Italia, provincia del Vaticano
30/12/2008 - L’anno si chiude con le parole del cardinale Bagnasco contro l’aborto: l’ultimo di una serie infinita di no abbattutasi sul nostro Paese. La Chiesa di Roma lo considera e lo tratta come un proprio territorio e così accresce la distanza
L’anno si chiude con le parole del cardinale Bagnasco contro l’aborto: l’ultimo di una serie infinita di no abbattutasi sul nostro Paese. La Chiesa di Roma lo considera e lo tratta come un proprio territorio e così accresce la distanza con il suo popolo
Alfio Caruso, giornalista e scrittore, che terrà la rubrica settimanale “Se lo sapesse Indro..”. Il suo ultimo libro è “Willy Melodia”
A un vecchio credente l’ultimo no del Vaticano, attraverso le dure parole del cardinale Bagnasco contro l’aborto, dà la misura della crescente incomunicabilità con la chiesa ufficiale. Messo davanti alle sfide della modernità, il cattolicesimo delle porpore si arrocca in Italia dentro la propria intolleranza, com’era già accaduto a cavallo del Ventesimo secolo. Intendiamoci: ha il sacrosanto diritto-dovere d’indicare ciò che ai suoi occhi è giusto e di separarlo con nettezza da ciò che ritiene sbagliato. Ma non ha alcun diritto di pretendere che la propria morale diventi la morale di un intero Paese, che si poggia sulla chiara separazione fra Stato e Chiesa.
INTRANSIGENZA A SENSO UNICO – Viceversa, è proprio questa la tendenza che si è andata affermando nell’ultimo decennio. Possibile che gli esponenti di un Potere plurimillenario non comprendano che tale intransigenza finirà con l’affievolire la forza dell
a loro voce? Eppure l’acume politico, la capacità di adattamento, il sentimento del mondo non mancano all’Istituzione capace di benedire le bandiere naziste, di sostenere il regime di Pinochet e quello dei generali argentini, di perdonare per anni e anni le pesanti trasgressioni del vescovo Milingo, di non aprire bocca contro le persecuzioni non solo degli ebrei, ma persino dei cattolici nella Croazia di Pavelic, di celebrare quali campioni di virtù padre Pio e padre Agostino Gemelli, come a dire il diavolo e l’acqua santa e ciascuno assegni le attribuzioni di merito.
LA DITTATURA DEI PRINCIPI – Quando c’è di mezzo l’Italia qualsiasi prudenza diplomatica viene spazzata via da una serie di diktat. Nel nome santo e benedetto di Cristo trapela la tentazione d’imporre una dittatura di principi, l’esatto contrario di quel liberalismo, cui la stessa Chiesa deve la possibilità di emettere i suoi ordini perentori. No, dunque, alla fecondazione eterologa; no all’uso delle staminali; no all’aborto; no all’eutanasia; no al rifiuto delle cure inutili; no al libero arbitrio sulla dignità della vita. La Chiesa, che si ostina a escludere le donne dalla propria struttura gerarchica, che nega ai sacerdoti di formarsi una famiglia e ne accetta più o meno supinamente le perversioni sessuali, esige di stabilire quali siano le regole di comportamento nei rapporti fra i coniugi. L’esperienza, tuttavia, avrebbe dovuto insegnare che anche gli italiani più ligi alle voce dell’apparato ecclesiastico, la quale non sempre è la voce di Dio, in camera da letto non accettano intrusioni. Tant’è vero che divorzi, contraccezioni e aborti continuano a essere praticati pure da quanti dovrebbero astenersene per fede. E su questa doppia morale l’esempio cala dall’alto. I cardinali tonitruanti e inflessibili accettano di farsi politicamente rappresentare da esponenti così innamorati della famiglia da averne messe su diverse. E dire che negli insegnamenti ecclesiastici viene definita virtù eroica l’astinenza sessuale tra marito e moglie. Se t
utte le coppie decidessero di metterla in pratica, l’umanità nel volgere di un paio di generazioni si avvierebbe verso l’estinzione.
LA CATTIVA COSCIENZA SULL’EBRAISMO – Uscita scossa la pontificato di Wojtyla – uno dei Grandi del Novecento, ma anche un grande papa? – la Chiesa ha riscoperto la propria cattiva coscienza nei confronti dell’ebraismo. E’ bastata la scontata osservazione del presidente della Camera, Fini, sul silenzio-assenso con cui furono accolte nel ’38 le leggi razziali per scatenare una reprimenda basata su inesistenti cavilli. L’atto d’accusa contro il fascismo preparato da Pio XI non fu mai reso pubblico dal suo successore, Pio XII, autore poi di un atteggiamento quanto meno ambiguo nei confronti di Hitler e dei campi di sterminio. E per farsi un’idea di quale fosse il sentimento predominante della curia romana in quel periodo basta sfogliare le raccolte di ‘Civiltà cristiana’. Ad essere sinceri fino in fondo, vi si respira la stessa atmosfera di antisemitismo che si percepisce oggi in tanti piccoli atti di parroci e monsignori.












Io sono la via,la verità,la luce.Parole di Gesù i suoi discepoli erano pescatori o gente semplice e girava in mezzo a i poveri.questa chiesa invece e L’opus dei, lo Ior, le confraternite o sette,i vari mafiosi che gli si identificano ricevendo comprenzione.Prelati obesi o grassi che non anno mai fatto un beneamato c….oltre che predicare bene e razzolare male.Maestri di Ipocrisia.Con il loro credo se Gesù dovesse tornare i discepoli andrebbe a farseli scegliere dalla BCE o dalla FED il posto di Pietro lo darebbe a Berlusconi e Quello di Paolo a Dalema riserverebbe un posticino anche a Bernardo Provenzano,visto il suo attaccamento alla Bibbia un posticino anche a Toto u curtu(per l’anagrafe salvatore rina )visto che il segno del comando era un crocefisso D’oro ricoperto di diamanti e poi tutti i cherubini tipo aiello toto greco e tutti gli altri cherubini da frate ligio a frate mitra non tralasciando monsignor Marcincus. N0.Penzo che questa chiesa a ben poco di cristiano.Un giorno un cardinale disse che Gesu e un metro.Aveva ragione ,ma quant’è lontana la chiesa cattolica da quell’unita di misura o esempio di vita. Con la sua falsità e ipocrisia Con il suo essere banca, corrutrice trafficante mischiata probabilmente a storie di riciclaggio quanto si è allontanata dalla via dalla verità e dalla luce.La risposta datevela ogn’uno per propio conto, ma non con la mente ma con il cuore, dove alloggia la verità e non si può mentire.non c’è più sordo di chi non vuol sentire, non c,è più cieco di chi non vuol vedere)