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La lunga notte della fiducia al governo Renzi

LA FIDUCIA DEL GOVERNO RENZI AL SENATO Ecco qui i tweet della seduta con la diretta twitter della fiducia al Senato:


FIDUCIA GOVERNO: RENZI SI RIVOLGE AI 5 STELLE E CITA PERTINI – Nessuna tempistica da calende greche Renzi conferma scadenza 2018. «Una classe che non sia pagata a fare interventi spot e poi rinuncia alle riforme. Noi il confronto l’abbaimo chiesto anche a voi amici 5 Stelle. Se si fallisce questa volta poi non so se resteranno le macerie ma senz’altro il rimpianto di una mancata occasione». Elezioni, che Renzi spiega “ci hanno fatto male”. Renzi punta su Italicum in voto alla Camera. «Il 24 febbraio 1990 moriva Sandro Pertini. Diceva Sandro Pertini nel primo messaggio di Capodanno I giovani non hanno bisogni di prediche… Fuori da qui non c’è bisogno di grandi discorsi hanno bisogno che si passi dalle parole ai fatti. E’ l’invito che faccio al governo e quello che faccio al Senato buonanotte a tutti voi»

FIDUCIA GOVERNO: RENZI CONTRO CRITICHE -Renzi ricorda la mamma coraggio di Portici. Un Paese che non difende “i propri figli migliori”. Poi critica su mancati riferimenti Expò: «Il mercato del sounding italiano ha il doppio delle nostri produzioni italiane. Dobbiamo fare frasi fatte o accellerare non solo cantiere fisico che c’è ma quello mentale? Quello che accadrà prossimo anno a Milano è solo un pezzo di quello che noi immaginiamo». E su Napolitano (e mancate osservazioni in merito) tuona: «Sentimento di autentica vergogna verso una classe politica chesi è trovata costretta a chiedere un reale sacrificio personale e politico al Presidente attualmente in carica. Io ricordo ero fermo davanti al televisore. Le parole di Napolitano suonavano fortissime, parole che chiedevano riforme che non sono poi partite o perlomeno che si sono bloccate». Unico modo di rispettare Napolitano per Renzi è rispettare quel processo di riforme. Scattano gli applausi.

 

FIDUCIA GOVERNO: RENZI CONTRO CRITICHE GAL E LEGHISTE – Poi se la prende con GAL e Lega Nord: «Non è che se esiste uno scollamento tra voi e l’opinione pubblica? E’ sicuro che il truman show non sia nella vostra mente e non con i cittadini. Ai rappresentati dei cittadini ci vuole rispetto. Chiedete un doppio registro tra ciò che si chiede qui dentro. Non mancherà mai il rispetto istituzionale ma non chiedeteci di esser diversi. Siamo abituati a stare in mezzo alle persone. Forse volevate che utilizzassi le solite frasi fatte sul Sud? Mi dicono che non ho parlato di Mezzogiorno. Io preferisco impostare diversamente i fondi europei».

FIDUCIA GOVERNO: LA REPLICA DI MATTEO RENZI – «Onorevoli è stato un pomeriggio molto istruttivo. la stragrande maggioranza di interventi è stata attuale sia da maggiornaza che ppsoizione, interventida cui trarremo elementi significativi. Non posso stare a fare una replica puntuale anche perché credo che la replica migliore sarà trasformare questi suggerimenti a cui daremo una risposta concreta. Ringrazio il senatore Romani 5 Stelle. Credo che il tono rispettoso che ha usato anche con idee diverse mi ha reso particolarmente felice e degno di appartenere ad una tradizione teritoriale non altrettanto posso dire sugli altri interventi», si esprime Renzi.

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FIDUCIA GOVERNO RENZI E GLI INTERVENTI INFINITI – La fiducia più lunga della storia. Airola chiama Renzi “paravento” sulla vicenda di Gratteri mancato ministro. Gli interventi svolgono al termine. A breve replica di Matteo Renzi.

 

Nel mentre il grillino Buccarella posta una foto della “maschera” di Renzi:

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FIDUCIA GOVERNO BLUNDO, RENZI E I POTERI FORTI – Enza Blundo prende parola in aula. Giudica Renzi, lo ritiene collegato a Carrai e Ledeen e poi punta il dito contro i fondi aquilani fatti con i gratta e vinci portati avanti dallo Stato. Nel mentre gran parte dei discorsi (anche leghisti) si chiudono con hashtag. Parla Minzolini, ma nel frattempo Sergio Puglia (M5s) fa le prove di intervento. Mentre il senatore di Fi tiene il suo intervento nell’Aula del Senato, dalle tribune si vede Puglia in piedi, con il microfono alzato, che parla animatamente. Eppure, la voce che si sente dagli altoparlanti non e’ la sua ma quella del collega. L’arcano si svela poco dopo: Puglia stava facendo una prova di interpretazione, per rendere al meglio nel minuto e mezzo che poco dopo avra’ a disposizione per parlare.

Qui sotto le reazioni alle parole di Blundo:

 

 

 

 

FIDUCIA GOVERNO TWITTER IMPAZZISCE PER LA FIDUCIA A MADAMA – Altro che Sanremo la diretta da Palazzo Madama esprime tutte le caratteristiche del migliore show in prima serata. Ecco qui alcuni tweet:

 

 

 

A strappare sorrisi è anche Ivana Simeoni, senatrice 5 Stelle che si rivolge così al ministro della salute: «Spero che Beatrice Lorenzin faccia meglio del suo predecessore Lorenzin. Mi rivolgo a lei LorenZin LorenziN…».

 

FIDUCIA GOVERNO: L’ENDORSEMENT DI BRIATORE PER RENZI – Aveva già fatto sapere chiaramente come la pensasse. «Il grande pregio di Matteo è uno che decide… a differenza di altri che non decidono mai… bravo Matteo!», twittava nei giorni scorsi Flavio Briatore. Ora il boss del ‘Billionaire’ conferma la linea e saluta la giornata dedicata alla fiducia al Senato con un adrenalinico «Vamos con Renzi!». Alè!

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FIDUCIA GOVERNO RENZI E L’ASINO PER LA GRILLINA TAVERNA – Scintille nell’aula del Senato tra M5S e Pd. Alla fine del duro intervento di Paola Taverna (M5S), dai banchi del Pd sono salite proteste, e un senatore si è alzato ondeggiando le mani sulla propria testa, come se fossero le lunghe orecchie di un coniglio o di un asino. Il gesto ha fatto scattare la reazione dei senatori a cinque stelle: uno di loro ha urlato “Buffoni” ai colleghi del Pd. Il gesto che ha scatenato la reazione dei Cinque stelle è stato fatto dal senatore del Pd Daniele Borioli. Ecco il video dell’intervento della senatrice:

“Basta, stai zitta”. Dai banchi del Pd si alza la polemica quando la senatrice grillina Paola Taverna, già richiamata dal presidente Pietro Grasso, ‘sfora’ il tempo concesso al suo intervento al Senato. Tra i rumori dell’aula, la Taverna si rivolge verso i banchi del Pd e mima, alla Diego Bianchi di Gazebo, il gesto dell’hasthag e grida ‘#statesereni’. Ecco qui lo scatto delle gesta del deputato Pd:

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(Foto Dire)

Tutta colpa delle accuse sui burattini con tanto di De Benedetti tirato in ballo…

 

Comunque non sono gli unici show…

 

FIDUCIA GOVERNO IL SONDAGGIO GRILLINO SU RENZI – Matteo Renzi ha appena concluso il suo discorso in Senato. Come tante altre volte abbiamo sentito frasi vuote, pseudo spot elettorali e, in assenza di argomenti migliori, attacchi di bassa lega al MoVimento 5 stelle. Tanti slogan buttati lì. Come se governare l’Italia fosse uno spot pubblicitario. A tratti è sembrato che volesse accreditarsi come il sindaco del paesello vicino alla gente umile che riceve telefonate strappa lacrime nottetempo da amici che hanno perso il lavoro. Ma è davvero cosi’? O dietro a tutta questa retorica da ‘Carramba! Che Sorpresa’ si nasconde in realta’ una mano oscura che tira i fili del burattino Renzie?”. Cosi’ il M5s del Senato sul sito parlamentari 5 stelle dove lancia un sondaggio: di chi è la mano che tira i fili della marionetta Renzie? Queste le possibili scelte: – banche – finanza speculatrice – massoneria – De Benedetti – Napolitano – Berlusconi – Merkel – di tutti quanti insieme.

FIDUCIA GOVERNO GLI ORARI DI MONTECITORIO PER DOMANI – Il dibattito alla Camera sulla fiducia al governo comincerà domani alle 10, fino alle 16. Da quell’ora sino alle 18,30 sarà il turno di dichiarazioni di voto e replica di Renzi. E sara’ proprio a partire, ha deciso sempre la Conferenza dei capigruppo di Montecitorio, dalle 18,30 che si terra’ la prima ‘chiama’ per il voto di fiducia. Quello finale dovrebbe aversi per le 20.

FIDUCIA GOVERNO IL BIGLIETTINO A RENZI DA MONTI – Mentre in aula al Senato è in corso la discussione generale sulla fiducia al governo, Matteo Renzi, seduto tra i banchi del governo, prende appunti e scrive bigliettini. Uno di questi e’ diretto all’ex premier Mario Monti. Dopo averlo scritto, Renzi lo imbusta e lo fa consegnare da un commesso al senatore a vita. Monti, dopo averlo ricevuto, si alza dal suo posto e si dirige verso il premier. Prima dà la mano al ministro all’economia Pier Carlo Padoan e gli lascia un appunto, poi Monti si avvicina a Renzi e i due parlano brevemente. Ecco qui la foto diffusa da Dire:

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I TEMPI DELLA FIDUCIA AL GOVERNO RENZI -Slittano gli orari in Senato per la fiducia al governo di Matteo Renzi. Il ritardo del premier (che si è soffermato alla Camera per una telefonata con Barack Obama) ha di fatto spostato di un’ora il timer di palazzo Madama. La discussione generale è cominciata alle 17 (invece che alle 16); la replica di Renzi è ora attesa per le 21 e la prima chiama alle 23. L’esito del voto, a quanto pare, non prima della mezzanotte.

FIDUCIA GOVERNO E RENZI: LE ARRINGHE 5 STELLE -«Presidente lei non è credibile. Io anziché chiacchere io la sfido su due temi che saranno in Parlamentoe di cui il suo partito è responsabile dello sfacelo: i docenti precari, noi abbiamo presentato una mozione, secondo punto scatti per gli insegnanti ma sa a che prezzo? Senza corsi di recupero e progetti didattici. Segua la nostra proposta: spostando la copertura fuori dai fondi MIUR», a dirlo è il senatore dissidente Bocchino a “rischio” espulsione. Usa voce alta e “rabbia”. Tanto da scatenare l’ironia su Twitter.

 

 

FIDUCIA GOVERNO: NCD SI CONSULTA PER LO IUS SOLI – Bruno Macuso (Ncd) prende parola in aula. Punta sulla questione Marò ma non su ius soli “per cui bisogna attendere”. I banchi intorno a lui però sono vuoti. Perché? Perché in questi minuti si stanno tenendo onsultazioni in corso nel Nuovo centrodestra dopo l’intervento del premier Matteo Renzi a palazzo Madama. Il leader e ministro dell’Interno Angelino Alfano si sta confrontando con lo stato maggiore del partito su come articolare la fiducia all’esecutivo. Nei contatti e incontri con il presidente Renato Schifani e i capigruppo di Senato e Camera, Maurizio Sacconi e Fabrizio Cicchitto si starebbero verificando alcuni passaggi del discorso a braccio del presidente del Consiglio. In particolare, a quanto si è appreso, a destare qualche apprensione o perplessità, sarebbero state le parole di Renzi in merito all’acquisizione della cittadinanza e alle politiche per il lavoro.

FIDUCIA GOVERNO E LE PAROLE DEL GRILLINO ROMANI – «Signor Presidente del Consiglio benvenuto in purgatorio. Anch’io vengo da Firenze ma come semplice cittadino. La mia bella Firenze dove i commercianti chiudono, dove ci aspetta il termovalorizzatore… Mi ascolti perché anche se sono un suo avversario sono più sincero di chi vuole salire sul carro dei vincitori», così Maurizio Romani, senatore grillino si rivolge con il conterraneo Matteo Renzi. «Il MOVimento 5 Stelle è un gruppo di idealisti come me. persone che vogliono davvero cambiare le cose. Da parte mia si aspetti una opposizione giusta, onesta e critica. «Signor Presidente benvenuto in Purgatorio». La Bencini, toscana 5 stelle anche lei, segue citando Antonio Albanese. Presidente, lei parla di cittadini che attendono risposte, ma dov’era quando le chiedevamo in aula al suo partito? Perché noi siamo i cittadini comuni, non siamo casta e non lo vogliamo diventare». Lo dice Laura Bottici, senatrice del Movimento 5 stelle, parlando in Senato. «Lei ha detto ‘non ha l’eta”, io concludo: parole, parole, parole. Soltanto parole»

Senato - Fiducia governo Renzi

 

IL GOVERNO E LA FIDUCIA AL SENATO: TANTI BIGLIETTINI PER RENZI -Matteo Renzi ascolta gli interventi, prende appunti, ma nel frattempo legge uno ad uno i biglietti di felicitazioni che gli sono stati consegnati dai commessi. Non solo, è “multitasking” nell’Aula del Senato. Davanti a lui c’è una montagna di bigliettini: li apre ad uno ad uno, li legge e poi li strappa facendo un’altra montagnetta di carte.

RENZI E LA FIDUCIA AL SENATO: MARETTA NCD – Nel giorno dell’intervento di Matteo Renzi al Senato per la fiducia al suo governo, nel Nuovo centrodestra, almeno a palazzo Madama, si respira un certo malumore legato al vertice del partito. A riferirlo è l’Adnkronos. Secondo quanto si è appreso, infatti, fra alcuni esponenti del gruppo c’è una certa concitazione perché si riteneva che a brevissimo termine, se non addirittuta oggi stesso, si chiarisse l’assetto di governo del partito. In particolare, c’è chi ha fatto notare che quella di oggi era la scadenza in qualche modo concordata per attribuire a Gaetano Quagliariello un ruolo di sostanziale coordinamento del Nuovo centrodestra. Secondo alcune voci, inoltre, non sarebbe escluso che in assenza di un chiaro passo verso la designazione dell’ex ministro delle Riforme a segretario, diversi senatori, fra i quali Paolo Naccarato, sarebbero pronti ad autosospendersi dal gruppo. La questione sarebbe, tuttavia, ben presente nello stato maggiore del partito, che preferirebbe comunque affrontare la questione subito dopo il voto di fiducia a palazzo Madama.

RENZI E LA FIDUCIA AL GOVERNO: I DILEMMI DI CIVATI -Uscire dal Pd? «Me lo stanno chiedendo quasi tutti», confessa Pippo Civati, che chiede comprensione per «l’imbarazzo e la difficoltà» visto che «il progetto del Pd è l’unico che possa rispondere ad una sinistra di governo» mentre «in questo momento, c’è molto governo e poca sinistra». E allora, spiega a Effetto Giorno su Radio 24, «stiamo cercando di capire se è possibile rimanere nel Pd con una posizione diversa e con la possibilità di orientarlo in maniera diversa». Nel mentre Pietro Ichino (Scelta Civica) prende parola in aula, riprovendando Matteo per le mancate attenzioni su lavoro.

Senato - Fiducia governo Renzi

FIDUCIA GOVERNO: MOVIMENTO VS. RENZI – Nel mentre in aula si inizia con le dichiarazioni di voto. I primi interventi su 57 sono del MoVimento. «Quella di oggi è la solita stanca liturgia per quella che non è un’alternanza di governo ma una rimbiancata con vernice tossica e di pessima qualità». Lo ha detto la senatrice del Movimento Cinque Stelle Elena Fattori durante il dibattito in aula in Senato. «Speriamo che il premier Renzi dopo aver detto Enrico stai sereno non lo dica anche agli italiani – ha aggiunto Fattori – fa il rottamatore che governo con i rottamati, vuole fare una riforma al mese, e questa cosa ci fa un po’ ridere. Renzi getti la maschera, Matteo stai sereno, voi non vi arrendete nemmeno noi, nessuna fiducia».

 

FIDUCIA GOVERNO: RENZI CHIAMA OBAMA – Il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha chiamato, da Montecitorio dove si è recato a consegnare il discorso con cui chiederà la fiducia alla Camera, al presidente americano Barack Obama. A dirlo è lo stesso Renzi a riferirlo ai giornalisti dopo aver consegnato alla presidente Boldrini il discorso con cui ha chiesto la fiducia al Senato.

FIDUCIA GOVERNO RENZI: INSULTATO, CAMBIA INGRESSO Innovando rispetto allo stile al quale ha abituato tutti in questi giorni, Matteo Renzi ha lasciato la Camera usando una delle uscite carraie sul retro del palazzo, e non dall’ingresso principale come al suo arrivo per la rituale consegna del testo del discorso programmatico tenuto al Senato. Nel corso dei circa tre quarti d’ora nei quali il Presidente del Consiglio si e’ trattenuto a Montecitorio, proprio davanti all’ingresso principale si era nel frattempo infoltito un gruppo di persone che ne avevano accolto l’arrivo con insulti. A riferirlo è l’Agi.

FIDUCIA GOVERNO: I 5 STELLE A RENZI: «IMPARA DEMOCRAZIA DA NOI» – «Renzi accusa Beppe Grillo di non essere democratico. Peccato che il Movimento 5 Stelle consulti i propri iscritti su ogni singola legge presentata nelle istituzioni ed organizzi referendum online, specialmente su questioni di massima importanza come la legge elettorale. Renzi ha mai chiesto agli iscritti del Pd se fosse opportuno chiudersi in una stanza con un pregiudicato espulso dal Senato, per fare un accordo sulla legge elettorale e sulle altre riforme? Se Renzi vuole lezioni di democrazia, dal Movimento 5 Stelle e da Beppe Grillo può solamente imparare», così il capogruppo del MoVimento al Senato, Vincenzo Maurizio Santangelo, replica alle parole del premier Renzi in aula.

FIDUCIA GOVERNO RENZI: LA REAZIONE 5 STELLE– Ecco qui le rosicate Twitter dei pentastellati. Argomento dei cinguettii? Renzie…

Ecco qui invece Paola Taverna senatrice 5 Stelle che ai microfoni di La7 commenta: «Io sono felice se lui ogni mercoledì fa come Papa Francesco il giro delle scuole. Io mensilmente a scuola di mio figlio porto la carta igienica perché effettivamente non c’è».

 

FIDUCIA GOVERNO RENZI: LA CONSEGNA A MONTECITORIO – Renzi consegna a Montecitorio la dichiarazione programmatica. La giornata è ancora lunga ora il toscano volerà a Madama per ascoltare le dichiarazioni di voto.

Senato - Fiducia governo Renzi

FIDUCIA GOVERNO: I MINISTRI PER CONTENZIOSO PIEMONTE – Nell’aula del governo del Senato, poco dopo il discorso programmatico del presidente del Consiglio Matteo Renzi, ha avuto luogo una riunione del Consiglio dei ministri su un “contenzioso della Regione Piemonte”. Lo ha reso noto il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, aggiungendo che si è trattato di un Cdm “veloce, un atto dovuto”. Undici dei 12 senatori del gruppo “Per l’Italia” voteranno sì alla fiducia al governo Renzi. Lo hanno riferito al termine della riunione del gruppo Pier Ferdinando Casini, Luigi Marino e Maria Paola Merloni. Il senatore Maurizio Rossi invece non parteciperà al voto.

La moglie di Matteo Renzi Agnese segue il discorso a Madama
La moglie di Matteo Renzi Agnese segue il discorso a Madama (Foto LaPresse)

FIDUCIA GOVERNO: LETTA PIÙ APPLAUDITO DI RENZI – Chi c’era a seguire Matteo Renzi? In tribuna erano presenti la moglie Agnese, madre dei suoi tre figli, e il fedele consigliere Marco Carrai. Gli intermezzi di applausi però potevano esser molti di più. Per fare un paragone, Enrico Letta alla Camera il 29 aprile del 2013 era stato interrotto per quarantacinque volte dai battimani dei deputati. Il primo applauso è stato polemico, in realtà. Si trattava di quello dei senatori del Movimento 5 stelle quando Renzi, ricostruendo la genesi del suo tentativo di formare un governo, ha ammesso che si sarebbe anche potuti andare ad elezioni anticipate. Paradosso o meno il primo applauso vero Renzi lo ha ottenuto polemizzando proprio con i senatori stellati: «Sono segretario di un partito – ha detto replicando al loro rumoreggiare sull’ipotesi elezioni – che non ha mai avuto paura di andare alle urne, anche quando i sondaggi non erano positivi, come in Sardegna o in Trentino, e ha vinto. Lo stesso non si può dire di voi». Il passaggio più applaudito dall’aula di palazzo Madama è stato l’omaggio al suo predecessore Enrico Letta: mentre dai banchi del M5S partiva lo slogan “Matteo stai sereno”, parodia dell’hashtag “Enrico stai sereno” lanciato a suo tempo proprio da Renzi. A fine discorso c’è stata una standing ovation finale dei senatori di centrosinistra (ma qualcuno, come l’ex tesoriere Ds Ugo Sposetti, si è distratto a chiacchierare). Un inizio non facile.

governo Renzi fiducia Senato (1)

FIDUCIA GOVERNO: RENZI RIUNISCE I MINISTRI A PALAZZO MADAMA – È in corso, nell’aula del governo di Palazzo Madama, una riunione del consiglio dei ministri presieduta da Matteo Renzi. Montecitorio nel mentre aspetta il discorso di Matteo Renzi. Il premier infatti al Senato ha parlato a braccio, quindi non è possibile una consegna veloce del testo alla Camera come solitamente avviene. La Camera aspetta che il Senato produca il resoconto stenografico dell’intervento, un’operazione non velocissima, per poter riunire la conferenza dei capigruppo chiamata a definire il ‘timing’ per la fiducia di domani.

LEGGI ANCHE: Matteo Renzi: il discorso per la fiducia al Senato

FIDUCIA GOVERNO RENZI E L’ARROGANZA SECONDO TAVERNA -Discorso povero ed arrogante secondo Paola Taverna che punta il dito contro Renzi: «Io aspettavo un discorso di cambiamento. Letta sembrava uno statista al confronto. Elogio al dolore e al populismo. La nostra linea è quella di veder concretizzate queste proposte che per ora sono tutte ferme al palo. Oggi non c’era nulla di concreto per poter capire cosa Renzi stava proponendo».

FIDUCIA GOVERNO RENZI: 14 APPLAUSI – È durato circa un’ora e dieci nell’Aula del Senato il discorso programmatico del presidente del Consiglio Matteo Renzi. Il premier è stato interrotto da 14 applausi, compreso quello finale: tutta la maggioranza ha applaudito in piedi tranne i senatori di Ncd, che sono rimasti seduti al loro posto.

 

FIDUCIA GOVERNO RENZI: IL PARERE DI SQUINZI – Renzi piace molto a Squinzi che esprime il suo benestare. Approva il programma annunciato dal presidente del consiglio, Matteo Renzi, circa lo sblocco totale dei debiti della Pubblica amministrazione e la riduzione del cuneo fiscale a doppia cifra. «Sono d’accordo, sono ri-d’accordo» ha detto rispondendo alle domande dei giornalisti oggi a margine di un incontro della Camera di commercio italo-americana. Secondo Squinzi non si può “che essere d’accordo” con la prospettiva indicata da Renzi di un governo politico che duri per l’intera legislatura, fino al 2018. «Abbiamo sempre chiesto la stabilità politica – ha detto – se ce l’avremo i primi a essere contenti saremo noi». Squinzi giudica positivamente le intenzioni enunciate da Renzi: «Sono abituato a giudicare sui fatti e sui risultati – risponde – se le direzioni sono quelle anticipate ben vengano». Silenzio invece sulle persone che compongono la squadra di governo: «Non posso e non voglio commentare». Ecco qui alcuni tweet politici dopo il discorso di Matteo Renzi:

FIDUCIA GOVERNO: FERRARA CRITICA RENZI – Giuliano Ferrara su Sky tg 24 elogia le scelte di Chigi ma critica il discorso di Matteo: «Il discorso mi ha fatto venire il latte alle ginocchia». Ha in pratica twittato ogni parola del neopresidente criticandole una per una. Ecco qui un esempio della sua home:

Palazzo Chigi - Insediamento del Presidente del Consiglio Matteo Renzi

FIDUCIA GOVERNO: RENZI E IL TEMPO DEL CORAGGIO – «L’Italia vuole diventare il luogo delle opportunità. Noi abbiamo una sola occasione, è questa. Se perderemo questa sfida la colpa sarà soltanto mia. Non cercheremo alibi. Deve finire il tempo per cui ogni volta che si va in un palazzo del potere poi ci sono degli alibi. È finito il tempo delle lamentale. Ora è il momento del cambiamento radicale, immediato e puntuale. Oggi è il tempo del coraggio che non esclude nessuno e non lascia alibi a nessuno». Finisce così il suo discorso tra gli applausi di diversi senatori.

Palazzo Chigi - Insediamento del Presidente del Consiglio Matteo Renzi

FIDUCIA GOVERNO RENZI: IUS SOLI E DIRITTI CIVILI – «Il contrario di integrazione non è identità. A fronte di un dibattito culturale che ha visto i diritti come terreno di scontro. Il paese che non si integra non ha futuro». Dare la possibilità ad una bambina straniera nata in Italia che in quinta elementare si trova accanto ad una compagna di scuola italiana, di poter dopo un ciclo scolastico di essere considerata italiana. E poi punta sui diritti civili: «Sui diritti si fa lo sforzo di ascoltarsi e trovare un compromesso anche se questo non soddisfa le parti». Sulla questione ius soli che Renzi cita nel suo discorso arrivano mormorii dai alcuni banchi dell’emiciclo: «Sostenere che l’identità è il contrario dell’integrazione significa prendere a botte la realtà». Poi si rivolge ai marò. Una vicenda a cui promette il massimo impegno. «Ho chiamato due concittadini italiani bloccati da troppo tempo da un’allucinante vicenda per cui garantisco un impegno personale e del governo». Poi replica ai mormorii della opposizione: «Ho chiamato un mio amico che ha perso il posto di lavoro. Incrociare lo sguardo di un babbo che deve spiegare al figlio che ha perso il posto di lavoro, segna la differenza tra la sua propaganda e la nostra politica».

 

FIDUCIA GOVERNO RENZI: SENATO, ITALICUM E TITOLO V – Matteo Renzi tocca poi del tasto Senato prendendo ispirazione dal modello tedesco: «Il numero dei parlamentari oggi è eccessivo. Oggi è necessario rivedere il titolo V». Non solo, Renzi punta anche sulla revisione delle competenze Stato e Regioni. «C’è un eccesso di tensione tra regioni e Stato. Non possiamo tornare ad un centralismo della burocrazia». Riforma del Senato a partire da marzo e riforma del Titolo V invece a partire dalla Camera. E l’Italiacum? Per Renzi è una priorità. Esiste un nesso netto tra accordo legge elettorale, Senato e titolo V. Mi rivolgo alle opposizioni. Noi abbiamo un tema aperto per il superamento delle province. Il ddl Delrio è in grado di impedire che a maggio si voti per le province. Noi invitiamo a riflettere su una possibile soluzione, nel rispetto delle diverse posizioni chiudiamo il lavoro di Delrio, evitiamo di andare al voto a maggio, ma riapriamo la discussione su ciò che dovranno essere le province».

 

FIDUCIA GOVERNO RENZI: RIFORMA GIUSTIZIA – Per giugno Renzi programma un pacchetto organico che punti a migliorare la giustizia amministrativa: «Negli appalti pubblici non c’è alternativa al ricorso con sospensiva». Sulla giustizia civile si torna a parlare di lunghezza dei processi. Poi punta sul reato di omicidio stradale: «Il tribunale dà una sanzione inferiore o sostanzialmente analoga a quella di un furto di serie B».

 

FIDUCIA GOVERNO RENZI: FISCO – Renzi parla anche di utilizzo della delega fiscale. «Riuscire ad inviare a tutti i dipendenti pubblici ed anziani a casa la dichiarazione dei redditi pre compilata». Per Renzi il fisco deve smettee di esser un nemico e deve inziare ad assumere i connotati di consulenza.

FIDUCIA GOVERNO RENZI: SULLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE – Matteo Renzi pone il punto anche sulle pubbliche amministrazioni: «I governi passano i dirigenti restano. Credo sia arrivato la politica forte è quella che dà dei tempi contigenti anche ai dirigenti. Non c’è una responsabilità di mancato raggiungimento degli obiettivi. C’è soltanto a livello teorico. Ogni centesimo speso nelle Pa deve essere visibile e on-line da parte di tutti».

FIDUCIA GOVERNO RENZI: I PUNTI D’AZIONE – «Il primo elemento su cui prendiamo l’impegno è lo sblocco totale dei debiti con la pubblica amministrazione, il secondo è la Costituzione e il sostegno di fondi di garanzia ed utilizzo. Noi partiremo entro marzo con la discussione parlamentare del cosiddetto piano del lavoro che modificando uno strumento essenziale ed intervenendo attraverso delle regole normative per poter attrarre gli investimenti».

 

FIDUCIA GOVERNO RENZI: EDILIZIA SCOLASTICA – Il neopresidente del Consiglio incalza su competenze edilizia scolastica e i gap: «Come è possibile che non ci sia un achiarezza in questo punto? Scriverò domani una lettera ai miei 8 mila colleghi sindaci per chiedere un loro punto sulla situazione dell’edilizia scolastica. il senatore a vita Renzo piano ha parlato a proposito delle nostre periferie di “rammendare”. Nell’edilizia scolastica noi abbiamo bisogno di rivedere con un programma straordianario sui singoli territorio partendo dalle richieste dei sindaci. Ma come davanti ala crisi economica? Sì davanti alla crisi economica si parte dalle scuole».

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FIDUCIA GOVERNO RENZI: SCONTRO CON I 5 STELLE -«Il senso del tempo che non può passare invano. Noi proponiamo al Senato di uscire dal genere letterario che hanno sdoganato i talk show. Abbiamo come punto di riferimento che fuori dall’Italia va tutto bene. Usciamo dal coro della lamentazione». Il presidente del Consiglio riceve diversi applausi in aula. «Noi abbiamo un proposta in politica reale. La parola “politica” non è una parolaccia. Parlare con chi ha la presunzione di avere la verità in tasca. L’idea che da una parte ci sia la casta e che dall’altra ci siano i cittadini, tutti i giorni chi ha incontrato insegnati, mamme. C’è bisogno del rispetto che si deve a chi quotidianamente va nelle nostre classi e si assume il disegno di una libertà». Partono forti critiche in aula. Renzi si rivolge duro e ironico ai grillini: «Non è facile stare in un partito dove il Capo tuona vogliamo bene anche se i senatori 5 Stelle non vogliono bene a noi».

 

 

FIDUCIA GOVERNO RENZI: ULTIMI SENATORI – «Noi oggi non immaginiamo di essere gli ultimi a chiedervi la fiducia perché abbiamo un pregiudizio su di voi, ma perché abbiamo un giudizio organico sull’Italia per il quale o siamo nelle condizioni… (partono i commenti di Calderoli ndr). Apprezzo che questa dichiarazione abbia suscitato l’entusiasmo del senatore Calderoli, ma alla perentorietà di questa affermazione corrisponde la consapevolezza che quello che stiamo vivendo è un momento in cui o si ha il coraggio di operare delle scelte radicali e decisive, oppure non perderemo soltanto la relazione tra di noi, ma anche il rapporto con chi da casa continua a pensare che la politica sia una cosa seria, che la politica sia ciò che di più grande ha un Paese, che la politica sia il valore per il quale vale la pena confrontarsi, discutere, litigare, ma anche per il quale alla fine valga la pena vivere un’esperienza di rispetto degli altri; quella straordinaria esperienza per la quale siamo, a differenza di qualche leader, orgogliosi di essere democratici, siamo orgogliosi di apprezzare le regole del gioco della democrazia». «Più voi sarete capaci di stimolarci e di raccontarci come cambaire più incisiva sarà l’azione del governo. Se in questi anni avessimo prestato l’attenzione ai mercati rionali lo stesso che abbiamo posto verso i finanziari… Ci vuole semplicità. E’ l’Italia che si sta stancando di presentarci». Il neopresidente del Consiglio parla così di riforme da fare “prima del semestre europeo”. «Arrivare al 2018 ha un senso soltanto se avvertiamo l’urgenza con cui io sono partito col mio intervento».

FIDUCIA GOVERNO RENZI: LE PAROLE DI MATTEO RENZI – «Ci avviciniamo a voi in punta di piedi con il rispetto profondo di quest’aula, alla storia di un Paese che non è solo un simbolo ma segno di unità profonda. Ci avviciniamo con lo stupore della grandezza di un luogo fisico e ciò che rappresenta. Ci avviciniamo a voi con lo stupore di chi è davanti ad un pezzo di una storia di una tradizione unica. Viviamo un tempo di grandi difficioltà, abbiamo la possibilità di dovr avere il coraggio di fare sogni grandi con concretezza puntaule e decisa. Io non ho l’età per presidere al Senato della Repubblica. E fa pensare che oggi davanti a voi siamo qui non per inseguire un record anagrafico, non per allargere il nostro cv, ma per parlare di franchezza. oggi chiedere la fiducia è controcorrente. Significa provare oggi ad anadare controcorrente. Non va di moda. Noi vogliamo sfidare il Parlamento, siamo pronti a recuperare tutti i miglioramenti possibili, non abbiamo l’idea di dettare la linea, stiamo scherzando, pero’ vi chiediamo che i tempi non siano piu’ una variabile dipendente». Inizia così Matteo Renzi.

Palazzo Chigi - Insediamento del Presidente del Consiglio Matteo Renzi

FIDUCIA GOVERNO RENZI: INTRODUCE GRASSO – Il discorso di Matteo è preceduto dalle parole del Presidente del Seanto Grasso. Ancora prima è stato letto il verbale dell’ultima seduta i banchi del governo si irempiono. Ecco qui uno scatto di Stefano Vaccari.

 

FIDUCIA GOVERNO RENZI: L’ATTESA – Oggi Matteo Renzi chiede la fiducia per il suo governo al Senato. Nel pomeriggio, alle 14, a Madama ci saranno le comunicazioni del presidente Piero Grasso, e poi a seguire il discorso programmatico del presidente del Consiglio. Alle 15,30 inizierà il dibattito, seguito dalle repliche dei gruppi parlamentari. Dalle otto di questa sera parteranno le dichiarazioni di voto, alle dieci la prima chiama per il voto di fiducia. In serata, dunque, ci sarà un primo responso. Domani, martedì, sarà la volta della Camera dei Deputati. Nel pomeriggio si terrà una conferenza dei capigruppo che dovrà fissare l’appuntamento e le modalità. L’intenzione è comunque chiudere tutto in giornata e al massimo nel tardo pomeriggio.

Ecco qui Agnese, moglie di matteo Renzi, stalkerata dai giornalisti

 

Agenparl parla del clima in aula. «Tutto pronto al Senato per il discorso di Matteo Renzi che chiederà la fiducia per il suo goveno. Tra in banchi del governo manca però una sedia, sono quindici anzichè sedici. Errore o c’è già qualche assente?».

 

La prima della squadra di Chigi ad entrare in aula è Marianna Madia. Fuori arriva Matteo Renzi che si sofferma davanti agli obiettivi dei cronisti:

 

FIDUCIA GOVERNO RENZI: PADOAN GIURA – Questa mattina, al Quirinale, ha prestato giuramento nelle mani del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, il Ministro dell’Economia e delle Finanze, Pier Carlo Padoan. Presenti, in qualità di testimoni, il Segretario Generale della Presidenza della Repubblica, Consigliere di Stato Donato Marra, e il Consigliere Militare del Presidente della Repubblica, Generale Rolando Mosca Moschini. Con loro il Presidente del Consiglio dei Ministri, Matteo Renzi e il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Graziano Delrio.

FIDUCIA AL SENATO E POLEMICA BOT – Nel mentre a Palazzo Chigi si è già al lavoro. Tra le priorità della squadra di Renzi taglio al cuneo fiscale e meno tasse alle imprese e detrazioni sull’Irpef. Come? Attraverso una rimodulazione la tassazione delle rendite finanziarie e dell’aliquota sui Bot. Questo per consentire una discesa della tassazione sul lavoro. «Niente promesse», ha assicurato il neopresidente del Consiglio ma «proveremo» a ridurre le tasse. L’ipotesi però di un aumento carico sui Bot scuote già le intese su cui si base il voto sì alla fiducia in Parlamento. Ncd non vuole nuove tassazioni, polemiche che ieri in serata hanno portato ad una precisa nota stampa da Palazzo Chigi: «L’orizzonte del governo è quello di una riduzione della pressione fiscale». Renzi ha trascorso la domenica al lavoro con il sottosegretario Delrio «sui dossier» del programma di governo. «Non annunci spot ma visione alta e concretezza da sindaci», ha promesso con un tweet.

 

«Improvvida, senz’altro. Fare queste affermazioni quando il governo Renzi deve ancora fare il suo discorso alle Camere per la fiducia è segno di inesperienza in quel ruolo, anche se Delrio è persona seria. Forse un bel silenzio sarebbe stato meglio», Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera, a Canale 5 ha comentato così la vicenda Bot. «È una partita di giro, se non di raggiro. Nel senso – ha proseguito Brunetta – che se si aumentano le tasse sui rendimenti dei titoli di Stato, per collocare i titoli di Stato bisogna aumentarne i rendimenti, i clienti non sono mica scemi. Quindi, se il netto deve essere in qualche maniera inalterato, il lordo deve essere più alto. Mi sembra talmente banale che non serve un economista per spiegarlo». Il forzista di Montecitorio ha poi aggiunto: «Quello che si prende con una mano, la tassazione, lo si deve dare con l’altra nel senso che si deve promettere o dare un rendimento più alto perché poi il cliente, il cittadino, l’acquirente italiano o straniero che sia, guarda il netto non guarda tanto il lordo ovviamente, guarda il rendimento netto. È una partita di raggiro che spaventa i sottoscrittori, spaventa le persone anziane».

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FIDUCIA GOVERNO RENZI: I NUMERI AL SENATO – A Montecitorio Renzi sembra non avere problemi d’appoggio. Il conteggio però si fa più complicato a palazzo Madama dove il neopresidente potrà contare su 173-174 senatori, poco più di dieci del minimo necessario, ovvero 161. Il dissidio interno al Pd, capitanato da Giuseppe Civati che ha minacciato nei giorni scorsi una scissione rientre. Ieri da Bologna Civati ha manifestato l’intenzione di votare la fiducia al toscano. Non senza polemiche: «Secondo me – ha precisato – qui c’è più gente che alla Leopolda». In tutto a Palazzo Madama i senatori sono 315, più i 5 senatori a vita. Basta quindi arrivare a quota 161. Stando alla ricostruzione de ‘il Messaggero’ è così composta: 107 voti Pd; 31 Ncd; 7 Sc; 10 Autonomie; 3 Gal, i senatori Scavone, Compagnone e l’ex leghista Davico; 11 Popolari per l’Italia, tutti tranne Maurizio Rossi che uscirò dall’Aula; 3 senatori a vita, Mario Monti, Elena Cattaneo e Carlo Rubbia, (incerta la presenza dell’ex presidente della Repubblica Ciampi, quasi esclusa quella dell’archistar Renzo Piano all’estero per lavoro). In più dei 4 fuorisciti M5S due hanno dichiarato il loro “no”: Adele Gambaro e Paola De Pin, mentre Marino Mastrangeli non si è ancora espresso e Fabiola Anitori deciderà all’ultimo istante. Nel mentre i 5 Stelle promettono di “amontare” uno ad uno i mebri del governo durante il dibattito in aula. Hanno lanciato pochi minuti fa l’hashtag #sfiduciamoRenzie. I numeri del governo Renzi e la maggioranza al Senato in questa infografica di Centimetri:

governo Renzi fiducia Senato 16

GOVERNO RENZI E FIDUCIA SENATO: IL DISCORSO – Il discorso del nuovo presidente del Consiglio toccherà diversi punti. Si passa dalla riforma della Pubblica amministrazione alla scuola, al taglio del cuneo fiscale al lavoro. Il Capo dell’esecutivo si soffermerà soprattutto sulle riforme istituzionali, legge elettorale inclusa. «Io ce l’ho una parola di speranza e di augurio, per carità, ce l’ho senz’altro, ma non mi faccia prendere delle posizioni su problemi interni. Io spero solo, per il futuro del Paese, che le cose vadano bene, tutto qua. Se le cose vanno bene, il Governo Renzi durerà certamente fino al 2018, ma il problema è che le cose vadano bene perché non è che siamo messi bene, gli impegni sono tanti sia in Italia che in Europa» ha precisato Romano Prodi ai microfoni di Agorà su Rai3. Uno dei padri fondatori del Pd smentisce su voci di chiamata e Colle: «Io al Colle? No, come si dice, the game is over, la gara è finita: sono tutti giovani, tutti nuovi, quindi uno deve capire quando è il proprio tempo e quando il proprio tempo è passato». Sulla sua chiamata per Chigi: «Non ho smentito di essere stato chiamato come ministro dell’Economia, ho solo detto come sono andate le cose: non sono stato chiamato».