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Le prostitute con la partita Iva e il patentino

Partita Iva, patentino, certificati medici e perfino il permesso del comune a esercitare in casa: in Senato è arrivata ieri la proposta di legge per regolarizzare la prostituzione in Italia. Il ddl, firmato dalla senatrice del Pd Maria Spilabotte e sostenuto anche da Alessandra Mussolini di Forza Italia prevede l’introduzione di quelli che vengono definiti «diritti e doveri per i sex worker», i lavoratori del sesso.

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IL DDL PER LA REGOLARIZZAZIONE DELLA PROSTITUZIONE IN ITALIA – Un disegno di legge che ha destato un certo scalpore sopratutto tra i giornalisti presenti alla conferenza stampa che illustra la proposta che, come scrive il quotidiano Il Mattino, vedrebbe l’introduzione di:

Patentino professionale, partita iva per pagare le tasse, controlli psico-fisici e la possibilità di prostituirsi in appartamenti sulla base di un permesso comunale, sono alcuni dei punti chiave del disegno di legge. La proposta, presentata al Senato nel corso di un’affollata conferenza stampa, punta «a riconoscere i diritti di prostitute e gigolò e a limitare il fenomeno delle tratte».

BORDELLI ED EDUCAZIONE SESSUALE NELLE SCUOLE – La proposta, articolata in sette articoli, prevede anche la nascita di spazi pubblici dove diventerebbe legale offrire e acquistare sesso:

 Il ddl è formato da sette articoli. Due, in particolare, rischiano di creare forti polemiche. Il terzo deroga agli «enti locali» la possibilità di individuare luoghi pubblici nei quali è consentito l’esercizio della prostituzione. Il settimo, invece, punta ad introdurre «venti ore di educazione sessuale nelle scuole secondarie».

«GLI ULTRACATTOLICI FACCIANO UN PASSO INDIETRO» – Tra i sostenitori della proposta, anche la già citata Alessandra Mussolini, che ha dichiarato: «Mi auguro che non ci siano impedimenti come quando intervenni a favore della diagnosi pre-impianto. Gli ultracattolici facciano un passo indietro».

 

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RISORSE CONTRO LA CRISI? – Sulla questione è intervenuta anche la transessuale Efe Bal recentemente al centro delle polemiche per aver ricevuto da Equitalia una cartella esattoriale per mezzo milione di euro:

«Voglio essere utile al mio secondo Paese – afferma – Renzi dice che vuole fare le riforme: bene, faccia qualcosa per 40-50mila persone che lavorano, cosa che per qualcuno sarà anche schifosa, ma pur sempre lavorano. In Germania dalla prostituzione guadagnano 6 miliardi di euro che in Italia potremmo utilizzare contro la crisi».

(Photocredit: Getty Images, foto di repertorio)