Telecom: Tavaroli come Greganti? Non s’ha nemmeno da pensare!

21/07/2008 - E’ stato divertente leggere sui giornali di domenica le reazioni alla notizia secondo la quale sarebbe imminente la chiusura dell’inchiesta sui dossier illeciti Telecom. In base a quanto riportavano ieri alcuni quotidiani, infatti, “risulterebbe l’estraneita’ ai fatti di Marco Tronchetti

     
 

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E’ stato divertente leggere sui giornali di domenica le reazioni alla notizia secondo la quale sarebbe imminente la chiusura dell’inchiesta sui dossier illeciti Telecom. In base a quanto riportavano ieri alcuni quotidiani, infatti, “risulterebbe l’estraneita’ ai fatti di Marco Tronchetti Provera e Carlo Buora, vertici della societa’ all’epoca della vicenda. Le societa’ invece sarebbero state indagate in base alla legge 231 per il reato di corruzione, ma al tempo stesso considerate dai magistrati parti offese per il reato di appropriazione indebita contestato a Giuliano Tavaroli“. Allegria. Chi sa se c’è qualcuno che ancora si ricorda di cosa stiamo parlando.

Chiediamo a Wikipedia: “Dal 20 settembre 2006 al 22 marzo 2007 Tavaroli riceve 4 ordini di custodia cautelare in relazione allo Scandalo Telecom-Sismi. Tavaroli è accusato, insieme con Marco Mancini (ex numero 2 del SISMI), [...] con un ex ufficiale di collegamento della CIA, [...] e  con esponenti di forze dell’ordine di aver gestito un sistema illegale allo scopo di realizzare numerosissimi dossier (si parla di svariate migliaia, forse 10.000) su personalità della politica, dell’economia, dello spettacolo, ecc.”. Non solo. “La vicenda di Tavaroli è legata anche al caso Abu Omar, e al suicidio dell’ex dirigente Telecom Adamo Bove“. Non male, eh? Un suicidio e un caso di extraordinary rendition in cui sono entrati gli americani e il Sismi, secondo l’accusa rivolta al generale Niccolò Pollari.

Ieri si celebrava però il giubileo di Tronchetti e Buora: l’azionista di maggioranza e presidente di Telecom, secondo le indiscrezioni – di questo stiamo parlando, ricordatevelo sempre – “non risulterebbero indagati“. A calcio, sarebbe come se si esultasse per aver guadagnato una rimessa laterale nei pressi dell’area avversaria. Perché, a dire il vero, è soltanto successo che il giudice sembra convinto che Tronchetti e Buora erano due che non riuscivano a controllare quanto accadeva nella propria azienda. Capisco che l’ipotesi accusatoria fosse peggiore: li si sarebbe pensati essere in grado di gestirlo, quanto accadeva nell’azienda dove a quanto pare si spiavano le persone. Sì, si spiavano. Perché qui, ricordiamolo a quei signori che stanno laggiù a far la Ola, che, si parla di quasi 9mila accessi abusivi a banche dati dei ministeri Interno, Giustizia e Finanze, tabulati telefonici, hackeraggio di pc”, che hanno violato la privacy di cinquemila cittadini, tra cui “Controllori di Telecom, come i 5 funzionari del Garante per la Concorrenza «spiati» nelle mail proprio mentre lgiudicavanoTelecom[...]. I concorrenti Fastweb, Vodafone, H3G. Top manager italiani come Enrico Bondi, Vittorio Colao (allora in Rcs) [...] Banchieri come Cesare Geronzi e imprenditori come Marcellino Gavio. Giornalisti invisi come Massimo Mucchetti (Corriere) o gli articolisti di Libero Davide Giacalone e Fausto Carioti. Più personaggi dello sport (dall’arbitro Pairetto al calciatore Vieri passando per Moggi)“. E anche cittadini comuni: un poveraccio che aveva mandato una vibrante lettera di protesta in quanto azionista insoddisfatto, si è trovato tracciato via telefono e internet. Non sto scherzando: era un signore qualsiasi, incazzato perché le azioni avevano dimezzato il loro valore. Ai tecnici di Telecom deve essere sembrata una cosa così fuori le righe, che qualcuno si lamentasse di un’azienda che ha bruciato MILIARDI di valore. “Sarà un complotto, chissà che c’è dietro“, si saranno detti.

Ecco, quindi ieri gente come il senatore Debenedetti (“Tronchetti-Telecom: se la politica rovina le aziende“) sul Sole 24 Ore, Oscar Giannino su Libero (che fa autocritica), Nicola Porro sul Giornale e altri stavano esultando perché parrebbe certificato che Tronchetti non si accorgesse di quello che gli accadeva in azienda. Tutto qui. Ma non volevo interrompervi, sia chiaro: continuate pure a fare la Ola. Solo, per favore, non buttatela in politica: chi parla di un “tandem” tra l’ex premier Romano Prodi e la Procura di Milano sta sragionando. Basta vedere la data di nascita delle inchieste per rendersene conto. Siete dei “vili che uccidono un uomo morto“. A proposito, Massimo Mucchetti ieri non ha scritto, mi sembra. Peccato. Chissà che ne pensa il “bazoliano” direttore ad interim di via Solferino, di quanto accaduto. Forse, sotto sotto, si è tranquillizzato: uno dei suoi azionisti, dopotutto, pare che non lo spiasse. Semplicemente, dormiva mentre altri lo facevano. “Tranquillo, Massimo! Di Marco ti puoi fidare: è talmente ciula che non s’era accorto di nulla“. Che giuoia.

Un’ultima cosa: se gli inquirenti hanno così deciso, significa che hanno anche escluso la possibilità che Tavaroli sia un emulo del mitico Primo Greganti, il “compagno” che si è addossato colpe forse spettanti ai vertici DS. E’ tutto in ordine, va tutto bene quindi. “Tavaroli come Greganti” è uno slogan che non ha ragion d’essere. Anche io qui, che lo sto ripetendo, lo faccio soltanto per riderne: “Tavaroli come Greganti? Ma mi faccia il piacere“. Certo: Tronchetti e Buora, penseranno i più pignoli, rimangono comunque quelli che hanno spolpato Telecom con la voracità tipica del “manager di successo“. Fusioni per accorciare la catena societaria e rendere più sostenibile il maxidebito che il leverage buy out più folle della storia – quello dei “capitani coraggiosiColaninno e Gnutti, con la benedizione di Massimo D’Alema – aveva generato, ma anche, ad esempio, vendite di immobili – patrimonio della società – ad altre aziende del gruppo Pirelli, a prezzi …onesti. In tempi di disonestà, e di boom immobiliare, diranno i più maligni. Ma son dettagli. Ora “spettera’ a Telecom e Pirelli dimostrare che gli uomini della security hanno agito violando modelli organizzativi comunque validi. Sarebbe di circa 1 milione di euro l’ammenda che rischiano di dover pagare“. Una bazzecola. Cosa volete che sia un milione di euro a carico della società che oggi è padrona di Telecom. E cioé Telco. Già, perché Tronchetti se n’è andato da Telecom incassando 3,3 miliardi di euro.  Insomma, passa per fesso, altri pagheranno per i suoi errori e ha tre miliardi in tasca. Chi è più felice di lui?

(La vignetta è di Vocidipopolo e rappresenta l’I-Phone ipotetico di Berlusconi, ma oggi non lo linko. Lui sa perché. Mh. E che non si permetta più)

     
 

4 Commenti

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  3. AG scrive:

    Al contrario di Greganti però Tavaroli è un uomo malato. Soffre di una fastidosia labirintite che può creare forti vertigini. Specialmente in prossimità di viadotti. Sono cose pericolose sai Ale, mi meraviglio tu non lo abbia fatto notare.

  4. vocidipopolo scrive:

    Baciamo le mani a Vossia!

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