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La svolta leghista di Beppe Grillo dopo la cacciata dei dissidenti

Beppe Grillo apre alla secessione. In un post intitolato «E se domani…» pubblicato sul blog del MoVimento 5 Stelle si vagheggia di una possibile dissoluzione dello Stato italiano. Una svolta leghista mascherata dai toni onirici, che subita fa esultare l’originale. Maroni e Salvini aprono al M5S per una possibile battaglia comune contro Roma.

beppe grillo secessione lega nord 2

BEPPE GRILLO E LA SECESSIONE DELL’ITALIA – Sul sito di Beppe Grillo è comparso da poche ore un post, intitolato  «E se domani…», dove si vagheggia in termini favorevoli ad una possibile dissoluzione dell’Italia. Uno Stato opprimente governato da truffatori che invita solo alla fuga di aziende e lavoratori non può che disgregarsi, il senso della comunicazione diffusa sull’organo di comunicazione ufficiale del Movimento 5 Stelle. Eccone alcuni stralci.

E se domani, quello che ci ostiniamo a chiamare Italia e che neppure più alle partite della Nazionale ci unisce in un sogno, in una speranza, in una qualunque maledetta cosa che ci spinga a condividere questo territorio che si allunga nel Mediterraneo, ci apparisse per quello che è diventata, un’arlecchinata di popoli, di lingue, di tradizioni che non ha più alcuna ragione di stare insieme?

L’evocazione della secessione diventa sempre più forte, con tanto di riesumazione di una vecchia idea leghista, le macroregioni al posto dello Stato unitario.

E’ ormai chiaro che l’Italia non può essere gestita da Roma da partiti autoreferenziali e inconcludenti. Le regioni attuali sono solo fumo negli occhi, poltronifici, uso e abuso di soldi pubblici che sfuggono al controllo del cittadino. Una pura rappresentazione senza significato. Per far funzionare l’Italia è necessario decentralizzare poteri e funzioni a livello di macroregioni, recuperando l’identità di Stati millenari, come la Repubblica di Venezia o il Regno delle due Sicilie. E se domani fosse troppo tardi? Se ci fosse un referendum per l’annessione della Lombardia alla Svizzera, dell’autonomia della Sardegna o del congiungimento della Valle d’Aosta e dell’Alto Adige alla Francia e all’Austria? Ci sarebbe un plebiscito per andarsene. E se domani…

 

BEPPE GRILLO LEGHISTA – Il post pubblicato sul sito di Beppe Grillo si conclude con la suggestione di dividere l’Italia sulle linee già indicate un paio di decenni fa dalla Lega Nord. Prima della secessione della Padania, regione nata da un’invenzione di Bossi e dei suoi accoliti a metà degli anni novanta, la Lega Nord propugnava la separazione del nostro paese in tre grandi macroregioni: la Padania appunto, l’Etruria, l’Italia centrale con un nome che ovviamente non richiamasse l’odiata Roma, e Mediterranea. Un’idea originariamente partorita da Gianfranco Miglio, il politologo che fu nei primi anni del Carroccio il cervello del movimento padano. La riflessione di Miglio nasceva dalla considerazione di un’ormai inevitabile separazione del nostro paese, lacerato da divisioni territoriali superali solo con una riorganizzazione statuale. Il modello vagheggiato da Miglio era una sorta di Confederazione Italica sulla scia della Svizzera, con tre macroregione unite alle cinque regioni a statuto speciale, e con la riduzione ai minimi termini del potere centrale.

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SOGNO DEL CARROCCIO – Il post leghista di Beppe Grillo ha subito fatto esultare i detentori del copyright sullo smembramento dell’Italia. Il segretario del Carroccio, Matteo Salvini, ha dato il benvenuto al nuovo alleato nella lotta contro Roma ladrona, in realtà piuttosto trascurata dalla sua stessa Lega formato Marine Le Pen.  «Liberi e indipendenti, da roma e da bruxelles! Benvenuto grillo, basta che non cambi idea come su euro e immigrazione: se dai una mano alla lega non ci ferma nessuno. E magari comincia a sostenere il referendum per un Veneto Indipendente!». Un sentimento di interesse condiviso anche dal capo della Lega, il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni, che su Twitter ha parlato di un interesse da sviluppare.


Libero non ha perso tempo e ha subito lanciato un sondaggio sulla possibile alleanza tra M5S e Lega Nord, che ha le medesime probabilità della secessione vagheggiata da entrambi, seppur a vent’anni di differenza.

BEPPE GRILLO E I DISSIDENTI – Il post di Beppe Grillo, che è stato anche elettorale della Lega Nord nei tempi passati, come ricordato da Andrea Scanzi nel suo libro dedicato al comico genovese trasformatosi in, allora, agitatore politico, appare però come un’arma di distrazione di massa. In questi giorni non si parla d’altro che dei dissidenti cacciati dal Movimento 5 Stelle, su ordine dello stesso Grillo. Una strategia di radicalizzazione del profilo del M5S per ottenere il maggior successo possibile al test decisivo per lo stesso Movimento. Alle Europee Grillo e Casaleggio dovranno raccogliere una significativa affermazione, per poter giustificare a lungo la loro opposizione totale al sistema. Il post leghista sulla secessione dell’Italia sembra voler togliere pressione su un tema che fa male, come mostrano i primi sondaggi, al M5S, e dall’altro raccogliere un po’ di voti dei tanti delusi leghisti che già hanno votato per Grillo alle politiche, e vanno rimobilitati in vista delle europee.