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Chiara S.: la madre Rosa racconta perché teneva la figlia segregata

”Chiara non era sotto sequestro: era lei a non voler uscire e a rifiutare in modo perentorio che altre persone entrassero nel suo appartamento”. Rosa S., la madre della donna rimasta per otto anni chiusa in un appartamento di via Caldieri, nel quartiere napoletano del Vomero, ha raccontato stamattina al gip la sua versione della storia che ha indignato e commosso l’Italia.

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CHIARA S. LA RAGAZZA SEGREGATA DALLA MADRE – Rosa, insegnante settantenne in pensione, davanti al giudice Maria Vittoria Foschini – che al termine dell’interrogatorio di garanzia le ha concesso gli arresti domiciliari – si e’ difesa dalle accuse di sequestro di persona e abbandono di incapace. Assistita dall’avvocato Riccardo Polidoro, ha ammesso che la figlia non era in possesso delle chiavi di casa; ha aggiunto pero’ che si trattava di una precauzione necessaria, dal momento che la giovane, affetta da disturbi psichici, avrebbe potuto chiudersi dentro e non aprire piu’. Chiara, ha affermato inoltre la madre, avrebbe potuto uscire, se lo avesse voluto, ma era lei che si rifiutava di farlo e che non tollerava la presenza di altre persone nell’appartamento. Questo, sempre secondo l’ex insegnante, e’ anche il motivo dei cumuli di rifiuti trovati nell’abitazione: era lei a provvedere alle pulizie, ma negli ultimi tempi gravi problemi di salute non glielo avevano consentito e di conseguenza l’immondizia si era accumulata nelle stanze.

L’ATTENZIONE DEI VICINI – Proprio il cattivo odore aveva attirato l’attenzione dei vicini, che venerdi’ scorso avevano chiesto l’intervento della polizia. Dal racconto della donna emerge comunque una situazione di forte disagio familiare, sul quale pone l’accento anche l’avvocato difensore: anziana, malata, ospite di una sorella a sua volta affetta da disturbi psichici, Rosa S. avrebbe avuto bisogno di un sostegno che invece le e’ mancato. Nel corso dell’interrogatorio ha ribadito piu’ volte di non essere l’aguzzina descritta dai media: se Chiara fosse stata chiusa in casa contro la sua volonta’, ha affermato, certamente avrebbe gridato per richiamare l’attenzione dei vicini. Per otto anni, invece, nessuno degli abitanti del palazzo di via Caldieri ha sentito richieste di aiuto. La giovane, intanto, resta ricoverata in ospedale in attesa di accertamenti sulle sue condizioni psicofisiche. La madre ha escluso in modo tassativo di averle mai somministrato farmaci per sedarla, possibilita’ pure avanzata dalla polizia nelle scorse ore.(ANSA)