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Tutto quello che si sa sul mistero dell’aereo scomparso

Non c’è ancora traccia dell’aereo di linea Malaysia Airlines MH370, sparito nel nulla con 239 persone a bordo a largo del Viet Nam, mentre viaggiava da Kuala Lumpur verso Pechino. Un mistero che ha alimentato ogni sorta di speculazione: compresa l’ipotesi terrorismo, una pista considerata meno probabile dopo che è stato confermato come i due passeggeri iraniani, saliti a bordo con passaporti rubati, non erano terroristi. Ma soltanto profughi che volevano emigrare in Europa. Se in un primo tempo era emerso come il Boeing 777 avesse cambiato radicalmente rotta un’ora dopo il decollo da Kuala Lumpur, dirigendosi verso lo Stretto di Malacca, a smentire tutto è stato il capo dell’aviazione, il generale Rodzali Daud. Il responsabile delle forze aeree malesi ha negato le dichiarazioni attribuitegli da un giornale locale, secondo le quali l’aereo MH370 della Malaysia Airlines disperso da più di quattro giorni sarebbe stato rilevato da un radar militare proprio nello stretto di Malacca. Secondo l’esercito, il Boeing 777 potrebbe essere tornato indietro, ma non molto distante dal suo piano di volo.

Aereo scomparso Malaysia

IL MISTERO DELL’AEREO SCOMPARSO – Mentre il Vietnam ha reso noto di aver pienamente ripreso le ricerche dell’aereo della Malaysian Airways scomparso sabato mattina, dopo averle ridotte in seguito ad una confusione di notizie (la segnalazione, poi smentita, dell’individuazione del velivolo vicino a Pulau Perak, un’isola nello stretto di Malacca), è stato il primo ministro della Malaysia Najib Rezak ad invitare alla calma i propri cittadini. «Il governo sta facendo di tutto per aumentare gli aerei e le navi con con mezzi sofisticati. Sono certo che lo troveremo. La domanda è quando. Ora dobbiamo aver pazienza e pregare». Ma la vicenda continua a rimbalzare sui media di tutto il globo, considerato il caso ancora irrisolto. La pista dell’attentato, che in un primo tempo sembrava la più seguita dagli inquirenti, sembra essere adesso accantonata, dopo che è stato risolto il nodo dei passaporti falsi. I due iraniani che si erano imbarcati con documenti irregolari – il 18enne Pouria Nour Mohammad Mehrdad e il 29enne Delavar Seyedmohammaderza – non erano terroristi. Cercavano soltanto di arrivare in Europa. Il più grande cercava asilo politico in Germania, atteso dalla famiglia a Francoforte. I due giovani avrebbero seguito una via di fuga che secondo le organizzazioni umanitarie è considerata piuttosto solita: dopo aver acquistato i passaporti falsi in Thailandia e un biglietto di sola andata a Kuala Lumpur con scalo a Pechino, si sarebbero divisi ad Amsterdam. Mehrdad diretto a Francoforte, il più giovane verso Copenaghen. Anche secondo l’Interpol i due ragazzi non erano terroristi.

pilota mh370 fariq abdul hamid schettino 2

Sui media sono state intanto riportate le dichiarazioni rilasciate al quotidiano Blick  di una turista sudafricana, Jonti Roos. Durante il programma australiano “A Current Affair”, in onda su Channel Nine, ha raccontato la sua esperienza sul volo MH370 in compagnia del copilota Fariq Abdul Hamid. La Roos e la sua compagna di viaggio hanno raccontano di aver fatto un volo in aereo con l’uomo stando tutto il tempo in cabina di pilotaggio, decollo e atterraggio compresi. L’episodio sarebbe avvenuto nel 2011 durante la tratta Phuket – Kuala Lumpur e la Roos si è detta sconvolta per aver volato con il pilota dell’aereo scomparso. La Malaysia Airlines si è detta scioccata dalla dichiarazioni della ragazze, che sono state prese molto sul serio, anche se non possono essere verificate. Abdoul Hamid era in compagnia di un pilota molto esperto quando si è seduto nella cabina di pilotaggio del volo MH370, scomparso da sabato assieme ai suoi 239 passeggeri.

Aereo scomparso Malaysia 2

TUTTI I NODI IRRISOLTI – Il caso sembra però ancora lontana da una soluzione. Il  Singapore Straits Times ha svelato quelle che sarebbero state le ultime parole pronunciate nel corso dell’ultima comunicazione radio in partenza dalla cabina di pilotaggio del velivolo scomparso. «Tutto bene, buona notte», sarebbe stato comunicato. A rivelarloè stato l’ambasciatore di Kuala Lumpur a Pechino, Iskandar Sarudin, durante un incontro con i parenti dei passeggeri, in gran parte cinesi, che si erano imbarcati a bordo dell’aereo. Le parole pronunciate da uno dei piloti sarebbero arrivate nel momento in cui il volo passava dallo spazio aereo malese a quello vietnamita. Restano molti i punti oscuri nella vicenda, a partire dall’assenza di comunicazioni d’emergenza da parte degli stessi piloti. Secondo l’Independent diverse possono essere le circostanze che hanno potuto comportare la mancata segnalazione dell’emergenza. «Un evento catastrofico, causato da una collisione in volo o da un’esplosione accidentale o intenzionale. Entrambi i piloti possono essere stati incapaci di avvertire, per sfortuna o scelta. Oppure potrebbe esserci stato un problema tecnico. O potrebbero aver cercato di concentrare tutti i loro sforzi sul tentativo di salvare il velivolo, piuttosto che comunicare con il mondo esterno. Questo è quello che successe a bordo dell’Air France 447», si legge. Ma quel che lascia perplesso il quotidiano britannico – che lascia aperte anche la possibilità di uno scoppio di una bomba durante il volo – è il mancato ritrovamento – almeno per ora – di detriti e tracce di carburante. Il quotidiano ha poi riportato anche le ipotesi complottistiche circolate sulla scomparsa misteriosa: «Dai rapimenti alieni alla teoria sorprendentemente popolare secondo cui l’aereo sarebbe stato abbattuto da un missile dalla Corea del Nord, anche se questo paese dista 2mila miglia più lontano rispetto all’aerea in cui il velivolo è stato perso», ha sottolineato l’Independent.

LE ALTRE IPOTESI – C’è stato anche chi ha tentato di risolvere il mistero ipotizzando un suicidio del pilota. Tanto che erano stati anche citati due possibili precedenti. Ovvero l’incidente aereo del volo SilkAir 185 (precipitato in Indonesia nel 1997 con 97 passeggeri e sette membri dell’equipaggio, tutti morti) e quello del volo Egypt Air 990 (che sprofondò nell’Atlantico a sud di Nantucket nel 1999, uccidendo 217 persone). In realtà, non è mai stata accertata la teoria del suicidio in questi due casi, così come non ci sono prove nemmeno per l’aereo scomparso nel nulla sabato scorso al largo del Viet Nam. Allo stesso modo, sull’ipotesi della bomba nei bagagli, è stato l’aviazione civile malese ad assicurare di aver controllato tutte le valigie. Nessuno infine ha rivendicato un possibile attentato. Resta la possibilità di un dirottamento mal riuscito, che potrebbe spiegare l’eventuale cambio di rotta. Ma è stato smentito ieri che l’aereo si sarebbe allontanato di molto dalla sua direzione di volo, così come un’eventuale segnalazione dallo stretto di Malacca.