I nove crimini più strani commessi via Facebook

Mangiare iguana, allagare i bagni, molestare la tua ex: tutte cose sbagliate, ma se le pubblichi online sono ben più...

Mangiare iguana, allagare i bagni, molestare la tua ex: tutte cose sbagliate, ma se le pubblichi online sono ben più rischiose

Con i social network si può fare di tutto. Anzi, la loro caratteristica è proprio quella di favorire un impiego e una diffusione creativi dell’informazione. Ma chi avrebbe detto che si potesse diventare criminali usando Facebook in modo forse davvero troppo creativo? Ecco una lista dei nove crimini più assurdi compiuti sulla piattaforma che tutto può.

UNO - La donna che è stata arrestata per un poke su Facebook: Shannon Jackson, una donna originaria del Tennessee ha violato un ordine restrittivo che le impediva di contattare in alcun modo, diretto o indiretto, la persona che aveva richiesto il procedimento. La violazione di un ordine restrittivo nel Tennessee è una classe di reato punibile con una pena carceraria fino a 11 mesi e 29 giorni, oltre a una multa fino a $ 2500.

DUE - L’uomo che è stato arrestato per aver finto di essere un principe marocchino: Mai un fake fu tanto salato! Se negli Stati Uniti creare profili falsi di celebrità è considerata una moda innocua, il governo marocchino a quanto pare non è molto alla moda e nel 2008 ha arrestato un uomo per aver creato un profilo Facebook sotto le mentite spoglie del fratello di re Mohammed VI. Fouad Mourtada, di 26 anni, è stato arrestato con l’accusa di “pratiche malvage”.

TRE - Mark Musarella, un operatore d’emergenza, ha postato su Facebook le foto di una donna picchiata e strangolata chiamata Caroline Wimme. E’ stato condannato a 200 ore di servizio alla comunità, dopo essersi riconosciuto colpevole di cattiva condotta. Il pensionato 48enne del New York Police Department ha anche perso la sua licenza di tecnico medico d’emergenza. Ora, i genitori hanno fatto causa Facebook per aver consentito la visualizzazione delle immagini.

QUATTRO – La ragazza che ha decapitato un topo e postato il filmato su Facebook. Naomi Anderson, 23 anni, è stata dichiarata colpevole di grave crudeltà verso gli animali presso la Caboolture Magistrates Court, a nord di Brisbane, nel mese di luglio 2011. La donna Caboolture aveva usato un coltello da bistecca per tagliare la testa al topo, filmando l’episodio e in seguito caricandolo su Facebook con un alias. Anderson ha ricevuto uno sconto di pena di 18 mesi per buona condotta e ha dovuto prestare 180 ore di servizio comunitario.

CINQUE – Le due bimbe accusate di cyberstalking dopo aver violato la pagina Facebook del compagno di classe rubando la sua password. Avevano pubblicato foto sessualmente esplicite e messaggi “impropri”, Le ragazze, di 11 e 12 anni, sono state oggetto di indagine in quanto la famiglia della presunta vittima ha contattato la polizia.

SEI - una coppia di americani ha passato un bel guaio a causa di un’iguana in via di estinzione, faccenda che gli è costata un soggiorno nelle carceri delle Bahamas. Sono stati catturati dopo che i funzionari del paese hanno visto le foto di una festa su Facebook. La coppia – Vanessa Starr Palm, 23 anni, e Alexander Daniel Rust, 24 anni, si sono fatti una bella grigliata a base del rarissimo animale protetto. Arrestati, hanno dovuto pagare una cauzione di 500 dollari ciascuno e subiranno un processo.

SETTE - L’adolescente che ha cercato di assumere un sicario su Facebook. Un ragazzino di Chester County rischia di beccarsi dagli 11 ai 22 anni di carcere dopo aver usato Facebook per cercare di assumere un sicario per uccidere una donna che lo aveva accusato di stupro. Il diciannovenne ha accettato il patteggiamento con l’accusa di stupro e invito all’omicidio. Nel luglio 2010, la donna che aveva accusato Adams di violenza dopo un party chiamò la polizia per segnalare un post sulla sua pagina Facebook, che offriva 500 dollari per “la testa di una ragazza”. In una successiva pubblicazione, la polizia afferma che Adams sostenne di “aver bisogno di far fuori questa ragazza al più presto”.

OTTO - L’uomo che è finito in galera per una richiesta d’amicizia su Facebook. Certo, su di lui pesava un ordine restrittivo, ma il peccato era veniale. L’uomo di 37 anni si è loggato per la prima volta e ha attivato la funzione che invitava automaticamente tutti i suoi contatti mail a diventare amici su Facebook. Una piccola gaffe che però gli è costata sette giorni di carcere. Fortuna che non le ha mandato un poke.

NOVE – L’adolescente che è stato arrestato dopo aver pubblicato foto di atti vandalici in bagno su Facebook. Sarà anche giovanissimo, giusto sedici anni, ma tanto sveglio non lo è proprio. Dopo un atto vandalico che è costato 247 mila dollari di riparazioni e cinque mesi di chiusura di una biblioteca pubblica, a causa dei bagni allagati, se ne è vantato su Facebook, cosa che inevitabilmente ha portato ad una pubblica ammissione di colpa in tribunale. Il ragazzo di Portsmouth, nel Regno Unito, ha confessato di aver riempito di carta igienica gli scarichi causando una vera e propria inondazione.