tasse, MA ho il diritto di vivere a casa mia!

  9. Eraldo Biasetti scrive:

    ATTENZIONE AI PIRAGNHA DE “EQUITALIA” QUELLI SONO CANNIBALI E PER 500 EURO SONO CAPACI DI IPOTECARE UNA CASA… ANCHE CONTRO “EQUITALIA”…BISOGNA FARE UNA RIVOLUZIONE…OLTRE CHE ABBATTERE E CACCIARE TUTTI I POLITICI.

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