Non aver paura di uccidere. Non averne proprio

22/07/2008 - IL DELITTO PERFETTO - Il libro di Giancarlo Umani Ronchi e Antonella Stocco ci fornisce la risposta agghiacciante, e, insieme, la speranza del loro impegno perché tutto si modifichi: “E’ anche l’omicidio misconosciuto che noi vogliamo indagare, lo specchio scuro

     
 

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IL DELITTO PERFETTO - Il libro di Giancarlo Umani Ronchi e Antonella Stocco ci fornisce la risposta agghiacciante, e, insieme, la speranza del loro impegno perché tutto si modifichi: “E’ anche l’omicidio misconosciuto che noi vogliamo indagare, lo specchio scuro del moltiplicarsi di azioni penali che in parte sfumano nel nulla e in parte vengono archiviate. Nel caos dei dati non si riesce a decifrare il numero reale dei delitti di autore ignoto e non ci sono quelli rimasti irrisolti. E’ invece chiara la percentuale dei reati complessivi che restano irrisolti: più o meno l’80%. Il numero reale degli omicidi è un’opinione? Magari fosse così, è molto peggio” (id – p. 6). “Dimostreremo – scrivono i due autori – che ciascuno di noi può diventare un assassino senza castigo o una vittima senza giustizia. 0sserviamo il delitto perfetto nel suo cupo splendore” (Id – p. 6). Hanno mantenuto la promessa, pagina dopo pagina di un libro che si legge d’un fiato e che mozza il fiato a chi comprende, grazie al loro lavoro, che i problemi della giustizia in Italia non sono solo strutturali e finanziari, ma molto più estesi e profondi perché intaccano l’essenza stessa del concetto di giustizia che vuole e pretende verità perché ognuno abbia il suo, carnefice o vittima.

LA VIA DA SEGUIRE - E’ un libro che scuote e che sprona tutti coloro che hanno a cuore le sorti di questo Paese, perché nessun Paese sopravvive senza giustizia. Un libro da porre a fondamento per una battaglia politica che punti sul rinnovamento della giustizia che necessita di professionalità e competenza, prima ancora che di finanziamenti; che restituisca alle forze di polizia la libertà di indagare e di consegnare al giudice i risultati delle sue investigazioni per il necessario vaglio giudiziario; che elimini la figura del giudice “padreterno” che tutto sa e tutto comanda, senza averne le capacità e la preparazione. Un libro, questo scritto da Giancarlo Umano Ronchi e Antonella Stocco, che deve essere letto, ponderato, perché esso ci fa male e, nel contempo, ci indica la via da percorrere perché nessun carnefice rimanga senza castigo e nessuna vittima senza giustizia.

     
 

15 Commenti

  1. Narco Patatoni scrive:

    Che bello, scrive Vinciguerra! Posso collaborare anch’io?

  2. gloria scrive:

    grazie Corrini, sei gentilissimo, al solito:) :*

  3. ricchiuti scrive:

    Pacatissimo post garantista.
    Una rispettabile, rispettabilissima, disamina, col piglio dell’osservatore liberale più compassato, sul delitto reso perfetto dalla balbettante prosopopea giudiziaria.
    Minimo la Stocco, se non lo sa già (ndr ma lo sa già), va avvertita.
    E’ la griffe moderata in stile dolentemente piano e senza piagnistei in pigiama a righe ad un j’accuse di comun sentire nei confronti dell’andazzo attuale, apportata da un uomo il cui tenebroso passato rende inevitabilmente affascinante l’attuale porsi in maniera critica nei confronti della devianza irrecuperabile all’ex odiato stato democratico.
    Efficienza e rettitudine a chi s’avea da disarticolare e mandar dannato.

  4. Alessandro scrive:

    Devo dire che di primo acchitto un pò di prurito l’ho avuto, ma è vero: il Vinciguerra ha scoperchiato non dico il vaso di Pandora ma una serie di vasetti che hanno dato fastidio a molti (sulle stragi di Stato ne ha dette di cose).Fa i nomi e come se li fa! Chiedete ai suoi ex amici fascistissimi o andate in una sede di quelle nuove occupate tipo Casa Pound, nani medioevali, viva Tolkien ecc, e , signor Pulcini, vedrà che cosa le dicono dell’uomo di Peteano (e altro): come minimo che dovrebbe bruciare all’inferno a fuoco lento lento. Anche il caro sindaco Alemanno (marito della figlia di Pino Rauti)dovrebbe farsi una chiacchierata con Vinciguerra, per non parlare del caro estinto Almirante (pure la via gli vogliono fare!)…Vinciguerra racconta senza peli sulla lingua chi era veramente il buon Giorgio. Comunque c’è n’è di roba e trovo che invece di censurare uno come Vinciguerra bisognerebbe farlo chiacchierare molto di più…la conosce bene la nostra bella Italia.

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