L’enciclopedia più famosa del web è ormai una fonte di informazioni fondamentale per milioni di persone in tutto il mondo. Ma non tutti sono coscienti dei suoi limiti.
Questa rubrica tratterà serialmente il debunking di miti internettiani e non. A tenerla, il “terribile” John di crono911
La diffusione di Internet ha cambiato il volto dell’informazione e della cultura più di quanto abbia fatto qualsiasi altro mezzo di comunicazione. All’informazione “somministrata” (pochi comunicano a tanti attraverso i media tradizionali) si è sostituita l’informazione partecipativa (tutti comunicano a tutti, attraverso blog, forum e community virtuali). Qualcuno ricorderà quei tomi seriosi e massicci dell’Enciclopedia Universale che facevano mostra di sé nel salotto buono, come un altare dedicato al sogno di avere un figlio laureato. Poi sono arrivate le enciclopedie digitali su DVD e infine è apparsa Wikipedia, l’enciclopedia libera. L’idea alla base di Wikipedia è semplice: una vera, grande enciclopedia liberamente e gratuitamente fruibile da tutti, cui tutti possono contribuire con la propria conoscenza, affinché il patrimonio culturale di ciascuno diventi patrimonio dell’umanità.
UN GROSSO PROBLEMA - La prima edizione di Wikipedia, in lingua inglese, apparve nel 2001. Oggi Wikipedia è disponibile in numerose lingue, compresa quella italiana, conta milioni di voci ed è entrata nel Guinness World Record del 2008 come “enciclopedia più grande del mondo”. Per sostenere il progetto, è stata creata la fondazione “Wikimedia Foundation” cui confluiscono donazioni e sovvenzioni pubbliche e private. La utilizzano tutti: grandi e piccoli, studenti e professionisti. I principali motori di ricerca (come Google) restituiscono le corrispondenti voci di Wikipedia tra i primi risultati di qualsiasi chiave di ricerca. Eppure… Wikipedia ha un problema. E’ un problema richiamato con un link piccolo piccolo sotto ogni pagina di Wikipedia. Il link è nominato “Avvertenze” e quando lo apriamo, scopre un problema molto grosso: “Wikipedia non dà garanzia di validità dei contenuti”. Il problema è strutturale: l’essenza stessa di Wikipedia, la sua apertura a qualsiasi contributo, l’impossibilità pratica da parte degli amministratori (semplici utenti eletti da altri semplici utenti) di verificare e controllare personalmente i contenuti delle voci e ogni loro modifica, la rende inesorabilmente inaffidabile.
QUALCHE ESEMPIO - Questa inaffidabilità è stata dimostrata platealmente (lo ammette la stessa Wikipedia) nel 2005 dai giornalisti del settimanale L’Espresso, che modificarono quattro voci importanti inserendo errori evidenti e crearono una voce biografica del tutto fasulla. Buona parte di questi errori fu corretta soltanto dopo la pubblicazione della notizia sul settimanale. Non è difficile trovare esempi più attuali. Apriamo la voce “Radar” e leggiamo il paragrafo “Contromisure elettroniche”: “[In campo militare è diventato ormai fondamentale eludere, accecare o comunque ingannare i radar nemici... ] Tra le prime tecniche impiegate storicamente, vi fu l’emissione di «false eco» da parte del veicolo attaccante, cioè l’emissione di impulsi radio della stessa frequenza e fase ma anticipati, in modo da far sembrare il veicolo più grande e vicino di quanto non fosse; una evoluzione di questa tecnica permetteva di far apparire falsi bersagli multipli sugli schermi radar, allineati lungo la radiale…”. L’informazione non è corretta. La prima tecnica utilizzata per ingannare i radar, sin dalla II Guerra Mondiale, fu quella di impiegare semplici striscioline metalliche radar-riflettenti, chiamate “chaff”. Le ben più sofisticate tecniche di contromisure cui fa riferimento l’articolo, invece, sono apparse solo molti anni dopo.
INFORMAZIONI POCO AFFIDABILI - Facciamo un altro esempio più banale. Apriamo la voce “Campionato Mondiale di calcio 1982” e leggiamo il paragrafo titolato “Il cammino verso il campionato del Mondo”: “Qualificazione senza problemi per URSS (Campione Europeo nel 1976)…”. Se su questa notizia ci scommettete una birra perché l’avete letta su Wikipedia, vi toccherà pagare da bere. I campionati europei del 1976 furono vinti, infatti, dalla Cecoslovacchia. L’URSS non arrivò nemmeno in semifinale. Ora, meno ne sapete su una materia, più avete bisogno di consultare un’enciclopedia. Ma meno ne sapete, meno probabilità avete di accorgervi se ciò che leggete è errato. Viceversa, se di una materia sapete già tanto, al punto da rendervi conto di un eventuale errore, probabilmente non avete alcuna necessità di consultare un’enciclopedia. Ma allora, a che serve Wikipedia? Inaffidabile si traduce in inutile.
STORIA E POLITICA - Il problema si fa più serio ove si consideri che tante persone consultano regolarmente Wikipedia senza avere una chiara percezione della sua inaffidabilità, la quale si estende anche a valutazioni politiche e storiche in grado di influenzare in modo significativo la lettura o l’interpretazione di un fatto. Leggiamo la voce “Conflitti arabo-israeliani”, che si apre con questo incipit: “Le ragioni di tali conflitti trovano spiegazione spesso in fatti storici molto lontani nel tempo, tra i quali la millenaria diaspora del popolo ebraico o la dissoluzione dell’Impero Ottomano agli inizi del XX secolo. Nonostante ciò, a partire dagli anni sessanta del XX secolo, il problema vicino-orientale è diventato di crescente attualità grazie ai media che propongono sempre più spesso notizie su una realtà che a volte si focalizza sugli eventi più tragici ed eclatanti, trascurando di indagare sulle ragioni storiche, sociali e culturali in cui il problema affonda le proprie radici.”





















Bene bene. Aspetto un articolo sulle scie chimiche!
Pessimo articolo. Se capisci la natura di Wikipedia sai che ci possono essere errori voluti e non voluti. Il tuo elenco non è quindi di alcun interesse.
Inoltre è possibile fare un discorso analogo per una enciclopedia tradizionale. Chi verifica la correttezza degli argomenti di un piccolo gruppo di accademici assoldati da qualche impresa privata?
Si, tutto vero, però… Wikipedia nasce come enciclopedia partecipativa, a cui tutti possono partecipare con contributi o correzioni. Quando consulto una voce di wiki e trovo un errore, anche solo di grammatica, lo correggo subito, è il patto implicito tra Wiki e i suoi utilizzatori. Invece tanti trovano errori e li lasciano li, e poi disquisiscono della sua scarsa attendibilità.
Il discorso invece sull’11/9 è diverso, li sono davero dei pirla gli amministratori che non spostano le teorie complottiste su una pagina apposta.
@flavio
e le pirlate sull’11 settembre fanno parte della categoria di errori voluti, o di quelli non voluti?
@gregory, perché non li vai a correggere e non fai l’ira di dio nella discussione che sta dietro quella pagina? Stare a commentare qui, quando lo puoi cambiare direttamente, mi sembra quantomeno ozioso.
che fai, eludi la domanda?
e allora, per lo stesso ragionamento, perché tu perdi qui a commentare quando potresti andarlo a fare?
Non condivido l’opinione sulla questione israelo-palestinese. La dissoluaizone dell’impero ottomano c’entra eccome. Cosi’ come l’amministrazione dei territori postottomani da aprte dell’impero inglese. Il problema israelo palestine viene da lontano, non dalla nascita di israele come stato.
Giordania, Siria, Libano nascono dal nulla proprio dalla dissoluzione dell’impero ottomano.
Vergogna!
Non si tocca Wikipedia, e’ piu’ sacra della Madonna (che sara’ una divinita o no?).
Comunque sul wrestling ci becca ancora(almeno quella in inglese…)
E mi oppongo all’articolo sulle scie chimiche, quelli sono i peggio fanatici!
@gregorj: Non eludo la domanda, pensavo fosse una domanda “di esempio”. E comunque è impossibile rispondere perché non sono nella testa di chi ha scritto quella pagina. Tu invece cosa pensi che sia un complotto di wikipedia?
e allora, per lo stesso ragionamento, perché tu perdi qui a commentare quando potresti andarlo a fare?
Siete voi che avete cercato queste pagine “errate”, potevato corregerle invece di scrivere un articolo tendenzioso. Io, nel piccolo, quando capito su wikipedia, partecipo a volte alla discussione dietro le pagine.
Già dai commenti si vede che di Wikipedia ferisce, di Wikipedia perisce (vedi la questione ottomana e quella israeliana)
Per me Wikipedia è un’ottima cosa.
Del resto chi mi garantisce leggendo l’Enciclopedia Britannica ?
I dati (prendi la vittoria cecoslovacca agli Europei del 1976 che io ho visto e mi ricordo il rigore sbagliato di Uli Hoeness) sono pochi. Il resto sono rimandi, rimandi e ancora rimandi
“Tu invece cosa pensi che sia un complotto di wikipedia?”
tutt’altro. Penso che sia incuria. Il che, dal mio punto di valutazione, è peggio
“e allora, per lo stesso ragionamento, perché tu perdi qui a commentare quando potresti andarlo a fare?”
perché io sono qui sul mio sito. Sei tu l’autore di Wikipedia che perde tempo a commentare. Invece di correre a correggere.
Saluto gli amici e i conoscenti che ho su giornalettismo che mi sembra (ed e’) una splendida iniziativa di giornalismo partecipativo.
Per quanto riguarda l’attacco a wikipedia, come wikipediano e, ancor prima come estimatore di wikipedia non sono d’accordo. Non sono d’accordo neanche come essere umano che crede (come molti altri, compreso probabilmente l’estensore dell’articolo) in una cultura libera e partecipata.
Wikipedia avra’ i suoi difetti come tutte le cose umane, ma e’ (e rimane, nonostante i difetti e con dolore dei detrattori) il capolavoro della rete, il punto di riferimento al di la’ della massa di informazione dateci dalla ricerca su Google.
Voler avere il quato d’ora di popolarita’ attaccando Wikipedia non e’ una buona idea, ne’ fa onore all’estensore dell’articolo.
In ogni caso wikipedia sta cambiando le sue regole per ridurre il rischio d’errore (se n’e’ parlato anche su Google News; strano che l’estensore dell’articolo critichi qualcosa che non conosce bene…)
Sull’interpretazione storica della tragedia israelo-palestinese, ritengo come altri (tra cui gli storici dei libri di testo su cui ho studiato) che inizi con la diaspora degli ebrei voluta dal popolo romano (cioe’ dai nostri progenitori). Se poi si considera che il fascismo l’abbiamo inventato noi e il nazismo e’ una forma (peggiorata) di fascismo, il quadro e completo.
Ripeto, giornalettismo e’ un’ottima iniziativa, ma quest’articolo e’ un errore (cosi’ come ce ne sono in wikipedia o nel mio piccolo blog).
Cari saluti,
Michele
un’opinione detta con così grande cortesia non può che essere bene accolta in un sito come questo. E letta con tutto il rispetto che merita.
Grazie, Michele.
Ma immagino che ce ne saranno, dato che Perle Complottiste se ne è occupato più volte.
Sono talmente fanatici che si scannano tra di loro appena un membro della “setta” esprime opinioni o riporta fatti che non coincidono con il dogma ufficiale. Mi hanno raccontato di un ricercatore che inizialmente era vicino a quelli di Tanker Enemy, poi è stato ferocemente attaccato (vanno subito sul personale, quelli) per aver detto sul suo blog che “signori, io in seguito a mesi di osservazione non ho nessuna evidenza scientifica del fatto che quelle scie non siano normalissime scie di condensa”. Apriti cielo! oO
Ho fatto sempre le mie ricerche sulla “Garzanti” e la reputo un ottima enciclopedia! Approfondisce gli argomenti anche se viene utilizzato un linguaggio tecnico, ma, comunque di facile comprensione!
Wikipendia invece(con tutto il rispetto per chi ci scrive) tende a sintetizzare gli argomenti ed è alquanto dispersivo!
Mi permetto una chiosa al commento garbato di Michele giusto perchè la mia aggiunta è palesemnte OT. Troppo comodo tirare in ballo i romani quando già Nabucodonosor ebbe a comportarsi in modo quanto meno opinabile. Vogliamo ammetterlo che anche i Babilonesi hanno la loro fetta di colpa e trascinarli al tavolo della pace perchè ammettano “storicamente” le loro responsabilità? E mi taccio, per carità di patria, del fu Presidente Ramses II d’Egitto, paese col quale gli ebrei dovrebbero avere conti in sospeso da circa 3.500 anni. Voglio dire, Michele, che non credo sia la via che suggerisci a poter alleggerire o spiegare la posizione di chi, su Wikipedia, ha scritto quel capolavoro di sintesi sulla questione o possa spiegare alcune originali omissioni alla voce “hezbollah”. Tutto questo vale soprattutto perchè Wikipedia è diventata, per molti, una spece di faro. Ammetterai che un faro che a volte guida verso le scogliere, sebbene eretto col contributo di tanti volontari ed esteticamente bello, sia un faro davanti al quale sia opportuno mettere un cartello di avvertimento.
Rispondo su un paio di cose scritte da Michele.
“Voler avere il quarto d’ora di popolarita’ attaccando Wikipedia non e’ una buona idea, ne’ fa onore all’estensore dell’articolo”.
Non mi interessa affatto il quarto d’ora di notorietà, non ne ho affatto bisogno.
“In ogni caso wikipedia sta cambiando le sue regole per ridurre il rischio d’errore (se n’e’ parlato anche su Google News; strano che l’estensore dell’articolo critichi qualcosa che non conosce bene…)”
Io ho parlato di Wikipedia com’è ora, non di Wikipedia come – forse – sarà domani. Il lettore di Wiki legge questa Wiki, non quella del futuro.
“Sull’interpretazione storica della tragedia israelo-palestinese, ritengo…”
E lo ritiene anche chi ha scritto quella voce su Wiki. Ma una pagina enciclopedica deve riportare fatti, non opinioni. Queste ultime, se referenziate, possono tranquillamente trovar posto in appositi approfondimenti a complemento di un articolo.
Wikipedia è una grande risorsa partecipativa, ma certamente non migliorerà ignorando o sottovalutando le critiche che le vengono mosse.
Del resto, se l’Economist scrive questo:
“Many who are excited about contributing to the site end up on the “Missing Wikipedians” page: a constantly updated list of those who have decided to stop contributing. It serves as a reminder that frustration at having work removed prompts many people to abandon the project.”
http://www.economist.com/printedition/displaystory.cfm?story_id=10789354
e Panorama scrive questo:
http://blog.panorama.it/hitechescienza/2007/10/01/wikipedia-volta-pagina-ma-solo-in-germania-per-ora/
mi fa specie che non se ne debba parlare su questo sito.
Le certezze assolute non generano verità. Potrei fermarmi qui ma aggiungo un complimento ai giornalisti che manipolano le informazioni: ci siete riusciti anche con Wikipedia! Un abbraccio a tutti
(ma vi rendete conto di che ore mi tocca fare per lasciare un commento?)
premetto che sono perfettamente conscio dei limiti di wikipedia, come chiunque dotato di un briciolo di intelligenza sa come funziona l’enciclopedia online, ma mi pare fuor di dubbio che wikipedia abbia svolto un ENORME lavoro di diffusione di informazioni su vasta scala globale in modo facile e agilmente consultabile. come è chiaro che qualunque deficiente può sballare una data o fare qualche aggiunta fasulla, è anche evidente che i contenuti quasi sempre si rifanno a fonti utilissime per approfondimenti e quant’altro, aiutando meravigliosamente sia chi non sa nulla dell’argomento e cerca di farsi un’idea (-è evidente che se uno vuole conoscere per bene argomenti di attualità non può limitarsi a leggere una voce su un’enciclopedia- e per quanto riguarda il conflitto israelo-palestinese quoto in pieno fabristol) sia per chi cerca di risalire alla fonte della notizia.
su questo wikipedia vince.
in ogni caso i giornalettisti stessi ne fanno ampio uso
Mi ricordo un vecchio film per ragazzi di qualche anno fa, forse primi anni ‘90, non ricordo, in cui un ragazzo a causa di una scossa elettrica assorbiva tutto il contenuto di internet. In un concorso sapeva tutte le risposte, ma ne sbaglio’ una perche’ in internet c’era un’informazione errata. I suoi compagni si arrabbiarono con lui perche’ quell’argomento l’aveva studiato a scuola e sapeva che era sbagliata l’informazione su internet. Ma era piu’ facile per lui utilizzare le informazioni prese dalla rete che non quelle apprese studiando.
Il problema e’ vecchio e non e’ certo esclusiva proprieta’ di Wikipedia, credo infatti l’articolo abbia puntato su Wikipedia perche’ evidente, ma si puo’ estendere il discorso, e anche alcune soluzioni prospettate nell’articolo stesso. Le informazioni sbagliate gran parte riguardano credenze diffuse, per queste non si puo’ far molto, a meno di trovare esperti che controllino, anche se alcune voci non hanno una spiegazione unica, e nessuno ci assicura vengano spiegate tutte o tutte con eguale enfasi. Se una persona prende per oro colato quello che legge in internet da fonti parzialmente o totalmente discutibili, non mi preoccupo, non condivido infatti la preoccupazione dell’autore sulle voci su Wikipedia “in grado di influenzare in modo significativo la lettura o l’interpretazione di un fatto”. Credo siano le stesse persone che credono in tutto e per tutto al primo profeta che vedono, non ci fosse internet quelle persone verrebbero influenzate in mille altri modi. Vanno proprio alla ricerca delle disinformazioni, le amano, vogliono i complotti perche’ gli fa credere che il mondo che odiano e’ stato reso cosi’ da qualcuno in particolare, che se non esistesse il mondo sarebbe l’Eden. Per il fatto che alcune voci corrono il rischio di subire “attacchi politici”. Per un’enciclopedia perdere l’obiettivita’ politica e’ la morte.
Comunque voi che non credete alle scie chimiche avreste dovuto sentire un mio vecchio coinquilino la mattina presto, soprattutto se la sera prima mangiava pesante.
Minchia ennesimo grande acquisto di Giornalettismo.
Quale grande editore si cela dietro di voi, eh? eh??
Nel merito: Wikipedia è un simbolo sul quale è facilissimo sparare, su questo siamo d’accordo. Non per questo è inutile farlo, senza che si debba ipotizzare chissà quale complotto o sperarne la chiusura.
Il punto debole di quest’enciclopedia al quale, va detto, non sapremmo rinunciare, sta nella lentezza con la quale le voci, soprattutto quelle diventate importanti solo di recente per qualche ragione, acquisiscono un’obiettività decente. Ovvio che questo sia soprattutto il caso di voci storiche, politiche, o magari biografie controverse.
Così se oggi non esistesse una voce “conflitto arabo-israeliano”, per tornare all’esempio, chiunque volesse metterci mano per primo preferirebbe andare al mare, vista la devastante complessità della materia.
Per me, il maggior pro di Wikipedia sta nella capacità (quando viene utilizzata) di offrire numerosi collegamenti esterni e fonti di citazioni spesso immediati. Le opinioni potrebbe averle scritte un ventenne con un libro appena letto alle spalle, il che non è rassicurante.
Per concludere:
Azz per concludere una sega, come si inseriscono le immagini da queste parti? Riproviamo.
Dal commento di Michele e dalla risposta di Gregorj ho imparato che prima di commentare su questo blog bisogna rassicurare i proprietari della stima che gli si porta, pena entrare in una discussione senza logica e senza uscita fatta a colpi di “specchio riflesso”. Vai gregorj continua così. Se fossi un editore che ha bisogno di giornalisti pronti a difendere qualunque posizione, anche la più insostenibile, prenderei te!
mi permetto di rispondere a Flavio che ciò che ha imparato è una grande verità che lo aiuterà molto nella vita futura
alcuni la chiamano educazione….comunque la si voglia definire però, è ciò che ci consente di essere sinceri senza tradire le nostre convinzioni…….
,,,,spesso la cattiva forma con cui ci porgiamo all’ ascolto altrui invece ci fa apparire in torto pur avendo ragione,,,,,,,,,
ma allora per consentire che le nostre idee abbiano un futuro, cosa è preferibile ?
Beh Juppes, credo di non aver mai passato i limiti della buona educazione. Alla tua apologia della “diplomazia” e del fare finta di essere tutti d’accordo, io contrappongo la grande qualità del sapere ammettere il proprio errore e il valore della discussione che ci aiuta a trovare la verità. Saper accettare le critiche senza entrare in modalità “specchio riflesso” è quello che mi aspetto da una persona intelligente.
…..ma gli dei stanno sul Parnaso
sulla terra c’ è di tutto……ed anche io posso presumermi intelligente, ma non esserlo per gli altri,,,,,,,,allora l’ esperienza insegna di tentare l’ approccio cortese……da tramutare in guerra se mal interpretato…..
ma anche questa è disciplina che spesso richiede più forza dell’ approccio franco e senza fronzoli
meglio massimizzare i risultati pur in contrapposizione agli altri piuttosto che non avere risultati o, peggio, averli per servile adesione
flavio,
io ho espresso apprezzamento per la cortesia e l’educazione con la quale Mikelo ha detto la sua discordemente con l’articolo in questione, che a sua volta ha messo in discussione la valenza di wikipedia in maniera altrettanto cortese, e citando fatti, non pugnette. E’ chiaro che si risponde più volentieri a Mikelo che a uno che comincia con “pessimo articolo” ed elude poi le risposte che gli vengano date. Ciò nonostante, a te una replica nel merito non è stata mai negata. Quindi, non ho mica capito di cosa ti stai lamentando. Forse di nulla. Anzi, mi sa che è proprio così.
@bender:
ci paga L’Espresso. Fossi in te, cercherei di comprare una quota della società che controlla Giornalettismo; tra pochi anni potrebbe valere milioni di euro.
@gregorj, se l’articolo è pessimo come devo cominciare, con un “il vostro blog è stupendo”?
Caro flavio, io parlare te con parole facili facili, così forse tu capire.
Dire “articolo pessimo” oppure “commento di flavio cretino” NON è – segui il labiale: NON è – confutarlo nel merito. Confutarlo nel merito essere: articolo dice questo, e non è vero perché questo e quest’altro. Avere tu compreso, adesso?
Se no, tu potere anche continuare a discutere con quest’aria un po’ ‘iosoioevoinunseteuncazzo’. Ma ricordati che di Alberto Sordi ce n’è soltanto uno.
Mi pare un po’ comodo pretendere di fare i difensori d’ufficio di wiki sulla base di posizioni soggettive “per me è solo una fonte di link” “prendo sempre i contenuti con le pinze e li riverifico” “qui un tempo era tutta campagna”. Beati voi che avete tutto questo da perdere, io quando googlo wiki $subject leggo quello che mi serve e tanto mi basta. E così la maggioranza degli utenti. E sempre la maggioranza (me compereso) se trova un errore non lo corregge, perché non ha tempo/voglia. L’idea di wiki è bellissima ma a me l’idea di un’enciclopedia dove uno che ne sa meno di me può scrivere le voci non piace, quindi se faranno qualcosa di piu’ gerarchico ben venga.
@juppes, prendi nota di chi è il maleducato in questa discussione.
@gregorj: dopo quella frase ce ne sono altre che spiegano questa affermazione. rileggile.
@flavio: gnorsì!
poi posso fare anche il bucato?
Chi ha detto che firefox ha soppiantato Internet Explorer?
Firefox è in crescita, ma IE detiene ancora il suo 90% delle quote….
Anche Giornalettismo fa i suoi erroracci wikipediani?
Io avrei detto: “chi si aspettava che Internet Explorer soppiantasse Netscape?”!
vero, musikele, hai ragione! Sarebbe stato più giusto scrivere: “si è presa una fetta del mercato dei browser che sembrava monopolizzato da IE”.
L’erroraccio l’ha fatto Musikele, perché è da almeno due anni che secondo tutte le statistiche IE è sceso sotto il 90%.
Adesso viaggia tra il 60 e il 75% (non esistono dati certi) mentre firefox è tra il 18 e il 30%.
Solo per la cronaca: gli utenti di giornalettismo (che sono un buon campione, essendoci state più di un milione di visite) si dividono in 73,3% per Explorer e 22,7% per Firefox.
Just, prendersi 18-30% di un mercato appannaggio per il resto di un altro concorrente NON E’ soppiantarlo. E’ prendersene una fetta. Punto.
Una fetta un bel po’ più grossa: dal 90% al 70% ci passano milioni di unità. E comunque direttò, non ho contestato da nessuna parte l’osservazione che il termine “soppiantato” fosse fuori luogo, ho solo precisato
A casa mia comanda ancora Explorer comunque.
Non sono d’accordo con il tuo articolo.
In primo luogo perché a fronte di centinaia di miglia di voci corrette una decina di voci scorrette ha poca o nessuna rilevanza.
In secondo luogo perché gli errori tendono ad essere corretti nel tempo (e comunque ci sono anche su enciclopedie più autorevoli: essere esperti di una materia non vuol dire essere esenti da errori).
In terzo luogo perchè se io vado su wikipedia so già che le informazioni potrebbero non essere del tutto affidabili. Ma lo so per qualsiasi mezzo di informazione, non solo per wikipedia. O pensi che i giornali e le televisioni dicano solo cose indubbiamente vere?
Il controllo mi deriva non dall’affidabilità della fonte (che non posso mai testare una volta per tutte) ma dall’incrocio e dal confronto di fonti diverse.