L’artista che si è iniettata sangue di cavallo
10/08/2011 - La bioarte prevede anche questo, oltre a molte altre esibizioni davvero sconcertanti L’arte a volte prende forme insolite. Certo l’avanguardia non è sempre compresa da tutti i contemporanei, ma questa artista più che una sperimentatrice del bello sembrerebbe una specie
La bioarte prevede anche questo, oltre a molte altre esibizioni davvero sconcertanti
L’arte a volte prende forme insolite. Certo l’avanguardia non è sempre compresa da tutti i contemporanei, ma questa artista più che una sperimentatrice del bello sembrerebbe una specie di scienziata eccentrica. Marion Laval-Jeantet, infatti, si è iniettata del plasma sanguigno cavallo come parte di un progetto artistico che esplora le relazioni trans-specie.
LA PREPARAZIONE - Laval-Jeantet e il suo creativo compagno Benoit Mangin (i due lavorano come collettivo Art Orient Objet) erano desiderosi di esplorare la confusione dei confini tra le specie nella piece intitolata “May the Horse Live in Me” (può il cavallo vivere in me?). Laval-Jeantet ha preparato il suo corpo ad accettare il plasma sanguigno del cavallo iniettandosi immunoglobuline di cavallo nel corso di diversi mesi. Questi anticorpi animali stranieri sono stati iniettati in quantità sempre più grandi per consentirle di “costruire” la tolleranza all’agente esterno, in un processo che ha denominato “mithridatisation,”: questo a causa del re persiano del Ponto, Mitridate VI, che avrebbe costruito la propria immunità al veleno consumandone regolarmente piccole dosi.
L’ESIBIZIONE – All’inizio di quest’anno, dopo mesi di preparazione, le è stato iniettato il plasma sanguigno di cavallo, che conteneva l’intero spettro delle immunoglobuline, senza provocare una reazione allergica. Come parte della piece l’artista ha anche indossato un gruppo di palafitte con gli zoccoli sulla cima, per sentirsi un tutt’uno con il cavallo. Inoltre, ha camminato con il cavallo donatore in un “rito di comunicazione”, prima di prelevare il proprio sangue ibrido che in seguito all’estrazione è stato liofilizzato.
IL SENSO DELLA PIECE – Al centro stampa che ha seguito l’intero processo ha spiegato che la pratica la faceva sentire “Iper-potente, iper-sensibile e iper-nervosa. Ho avuto la sensazione di essere sovrumano. Non era normale per il mio corpo. Ho provato tutte le emozioni di un erbivoro. Non riuscivo a dormire e mi sentivo un po’ come un cavallo”. Arte Orient Objet ha una lunga storia di collaborazione nell’ambito della bioarte: ha prodotto altre piece tra cui la “skin culture”, che utilizza la pelle prodotta in lavoratorio come una tela per dipingere tatuaggi a forma di animali.












ecco dova arriva l’omosessualità
Cosa centra?
Lascialo perdere, gli omofobi potrebbero vedere omosessuali anche chi mangia zucchini o cetrioli…
…che droghe assumete? Cazzo centra? Omosessualità , dall’unione di “omoios” (“simile” in greco) e “sexus” (“sesso” in latino), ovvero stesso sesso. Se proprio vuoi che te lo dica, questo è il massimo della etrosessualità, infatti “heteros” ( differente in greco) unito alla parola sexus indica il sesso tra generi diversi…
Ergo, hai qualche problema di fobia nonchè una gran necessità di acculturarti un pochino.
Una volta per poter essere definiti “artisti” bisognava affrescare la volta della Cappella Sistina…
ora si affrescano la cappella a vicenda…
Hahahahaha
Imbecilli, lei ha un compagno, quale omosessualità? Oltre che trogloditi siete pure analfabeti, complimenti, siete proprio voi che salverete il mondo!
Il mondo non si salverà, a meno che non se ne trovi un altro.
Io sono senza parole davanti a questa razzadi artisti, ma qualcuno mi spiega dové l arte???? A lavorare un po la terra per sentirsi in sintonia con i cavalli e la natura no??!!! Mahhh