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Ora Lele Mora vende i vestiti alle bancarelle

Per Lele Mora sono finiti i tempi in cui era «il manager dei vip» e, dopo due condanne, qualche mese di carcere e l’affidamento ai servizi sociali, oggi Mora vende abiti in un mercatino rionale di Milano.

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Lele Mora con Don Mazzi (LaPresse)

«MI CHIEDONO UNA FOTO. E IO GLI CHIEDO DI COMPRARE QUALCOSA» – Non ci è voluto molto perché qualcuno lo riconoscesse: nonostante l’aria dimessa il volto di Lele Mora è ancora molto noto, legato indissolubilmente al balletto di tronisti, modelli e protagonisti di reality show che andavano da lui per cercare di sfondare nel mondo dello spettacolo. Un nome, quello di Lele Mora, che corre parallelo anche ai festini di Arcore a casa di Berlusconi, al Bunga Bunga a quella condanna a sette anni per favoreggiamento della prostituzione e a quattro anni e dieci mesi per evasione fiscale. Racconta Il Giornale che quella bancarella fa parte del suo servizio alla Comunità Exodus di Don Mazzi, alla quale è stato affidato dopo essere uscito dal carcere di Opera:

Sorride davanti alla bancarella. Sullo sfondo, appesi a una rete, camicie gonne giacche t-shirt pantaloni. Dice: «Faccio beneficenza, aiuto don Mazzi. Ma io non tocco i soldi». […] già nell’agosto del 2012, dopo alcuni mesi di detenzione a Opera, il Tribunale di Sorveglianza ne ha disposto la scarcerazione affidandolo ai servizi sociali. Da settembre frequenta la comunità Exodus. «Dovrei andarci una volta la settimana, ma ci vado molto di più», rivela. Lavora per la società del figlio e percepisce milleduecento euro al mese. Al mercatino rionale lo conoscono in tanti perché ci viene tutti i fine settimana. La gente dà un’occhiata ai prodotti sulle bancarelle e gli chiede di scattare una fotografia insieme. «Prima compri qualcosa e poi facciamo la foto», replica lui. «Sono felice di venire qui per aiutare chi ha bisogno. L’incasso va ai ragazzi che escono dalla comunità di don Mazzi, un prete di 84 anni che conosco da trenta».

 

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«SPERO DI TRASMETTERE UN MESSAGGIO POSITIVO» – E oggi Mora assicura di «aver cambiato vita»:

Mi occupavo di artisti che non avevano né arte né parte. Il successo è come un leone, finché è piccolo lo puoi carezzare. Quando cresce, o lo sai domare o ti divora» […] «Adesso spero di trasmettere un messaggio positivo. Stamattina ero così contento di alzarmi alle sei per andare al mercatino…».

(Photocredit copertina: LaPresse)