Melania Rea, spunta la pista “satanica”
05/08/2011 - Su Libero arriva la poco credibile storia di un complotto dietro la morte della donna Dopo aver fatto furore sul web, sbarca anche su Libero la storia poco credibile della pista satanica dietro la morte di Melania Rea. Sono bastate
Su Libero arriva la poco credibile storia di un complotto dietro la morte della donna
Dopo aver fatto furore sul web, sbarca anche su Libero la storia poco credibile della pista satanica dietro la morte di Melania Rea. Sono bastate due parole del gip sul complotto oscuro per ravvivare quella che ad oggi sembra una leggenda metropolitana, più che altro:
Quelle sette sataniche tra militari che gettano ombre sulla misteriosa morte di Melania Rea sono una storia già sentita. A raccontarla, un mese fa, era stato il pm della Procura di Roma Paolo Ferraro, sospeso il 16 giugno scorso dal Csm, che l’ha messo in aspettativa per infermità, d’ufficio, per quattro mesi. Sebbene la vicenda del magistrato sia passata inosservata, ora, alla luce della ricostruzione contenuta nell’ordinanza con cui il gip di Teramo ha chiesto l’arresto bis per Salvatore Parolisi, il racconto di Ferrara pone dubbi sullo scenario che avvolge il delitto Rea. Perché il pm di Roma, che indagava su una presunta setta massonica militare, aveva sostenuto d’aver visto – pochi giorni prima dell’omicidio – la moglie di Parolisi che usciva dall’ufficio di un collega a piazzale Clodio.
Eppure proprio questa dichiarazione di Ferraro, accompagnata a una serie di procedimenti disciplinari, ha spinto il Csm a sospendere il pm dall’incarico con una motivazione che la dice lunga sulla questione: infermità.
«Mi hanno dato del pazzo visionario solo perché sono andato a toccare una lobby satanica all’interno dell’Eser – cito, senza voler neppure svolgere delle indagini per appurare se quanto denunciato fosse attendibile », ha spiegato Ferraro, che assistito dall’av – vocato Giorgio Carta ha presentato ricorso. Complicata la vicenda che l’ha portato allasospensione. Ferraro si occupa da tre anni delle indagini su una presunta setta esoterica, che praticherebbe festini a luci rosse a base di sesso e droga all’inter – no della cittadella militare della Cecchignola, a Roma. Gli accertamenti del magistrato sono scattatiquandoil pm s’è reso conto che nell’apparta – mento dove alloggiava, alla Cecchignola appunto, accadevano stranezze. Così ha fatto delle registrazioni e ora è in possesso di numerosi file audio che documenterebbero i riti.
E che sono stati fatti ascoltare, secondo il magistrato, a due persone che hanno confermato che si trattava di materiale “scottante”:
Poi l’incontro con Melania, e con la morte della donna la situazione appare chiara: per Ferraro voleva denunciare qualcosa di oscuro. Il magistrato, però, non ha potuto continuare l’inchiesta perché gli sono stati contestati una serie di problemi psichiatrici, tra cui un tentato trattamento sanitario obbligatorio. «Il procedimento di dispensa cui è stato sottoposto è inconsistente», ha detto l’avvocato Carta, «Ferraro non è mai stato sottoposto a perizia psichiatrica e agli atti del procedimento sono depositati numerosi certificati pubblici e privati attestanti il perfetto stato di salute del magistrato».












http://archiviostorico.corriere.it/1993/marzo/16/maxitruffa_tre_arresti_co_0_93031617651.shtml
http://www.facebook.com/#!/photo.php?fbid=237633622988909&set=a.101034156648857.1780.100002268180709&type=1&theater
Incredibile ci sono tutti gli elementi del complotto di Provenzano per impadronirsi della Sicilia :L’Ispettore anticrimine Giuseppe sSramaglia di Poggibonsi(famiglia corona unita stramaglia clan Buscemi Provenzano)il Procuratore Capo Tito Salerno di Siena, ex candidato alla Lega Meridionale di Provenzano,secondo giornalisti della Locride è parente del boss Salerno clan Provenzano!E’ giusto quindi che per una certa coerenza debba rispetto al progetto di Provenzano di impadronirsi della Sicilia(Iddu della Mazzocchi)tramite P2(Pm firrao), mafia, ossia il suo accompagnatore , capo della famiglia Mafiosa di Marineo , Francesco Barbaccia, cugino del Falso re di Svevia , Paolo Francesco Barbaccia , che ha nobilitato la famiglia, tramite falsa perizia di uno di cosa nostra e chi meglio di Francesco Lo Piccolo (Clan Provenzano)che ha firmato la fantagenealogia di Barbaccia.Secondo Cossiga, Scalfaro, Magri, Sciascia ed alcuni giornalisti vicini al Sisde e allo stesso storico Pelliccioni di Poli , autore del libro “Tre falsi re di Svevia(Barbaccia, Caspis, Calabria)Ed Pamom autore prof Pelliccioni di Poli”Provenzano si sarebbe procacciato anche un falso re della famhttp://www.facebook.com/#!/photo.php?fbid=237633622988909&set=a.101034156648857.1780.100002268180709&type=1&theateriglia di cosa nostra!
Incredibile! Procuratore Capo di Siena mette il,bavaglio alla stampa per nascondere riti mafiosi praticati dal cugino dell’accompagnatore di Provenzano
Denuncia querela per persecuzione umana e professionale , per abietti motivi e presunto favoreggiamento mafia ,contro il Procuratore capo Tito Salerno, di Siena Pm Firrao, parente del cassiere P2 , Pm Natalini e ispettore Stramaglia, la cui famiglia è parente del clan narcotrafficanti di Bari collusi con Provenzano,socio di Barbaccia e del criminale internazionale Mosquera, per presunto favoreggiamento mafia e violazione libertà di stampa ed espressione.Sollecito al procuratore Generale Cassazione la rimessione di tutti i processi riguardanti Barbaccia a Genova , per gravissimo sospetto di favoreggiamento mafia,essendo tra l’altro , risultato lo stesso Tito Salerno ex candidato alla Lega Meridionale di Provenzano , secondo il libro Iddu , strumento dello stesso per impadronirsi della Sicilia tramite mafia , ndrangheta, p2 servizi segreti deviati e secondo Cossiga, Scalfaro, Magri , Cavalli , attraverso anche un falso Re con falsa perizia di Lo Piccolo parente dell’accompagnatore di Provenzano Francesco Barbaccia.
-http://espresso.repubblica.it/dettaglio/quando-cristo-sinchina-al-boss/2163295
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Inchiesta
Quando Cristo s’inchina al boss
di Marco Guzzetti
Come abbiamo rivelato qualche giorno fa, alla festa dei Gigli di Napoli c’era un prete che benediva i simboli delle cosche. Ma non è un caso isolato: le processioni e le festa dei santi si trasformano spesso in esibizioni dei clan. E la Chiesa tace
(10 ottobre 2011)
Anche Gesù Cristo s’è dovuto inchinare di fronte all’arroganza dei boss. E’ la primavera del 1996 e Raffaele Laraspata tenta di scalare la Sacra corona unita. Per la sua investitura a dominus di Bari vecchia serve un gesto plateale. Così, la processione dei Santi viene interrotta dai suoi guardaspalle. Sulla processione planano le sue 20 “rondini”, armate di tutto punto, che fermano il corteo e costringono i fedeli ad abbassare il Calvario di Gesù. Laraspata, arrestato due anni dopo e poi diventato collaboratore di giustizia, si avvicina con passi solenni alla statua piegata in avanti.
E quando infine il boss cinge al collo del Cristo una collana d’oro, dalla folla scatta l’applauso. Il boss è sul trono, nel nome di Dio. La festa dei gigli del quartiere Barra di Napoli (raccontata nella video inchiesta dell’”Espresso” realizzata da Claudio Pappaianni e Andrea Postiglione) non è l’eccezione ma la regola di come il fervore popolare trasmuti in rito sacrilego, assecondando il desiderio mafioso di usare la religione come metodo di legittimazione, per il controllo sul territorio o per la gestione dei conflitti all’interno delle proprie compagini. Le processioni diventano il momento per cementare il consenso intorno al potere criminale. E se a Barra i padrini scendono in strada per suggellare la pax mafiosa, in Campania le celebrazioni patronali vengono strumentalizzate anche per ossequiare chi comanda nonostante sia finito nella rete della giustizia.
Ogni anno a metà maggio a Castellammare di Stabia, nel quartiere di Portosalvo, si celebra la festa di San Catello. Tradizione esige che la statua venga portata a spalla lungo le vie del rione. Ma quest’anno San Catello s’è dovuto fermare sotto la casa di Renato Raffone, boss camorrista agli arresti domiciliari. Quando Luigi Bobbio, l’ex magistrato sindaco del comune campano, s’è accorto di quel che stava accadendo, ha ordinato di andare avanti. Ma i portantini non hanno fatto un passo. E’ stato un solo attimo e un leggero inchino della statua del Santo ha reso omaggio al capoclan chiuso tra le mura domestiche.
Dalla Puglia alla Calabria, dalla Sicilia alla Campania, gli schemi non cambiano. Da sempre. Mezzo secolo fa il capomafia di Riesi, Francesco Di Cristina fece bloccare sotto il balcone di casa sua la processione della Madonna della Catena, patrona di quel piccolo comune nisseno. Poi l’anziano boss si affacciò presentando alla Vergine e ai suoi concittadini il figlio Peppe: l’incoronazione ufficiale dell’erede, di fronte agli uomini e di fronte a Dio. Spesso i vertici della Chiesa non affrontano queste situazioni con il dovuto rigore, considerandole un male minore. E il peso di rendere legale il sacro ricade sui preti di trincea. Così veniva chiamato don Pino Puglisi, il parroco palermitano massacrato dai killer, ostinato nel rifiutare le offerte economiche che il clan Graviano metteva a disposizione per le feste religiose del quartiere Brancaccio.
Come ricorda il Vescovo di Acerra, Don Riboldi, “la camorra domina i cuori e le menti. Impedisce ai ragazzini di andare a scuola, perché è lei che li vuole educare. Bisogna tagliare i ponti, anche quelli tra le nostre chiese e la cultura mafiosa, che spesso dimostra di essere devota”. Alle parole di Don Riboldi fa eco la posizione di Francesco Montenegro, vescovo di Agrigento: un anno fa ha chiesto di “abolire ogni festa religiosa nei paesi dove si contano gli omicidi. Il sacro non basta per ritenersi a posto se poi nessuno denuncia e la cultura mafiosa è l’unica ammessa”.
“Non si può immaginare che tocchi ai magistrati fermare i meccanismi che consentono alle organizzazioni criminali di controllare le cerimonie religiose”. Marzia Sabella, il pm dell’Antimafia di Palermo, unica donna ad aver partecipato al pool che cinque anni fa pose fine alla latitanza di quel Bernardo Provenzano che utilizzava il Vangelo per comandare e comunicare, è convinta che questo compito spetta alla società civile: “Bisogna anche avere il coraggio di dire che se una processione si ferma sotto casa di un pregiudicato per mafia non viene commesso alcun reato.
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Per diritto di cronaca.
“Decreto di Citazione diretta a Giudizio”
Il Pubblico Ministero
ritenute concluse le indagini preliminari realtivi al procedimento penale
sopra indicato nei confronti di:
Aprile von Hohenstaufen Puoti/ Kathrin Yasmine Ira, nato……..
Aprile/Gelsomina, nato……….
……………………………………………..
dispone la citazione dei predetti imputati dinanzi al Tribunale di Siena-
sezione distaccata di Poggibonsi, in composizione Monocratica, nell’aula
di udienza sita nel Palazzo di Giustizia in Poggibonsi, Via A.Volta,
per le ore 13.00 del 26 luglio 2012.
L’ultimo aggiornamento – 22.12.2011.
A Siena l’orgia del Potere Giudiziario della mafia e Sette sataniche !Appello al Presidente Napolitano e ad Ilda Boccassini.Basta con il tabù dell’omertà con i giudici collusi o complici della mafia!Si tenta di intimidire la stampa nel denunciare dei riti mafiosi praticati poi da persone trovate con le mani in pasta in vicende di mafia internazionale!Barbaccia, non è solo un falso Re parente di famiglia mafiosa, ma pratica riti mafiosi ed è socio e colluso con leaders mafia e sette sataniche.Siena è chiaramente piduina e mafiosa !
Una lettera di critica alle dichiarazioni della Pm Marzia Sabella rese a Marco Guzzetti, dell’Espresso dal Comitato Giusto Processo:l’invito della Pm a risolvere a livello società civile l’ inibire la ritualità mafiosa di far inchinare le statue dei santi nelle processioni davanti ai boss, è una blasfemia indecorosa anche per gli atei,non appartiene allo stato di diritto ,alla società civile :è come dire al cittadino comune di farsi carico di combattere la mafia, perchè i giudici hanno altro da fare.Sottovalutare il fenomeno è come occultare i treni che partivano per la Shoah! Diventa quindi omissione di reato, connivenza, , vagamente invito intimidatorio a lasciar perdere…un modo per scoraggiare il cittadino a subire l’aggressività mafiosa che occupa anche lo spazio della sacralità, come costume folkloristico! La giustizia non può fare sconti alla pervesività della mafia che ha sdradicato non solo l’albero della legalità, ma anche della sacralità dello spirito, con ritualità sataniche”!Aver fatto parte dell’oleografia dell’arresto di Provenzano ,non offre alcuna impunità per giudizi superficiali ,su riti praticati dai suoi favoreggiatori e parenti, che potrebbero fare opinare che tale blitz, sia stato premeditata sceneggiata di patti tra stato e mafia per il cambio di guardia della mafia stessa”!Gradiremmo un ripensamento della Pm e una direttiva ufficiale del Presidente del CSM e di sua Santità che dichiari espressamente che tale pratica sia vietata in uno Stato estraneo ai patti con la mafia. Questo indipendentemente dal fatto che sia innegabile ormai che Barbaccia praticasse il rito mafioso di pretendere l’inchino della statua di Santi durante la processione,è un fenomeno che svela quali sono i giudici collusi con la mafia|
SONO SORPRESO CHE SOTTO GLI OCCHI DI TUTTI SI PRATICHI UN RITO CHIARAMENTO SATANICO MAFIOSO, ANCHE PERCHè TUTTI GLI ESPERTI E STORICI DELLE MAFIE E DEI COSTUMI DELLE DRINE, MAFFIE E CAMORRA CONCORDONO , COME AFFERMAVA LEONARDO SCIASCIA che è un segnale preciso dei Boss che cercono di imporre una sacralizzazione della loro persona , in soldoni, significante che sono loro i santi cui debbono assoggettarsi pure i veri santi e Cristo.Questo per la civile convivenza è insostenibile ed è corpo di reato, non solo ma semiotica satanica.Chiunque favorisce o omette tale denuncia , dev’essere incriminato per associazione a delinquere e favoreggiamento mafia .Azione penale dev’essere d’ufficio e nel caso dei magistrati per compiacere la mafia non solo omettono l’azione penale, debbono essere loro stessi incriminati per collusione con la mafia.Non possiamo negare che vi sono infiltrazioni pesanti della mafia nelle istituzioni e nella magistratura e sarebbe il caso di verificare l’attendibilità o meno dell’interpol che afferma che molti nomi di altisonanti giudici italiani non sono omonimia , ma parentela con clan mafiosi.Verifichiamoli e troveremo che dice la verità!Gli uomini si giudicano dai frutti e guarda caso Proprio il Procuratore Capo del Tribunale di Siena si è scoperto di estrazione mafiosa, parente del boss Salerno colluso con Provenzano é stato proprio il tentativo di scherzare con i santi, a smascherarlo!I suoi Pm Firrao Francesca , nipote del cassiere Firrao P2 ,ovviamente collusa con la P2 e satanismo, amica della satanista Marina Salvadore, cui preannunciava le sue decisioni, hanno ingiustamente accusato un sito amatoriale federicostupormundi.it che non conteneva alcuna accusa , ma solo la rettifica del Ministero Giustizia contro le balle gigantesche del falso Re di Svevia, Paolo Barbaccia, con Perizia araldica di un lo Piccolo clan Provenzano, procacciatogli dal cugino personale Framcesco Barbaccia , definito nel volume l’altra mafia, capo della famiglia mafiosa di Marineo, accompagnatore ed alter ego di Provenzano, che fosse falsa la notizia diffusa dal barbaccia di aver ottenuto una sentenza che lo dichiarava discendente degli Antiochia, ramo bastardo di Federico II.Il Ministero Giustizia non solo smentiva, ma allertava la stampa, con dei links giudiziari, a non prestar fede al personaggio , in quanto protagonista di alcuni libri che lo definiscono Falso re di Svevia e per giunta parente di famiglia appartenente gotha Mafia.Per i giornalisti era atto dovuto pubblicare tale smentita , visto che era un candidato alle elezioni politiche Lega nord siena(voti o).Per strafare il socio di Barbaccia, ovvero l’Ispettore stramaglia con l’AMICA FIRRAO , ha stravolto i capi d’accusa inventando con la temeraria Firrao che prima di aprire l’inchiesta scriveva su un biglietto rinvenuto per caso che bisognava rinviare subito a giudizio la vera erede di Federico II che detiene il cognome Hohenstaufen(vero ostacolo per Barbaccia da piazzare sul trono di Federico II, quale falso Re non riconosciuto dai veri discendenti di Federico II che detengono il cognome Hohenstaufen negato dal Tribunale a Barbaccia..Chi ha condotto le indagini appartiene, tramite i familiari di Bari Stramaglia, al clan Buscemi Provenzano ed è gran Priore di Barbaccia , che gemella i suoi fasulli ordini teutonici dichiarati tali da tre interpellanze parlamentari, con il Re della mafia internazionale ,falso Principe Mosquera, o Tadmur leader sette staniche e prostituzione trans internazionale, pedofilia , arrestato per truffa in Spagna , in cui Barbaccia e lo stesso Stramaglia erano coinvolti quali Gran Priori in appelli congiunti in raccolte fondi pesudoumanitari pubblici anche per 52 milioni, sottratti ai poveri.Questo nucleo di criminali è appoggiato e difeso da Tito Salerno,e secondo la Mazzocchi ,autrice di Iddu, Cossiga, Scalfaro, Magri, Cavalli, l’ex Candidato della Lega Meridionale Tito Salerno era votato dalla ndrangheta, non solo ma Provenzano mira a impadronirsi della Sicilia tramite ndrangheta, mafia, servizi segreti p2e secondo Scalfaro, tramite il falso Re di Svevia che per decollare deve mettere a tacere tutte le critiche intimidendo tutti con l’arma giudiziaria di Tito Salerno, il quale invece di preoccuparsi del pedegree mafioso di costoro rinvia a giudizio la legittima erede di Federico II, quale bersaglio simbolico, per articoli su Antisistema usciti quando AVEVA SOLO 4 ANNI E RIPRESI DAL VOLUME DI PELLICCIONI DI POLI TRE fALSI RE DI SVEVIA , ossia Barbaccia, Caspis, Calabria, ed Pamom ove Barbaccia viene ripreso come colui che durante una processione a Barletta esige dal parroco che faccia inchinare il Santo che combatteva la mafia e gli usurai ai suoi piedi.Scherzare con Sant’Antonio è un grosso azzardo, poichè la combriccola di Tito Salerno ha scherzato con il fuoco , incriminando persone vittime da oltre 20 aNNI, calunniate e perseguitate da Barbaccia , non solo, ma è evidente l’uso della giustizIa a favore di codici mafiosi.Denunciare tale libro o articolo ed attribuirne la notizia alla legittima erede che era estranea ai blogg e al sito , è UN VERO CRIMINE:tra l’altroUN SITO a lei dedicato da fans, ma come ammette il garante privacy disdettato, anche se i dati anagrafici errati dati dai dei fans resero impossibile formalmente la disdetta, come ammette l’ufficio registro, dimostra solo la volontà di Tito Salerno di proteggere mafiosi che praticano riti mafiosi.Non solo dunque di anamnesi mafiosa, ma cellule vive della mafia che usano la giustizia come pistola in affitto dei mafiosi in carcere.e’ stata condotta una indagine dall’espresso, ma è chiaro che il movimento contro la Malagiustizia pretenderà una interpellanza sul caso e la rimessione a Genova dei processi Barbaccia, per chiare prove di collusione mafiosa del Procuratore capo Tito Salerno ed i suoi giudici e Pm, ultimo Natalini che si scopre aderente ad una loggia piduina riverniciata.
Molto rumore per nulla:persino il Crollalanza smentisce Barbaccia, nessun legame con gli antiochia o Federico II!http://www.heraldrysinstitute.com/cognomi_italiani.php?cognome=6965