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I tifosi della Juventus attaccano la vedova di Scirea

Il mondo alla rovescia, un gruppo di tifosi razzisti insulta la moglie di Scirea e dice che semmai è lei a non doverne portare il cognome.

drughi

NEL NOME DEL CAMPIONE – Pessima storia, la curva della Juventus è dedicata all’indimenticato Gaetano Scirea, campione dall’immagine specchiata, la moglie del quale ha espresso la convinzione che sia meglio togliere l’abbinamento, visto che di sicuro il suo nome non gradirebbe essere associato alla serie di manifestazioni di razzismo che spuntano con una certa costanza da quelle parti. In particolare dopo gli ultimi cori antisemiti contro la Fiorentina, Mariella Scirea aveva proprio chiesto che il nome fosse cambiato.

CAMBI LEI IL SUO COGNOME – A risponderle sono stati i Drughi, gruppo storico del tifo organizzato bianconero: «Il cognome se lo deve togliere lei». Questo perché: «Varcò la soglia di Montecitorio grazie alla sua condizione di vedova di un grande campione, non certo per le sue qualità e tantomeno per la sua preparazione visto che, con il massimo rispetto, è ancora oggi in possesso solo di un diploma da perito aziendale, non proprio il massimo per rappresentare parte del Popolo Italiano. E non ci sono tracce significative del suo passaggio nella stanza dei bottoni, nulla di nulla». Cosa c’entri questo con la necessità di togliere il cognome del marito non si sa, ma il peggio deve ancora venire.

TUTTI ANTISEMITI, NESSUN ANTISEMITA – «Da considerare che i cori incriminati cantati da tutti da più di 20 anni, vengono intonati a pieni polmoni anche nella Nord, solo che quel settore dello stadio è riservato ai Club Doc ed indovinate chi è presidente del centro coordinamento? Bravi, proprio la signora in questione che preferisce tacere per evitare di doversi dimettersi da un incarico evidentemente ben remunerato». Pare quindi che il fatto che buona parte dei fedelissimi gli juventini intoni da 20 anni slogan antisemiti sia da dare per assodato per ammissione degli stessi Drughi, che lo hanno messo nero su bianco e che evidentemente non ci trovano nulla di male.