Londra brucia: a rischio le Olimpiadi 2012?

11/08/2011 - di

Le rivolte di piazza mettono in pericolo l’ordinato decorso dei giochi: gli appelli alla calma già si sprecano. La legge di Murphy dice che se qualcosa può andar male, lo farà, e lo farà nel più potente dei modi possibili.

Le rivolte di piazza mettono in pericolo l’ordinato decorso dei giochi: gli appelli alla calma già si sprecano.

La legge di Murphy dice che se qualcosa può andar male, lo farà, e lo farà nel più potente dei modi possibili. Così non deve stupire che la rivolta urbana che si diffonde dalle periferie sia partita proprio a Londra: perché c’è molto, nella capitale inglese, a poter andare male in questa fase. Ad esempio, ma così, per tirare in ballo qualche sciocchezza, i giochi olimpici del 2012, che si terranno proprio a Londra. Difficile che le rivolte cittadine non vengano domate prima di quella scadenza: e tuttavia, c’è già chi ha paventato la possibilità che i giochi della trentesima olimpiade – peraltro, un anniversario di una certa importanza, come si capisce – possano essere non celebrati.

PREOCCUPAZIONE – La rivolta dei giovani di Londra sta dunque acquisendo caratteri da vera e propria guerra civile. Altrimenti non si spiegherebbero i timori del Comitato Olimpico Internazionale, sintetizzati proprio ieri da Eurosport.

Il comitato organizzatore ci crede ancora ed è fiducioso, ma da Oltremanica lanciano l’allarme (totalmente giustificato): questi disordini che si stanno verificando a Londra avranno qualche influenza sui Giochi Olimpici del 2012? Nel resto del mondo, a livello di comitati olimpici, la guerriglia urbana in cui è immersa l’Inghilterra in questo momento ha suscitato grosse paure. Il pensiero diffuso è che l’immagine della città ne sia uscita fortemente danneggiata e c’è il timore, a fronte di questi episodi di guerriglia urbana, che le forze dell’ordine cittadine non siano in grado di fronteggiare eventuali situazioni d’emergenza.Nel ricordo di tutti probabilmente c’è Monaco 1972 (riportato alla memoria anche dal film Munich). In quell’edizione alcuni membri dell’organizzazione terroristica Settembre Nero violarono la sicurezza del Villaggio Olimpico e, introducendo armi, uccisero 11 atleti israeliani e un poliziotto tedesco.

Il Comitato internazionale olimpico, nel confermare la fiducia agli organizzatori britannici, scarica contestualmente il barile su di loro: “E’ un problema interno, lo risolvano”. E si capisce.

“La sicurezza è una priorità assoluta per il Cio, ma non ricade sotto la nostra diretta responsabilità. È una questione che compete alle autorità di Londra, nei confronti delle quali abbiamo piena fiducia”, ha affermato Mark Adams, portavoce del Comitato olimpico internazionale, all’agenzia tedesca Dpa.

I giovani in rivolta per le strade di Londra, dunque, rischiano di rovinare più di una festa.

LA XXX OLIMPIADE – Quella delle olimpiadi inglesi, una vera e propria vittoria per la Gran Bretagna, visto che l’assegnazione dei giochi olimpici per il 2012 è stata strappata a contraenti di primissimo livello quali Parigi, New York e Madrid. Il Comitato Olimpico si è fidato di Londra e, nel 2005, ha assegnato l’evento alla capitale inglese: ovviamente, a quella data, nessuno poteva sapere che sarebbe scoppiato questo pandemonio. Ma certo Tottenham in rivolta, come d’altronde altre zone della città, arrivano a rompere le uova in un paniere che davvero aveva bisogno di essere lasciato in pace, soprattutto in una fase come questa in cui partono i test delle discipline che poi diventeranno le competizioni ufficiali della trentesima olimpiade. Per dirne una, mentre David Cameron era impegnato a gestire con dichiarazioni ed azioni concrete la rivolta di Londra, era stato invitato al campionato mondiale di Beach Volley che si tiene appunto a Londra quest’estate.

Parte della serie di eventi “London Prepares”, il campionato permetterà al Comitato per l’Organizzazione di Londra 2012 di riuscire a testare aspetti chiave di tutte le operazioni in preparazione ai giochi dell’anno prossimo – incluso il campo da gioco, la tempistica e la tecnologia di conteggio dei punti, le strutture e la forza lavoro.

Stessi toni per l’evento di preparazione alla maratona, che si terrà fra pochi giorni nelle acque di Hyde Park, la famosa Serpentine.

Gli spettatori saranno in grado di assistere all’evento da una serie di punti di osservazioni intorno alla Serpentine il prossimo sabato 13 agosto. L’evento di prova per Londra 2012 vedrà alcuni dei migliori nuotatori da maratona immergersi nelle acque dello storico Hyde Park di Londra.

Insomma, è chiaro, una doppia gatta da pelare per Londra: non solo la preparazione alle Olimpiadi, già impegnative per loro conto; ma anche la gestione della devastante rabbia dei quartieri poveri della grande città. Gli ultimi aggiornamenti parlano di una rivolta che si espande in tutto il Regno Unito, con i sobborghi di Birmingham e di Liverpool ugualmente sulle barricate, anche se pare che l’intensità e la forza degli scontri si sia in qualche modo abbassata dopo le ore di panico e terrore che hanno infiammato le città della Gran Bretagna.

Agenti di polizia sono stati distaccati in forze nelle maggiori città dell’Inghilterra. Oltre seimila a Birmingham. In una veglia nella città dei tre uomini uccisi in un incidente mordi e fuggi martedì scorso, il padre di una delle vittime ha fatto appello alla calma.

Difficile davvero stare calmi.

I GIOCHI A RISCHIO – Difficile soprattutto per il Comitato Olimpico che da anni ha messo la faccia sua e della capitale inglese in gioco completamente per l’organizzazione delle Olimpiadi del 2012. Sono pronti i gadget per i bambini che l’anno prossimo torneranno a scuola; il merchandising, le mascotte, le strutture. Tutto pronto. Poi, scoppia la rivolta: normale la paura. Comprensibile se ci si accorge che molte delle strutture che ospiteranno i giochi di Londra non saranno dislocate nel centro storico della Città, in linea di massima per ora non coinvolto nelle proteste che hanno infiammato la capitale del Regno Unito, ma proprio nella fascia più esterna alle zone centrali, ovvero, proprio i sobborghi della Greater London che in queste ore vivono giorni di barricate. Il villaggio olimpico sarà edificato a Stratford, zona appunto periferica della città, non lontano – sebbene, va detto, non adiacente – alle periferie in rivolta di Londra, precipuamente concentrate nella fascia nord della città: Tottenham, Enfield, Brixton. Ma chi garantisce che le rivolte non si estendano anche alle zone, perlopiù ugualmente periferiche, in cui le strutture olimpiche sono situate? Nessuno, ovviamente (anche perché questa mappa del Telegraph ci conferma che il disagio coinvolge l’intera città). E sarà compito del governo inglese quello di assicurare che questi tumulti rientrino in tempo utile per celebrare degnamente i giochi della trentesima olimpiade: oggi, scrive il Guardian, la palla passa al Parlamento, convocato d’urgenza in sessione estiva.

Il primo ministro, David Cameron, terrà un discorso nel quale si attende che vengano annunciati ulteriori piani per gestire il disordine e compensare le aziende danneggiate dalla rivolta.

Basterà a fermare la rivolta? Purtroppo, i discorsi da soli non sempre sono efficaci. E Londra ha bisogno del ritorno dell’ordine pubblico in breve tempo. Altrimenti il comitato Olimpico potrebbe decidere che la città non è più abbastanza sicura per celebrare le Olimpiadi: non bisogna stuzzicare il cane che dorme. Soprattutto, perché c’è un precedente.

Del resto, la Londra olimpica ha già avuto problemi di ordine pubblico: il giorno dopo l’assegnazione di questa edizione dei Giochi, la festa della città fu trasformata in tragedia con diversi attentati suicidi sui mezzi pubblici, rivendicati poi da una cellula europea di Al-Qaeda: in totale ci furono 52 morti e 700 feriti.

Londra, sei pronta per le Olimpiadi?

3 Commenti

  1. alexa scrive:

    gli attachi terroristici ? non vi sembra di esagerare

  2. Champlooman scrive:

    davvero esagerato. e se arrivassero i Pasdaran a londra? che ne dite, allora parleremo di terrorismo vero: https://westoftheeast.wordpress.com/2011/08/11/pasdaran-a-londra-peacekeeping-e-rivoluzione/

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