I tagli dei tassi e le recenti politiche monetarie produrranno i risultati sperati? Il debito pubblico crescerà a dismisura come alcuni prevedono? Ai posteri…
La montagna di sforzi espansivi delle Banche Centrali pare aver generato il topolino di tassi interbancari (libor per gli anglosassoni, euribor per l’UEM) in calo, accompagnati però da spread crescenti che non permettono un rilassamento delle condizioni verso la clientela. Oltretutto le banche private
sembrano preferire il parcheggio della liquidità presso le Banche Centrali ) lo dice anche la stampa più autorevole ormai) alla loro attività di fornire credito. C’è chi criminalizza per questo le banche, e chi (come me) evidenzia una criticità congiunturale ben superiore a quel che si crede (o si vuol far credere). Pensando però al fatto che la Federal Reserve USA pare intenzionata, tra le altre cose, ad acquistare anche “a fermo” (cioè all’emissione) titoli di Stato USA pur di tener giù i tassi (ora che ha tagliato tutto il tagliabile), credo che si possa dare una diversa interpretazione al tutto, andando molto di là dalle sbandierate attenzioni verso il popolo dei mutuatari.
NUOVA BOLLA IN ARRIVO? – Anzitutto vorrei far riflettere sul fatto che non basta tirar giù i tassi ufficiali perché i tassi finali alla clientela migliorino; se abbassare l’euribor ha comportato spread più alti quasi a compensazione (segno che lo spread non è una misura pura del rischio, ma esistono limiti assoluti in termini di tasso sotto cui il rischio non si ripaga) abbassare quasi per decreto i tassi “di Stato” a lungo non dà alcuna garanzia sull’effetto finale per imprenditori e debitori. Diciamo piuttosto che per mantenere le grandiose promesse di sostegno e salvataggio del Governo è da aspettarsi una mare di nuovo debito statale che il mercato difficilmente potrà assorbire senza far saltare i tassi, e la Fed si sta preparando ad assorbire il tutto monetizzando di fatto il debito pubblico. Certo, se così fosse ci sono speranze di veder volare il prezzo dei titoli di Stato USA per buttare quasi a zero tutti i tassi e permettere tutta la spesa governativa voluta (spesa che potrebbe superare ogni dimensione preventivata). E infatti con un rendimento dei T-Bills (titoli a breve termine USA) ormai azzerati c’è chi parla già di una nuova “bolla speculativa” sui titoli di Stato, l’ennesima bolla
funzionale alla politica, dopo la dot.com e l’immobiliare. Questo per gli USA. In Europa i rendimenti si misurano ancora in punti percentuali, quindi questa bolla non sembra così evidente. D’altra parte nessuna Banca Centrale UE, tanto meno la BCE, può acquistare “a fermo” le emissioni degli Stati proprio per evitare monetizzazioni del debito pubblico in palese antitesi con il ruolo di controllori della stabilità monetaria che le Banche Centrali europee si sono date. Capitolo chiuso? Forse no, perché anche i Governi europei hanno promesso mari e monti (le nuove emissioni tedesche già previste per il 2009 saranno superiori a quelle italiane, che però non comprendono i costi di eventuali “salvataggi” o “aiuti straordinari” pur promessi solo perché non ancora quantificati), e qualcuno dovrà frugarsi in tasca se non si vogliono far saltare su i tassi.
MA CHI POTREBBE FARLO? – Suspense… Ma sì! Le banche private! Loro non sono vincolate alla stabilità monetaria e, guarda caso, sono piene di liquidità fornita dalla BCE, liquidità che se ne sta ferma buona buona in deposito presso la BCE stessa ad aspettare chissà cosa ma sicuramente non di tramutarsi in nuovi mutui ipotecari. Una curiosa combinazione, n’est pas? Alla fine dei conti, pretendere dal sistema bancario un ruolo “para-statale” diretto a veicolare “denaro pubblico” al finanziamento di progetti e interventi anch’essi “pubblici” sarebbe in qualche modo “giusto”, essendo diventate le banche ormai “infallibili” sempre per “volontà pubblica”. La “giustizia” di una tale soluzione sarebbe però solo politica, perché economicamente sarebbe una elusione degli accordi di stabilità monetaria (formalmente la Banca Centrale non monetizzerebbe il debito pubblico lasciandolo passare dal mercato da cui subirebbe un effetto di “disciplina” fiscale, ma concretamente verrebbe dato mandato e denaro ad un soggetto intermedio a fini di mera monetizzazione del debito pubblico). In questa mia interpretazione fanta-economica ci sarebbe pure spazio per la dissimulazione, operata con una manfrina mediatica sullo sblocco dei depositi presso la Banca Centrale attraverso mutui indicizzati al Refi, che ufficialmente mostrerebbe il disappunto della BCE verso l’inedia delle banche private; d’altra parte un accordo di monetizzazione del debito pubblico non è cosa da far
sapere, un po’ per il rispetto dei Trattati Europei e un po’ per le reazioni del mercato (attese di “bolle” e di inflazione galoppante).
STACCATE LA SPINA – Ipotesi “cospirazioniste” a parte, va detto che esiste liquidità nel sistema, anche se non circola, e va pure detto che l’atteso incremento di emissioni di titoli pubblici in un modo o nell’altro va sostenuto (detto nell’ottica dei Governi, perché da parte mia questi “accanimenti terapeutici” sono in realtà dannosi) per evitare che faccia salire i tassi stritolando definitivamente l’economia privata. Il carattere inflazionistico di questo quadro mi pare innegabile, anche se molto dipenderà dalle proporzioni di consumo e investimento all’interno della spesa pubblica; ricordando che gli investimenti non hanno ritorni immediati e che gli investimenti sovradimensionati, sopravvalutati o inutili equivalgono a consumo, il rischio di fiammate inflazionistiche specie in Italia è concreto, ma ne riparleremo a metà 2009. l’inflazione non si crea senza moneta, e le Banche Centrali, qualunque fosse il movente reale (mutui, aziende, sistema bancario o Tesoro), hanno dato il loro fondamentale e sostanzioso contributo. Il prossimo semestre dovrebbe rivelarci a cosa sia servita davvero la recente (e sostanzialmente inefficace) politica monetaria.























sinalmente hanno capito che l’ alternativa è fame e sangue
ma nun famolo sapere
Bell’articolo.
In maniera molto più semplicista e banale ho scritto anch’io stamattina qualcosa di simile.
Sarei curioso di sapere quale è la curva dell’oro negli ultimi giorni.
l’oro? quello che in questa settimana ha passato il massimo degli ultimi tre mesi?
Chapeau. Le banche, d’altronde, sono il settore parastatale per eccellenza e la vicenda di Deutsche e del suo subordinato dimostra anche come persino le maggiori abbiano accettato il ruolo di cinghia di trasmissione, e tanti saluti al mercato , agli azionisti e ai creditori.
PS: http://macromonitor.net/2008/12/18/sempre-piu-vicini-alle-porte-di-tannhauser/trackback/
goditi la prossima idea per irrorare meglio di liquidità il sistema.