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pubblicato il 18 dicembre 2008 alle 14:30 dallo stesso autore - torna alla home

Meglio un medicinale o una storia infernale? E la parlamentare del Popolo delle Libertà, che cosa ne sa?

Oggi parliamo di un giovane che più giovane non si può, un giovane di -9 mesi di vita, il nostro amico embrione. Ce la farà il nostro eroe ad arrivare all’agognato  La RU 486 e la mamma della Carluccitraguardo della cervice dell’utero? Oppure verrà ucciso barbaramente da una killpill ingurgitata senza pensarci troppo tra un bicchiere di coca cola è un’aspirina? La pillola ha il nome di una mitraglietta e uccide più dell’ecstacy, ma con meno sballo. è la letale e famigerata RU-486. Sapevatelo. Iniziamo la nostra indagine conoscitiva da Wikipedia, notoriamente in mano alle toghe rosse e ai savi di SionRispetto ai metodi abortivi tradizionali ha il vantaggio di non richiedere l’ospedalizzazione della donna né interventi chirurgici, per questo si ritiene che provochi minori traumi fisici e psicologici oltre che minori costi per il servizio sanitario. Attualmente è in uso in tutti i paesi della Comunità Europea ad eccezione di Italia (in parte), Irlanda e Portogallo.

CHE NE DITE? – A vederla così sembrerebbe una dritta. Meno traumi fisici, meno traumi psicologici, meno interventi chirurgici, minori costi per il servizio sanitario (sulla pelle dei nostri bimbi però, ancorché bimbi potenziali). è in uso in tutti i paesi d’Europa tranne l’Irlanda, notoriamente all’avanguardia nelle tecniche contraccettive e nella produzione di sottobicchieri con l’arpa, e in Portogallo, noto per cucinare il maiale con le cozze e per l’immaginazione galoppante dei suoi pastorelli di punta.

Vediamone faziosamente i soli vantaggi:

  • La RU-486 può essere utilizzata dalle prime settimane di gravidanza, mentre l’aspirazione non è possibile fino verso la 6° settimana
  • Il metodo non richiede né intervento chirurgico né anestesia, e non ha gli stessi rischi dell’aspirazione: traumi dell’utero, del collo (dell’utero), rischio di sterilità, di gravidanza extra-uterina, etc.
  • La procedura si sviluppa in privato e dà l’impressione di un aborto spontaneo, inducendo un minore trauma psicologico rispetto all’aspirazione.
  • Il metodo è anche meno costoso e più accessibile, e nel 95% dei casi non necessita di ricovero e di un intervento chirurgico specializzato.

Mi colpisce in particolare il primo perché permette di uccidere il piccolo invasore, volevo dire la vita umana che coviamo in seno, ben prima del quarantesimo giorno. Secondo San Tommaso infatti prima di questa data il mostriciattolo non ha ancora assunto sembianze umane e quindi non ha ancora ricevuto in dono l’anima, che lo rende un cristiano potenziale con tutti i cristi, passibile di cresima comunione ed estrema unzione. 

INNOVAZIONE DEMONIACA! – Dobbiamo quindi concluderne che la RU-486, a differenza dell’aborto versione 1.0, ha il vantaggio non secondario di spedire nel limbo un minor numero di giovani innocenti. Pur tuttavia mi dicono che il limbo non esiste più, essendo stato abrogato dalla Commissione teologica nel 2007 su suggerimento di Papa Ratzinger che ha così esplicitamente contraddetto Sant’Agostino che affermava che i bambini non ancora battezzati fossero destinati alle fiamme dell’inferno anche se “fiamme mitissime” (mi immagino san Pietro con l’accendino che gli scalda il pannolino con sguardo mitemente sadico). Insomma, qui ciascuno fa un po’ come cazzo gli pare, San Tommaso non sei nessuno, Sant’Agostino vai a pascere il gregge, ma io da buon cristiano ne voglio sapere di più, voglio sapere come comportarmi nel caso Ogino e Knauss non facciano il loro porco mestiere e io mi ritrovipillola abortiva La RU 486 e la mamma della Carlucci con una blastula da sfamare. Non posso quindi che rivolgermi ad una giovane d’oggi, l’Onorevole Gabriella Carlucci, vera alfiera ante litteram della mignottocrazia, una donna che sta a Mara Carfagna come la leggendaria Marina Lothar a Moana Pozzi. Ripercorriamone in breve le tappe di affermazione politica, che la rendono una parlamentare di cui non si può fare senza. Innanzi tutto è sorella di Milly e Anna, e scusate se è poco. Nel 1983 è a fianco di Enzo Tortora a Portobello, dal 1988 al 1990 presenta Azzurro, Festivalbar, il Nuovo Cantagiro e il Festival di Sanremo. Successivamente presterà le sue competenze per programmi di cultura e approfondimento scientifico quali la Mela Verde e Buona Domenica, fino a raggiungere nel 1994 il traguardo più ambito per ogni intellettuale esegeta, logica conseguenza di una vita passata tra libri miniati e sbiadite copie anastatiche: l’iscrizione a Forza Italia. Attualmente è presidente del comitato bicamerale per l’infanzia, ruolo per cui Erich Priebke è stato ritenuto inadeguato (per sopraggiunti limiti di età).

NEL MERITO - Il sito della Carlucci si caratterizza per ampiezza di problemi e di vedute. Degli ultimi 10 post ben 5 parlano degli attacchi che ha ricevuto dalle Iene, tra le principali questioni del nostro tempo dopo il multiculturalismo e la globalizzazione. Ma quello che ci interessa qui è la sua opinione sulla RU-486 che viene riferita nel post del 27 febbraio. Un’opinione frutto di anni e anni di studi e ricerche, per i quali ha rinunciato alla conduzione di  ben due puntate della Mela Verde. “La morte in pillole, o pillole di morte se preferite! Basterà sedersi comodamente sul divano, un sorso d’acqua per assumere il pillolone magico che ‘sgonfia’, un po’ di tv e qualche giornale per ingannare l’attesa, poi i primi effetti collaterali. Freddo, brividi, nausee, ancora crampi ed emorragie. Il tutto senza alcun conforto medico o spirituale per lenire l’agonia. Il finale è noto a tutti: il decesso da infezioni”. Mi piace la Carlucci, sempre così misurata, mai catastrofista, fa dell’equilibrio di valutazioni il suo punto di forza. Gabriella sta avanti perché non pensa all’amico embrione ma ai diritti delle donne (oltre alle gambe c’è di più) per cui si batte. Pensa agli effetti collaterali che queste povere cacatrici dei nostri figli dovranno patire – freddo, brividi, nausee, crampi e financo emorragie. Forse hanno la scimmia da eroina e pensano di scacciarla con una pillola abortiva.

CURATI, CURAMI, CURIAMOCI – Il tutto senza alcun conforto medico e spirituale, solo la televisione a fare loro compagnia, neanche un infermiere del policlinico che ti prende per il culo mentre, in attesa di farti aspirare l’utero, te ne stai a gambe divaricate davanti al mondo intero (tanto il mondo non ti avrà). Ma questo è solo l’inizio della fine, la conclusione è nota a tutti: il decesso. Insomma, di RU-486 si muore, la RU-486 come la droga non è mai leggera. Questa, in pillole, è la strategia occulta per risolvere il dramma dell’amico aborto, buttare via il bambino con l’acqua sporca, fare fuori non solo il contenuto ma anche il contenitore. Sono più importanti i diritti della donna o quelli del feto? Facciamo pari e patta e li facciamo secchi entrambi, così non si lamenta nessuno. 

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