L’ipotesi del Newsweek tra leggenda, verità e sogni di una notte di mezza campagna elettorale.
Addavenì Veltrusconi. Newsweek lo segnala come se non fosse poi tanto
male: “L’agenda delle cose da fare per l’Italia si potrebbe affrontare meglio tenendo insieme quella coalizione. Se i candidati sono abbastanza seri nel volere risolvere i problemi dell’Italia, lasceranno la porta spalancata alla possibilità di una grande coalizione, una volta contati i voti”. Diciamocelo: quando gli altri discutono di noi, lo fanno spesso con superficialità, come se fosse facile fare tutto, persino rendere compatibili due elettorati che si odiano. Anche perché l’Italia di solito fa notizia in negativo. Oppure se ne parla a sproposito, visto che soprattutto il Financial Times qualche sbrodolatina affettuosa a chi sappiamo noi avrebbe potuto anche risparmiarsela.Poi, la barzelletta del governo “dei migliori“, a me, ha sempre fatto ridere. Un po’ perché sarebbe più che altro l’esecutivo dei “meno peggio“: siamo sicuri che Mario Monti, uno che spesso ha mostrato coraggio, si sposerebbe così bene con il programma virtuale di Montezemolo, fatto di caccia al consenso da bottegaio e strizzatine d’occhio ai veri potenti? Basta contare quante volte nell’uragano di parole che Luca Luca ci ha riversato in questi anni addosso sui temi più disparati, ha pronunciato la parola “banche“. Se non per parlarne bene, ovviamente.
RITORNO AL FUTURO - Però questo Addavenì Veltrusconi, se preso dal punto di vista di un
inguaribile ottimista, potrebbe non essere poi così male. Pensiamo ai punti di convergenza. Su una legge elettorale con un forte sbarramento, ad esempio. Che d’un colpo potrebbe spazzar via tutti quei partitini personali che sono fioriti nei dieci-quindici anni del maggioritario, ovvero di quel sistema che avrebbe sicuramente semplificato il panorama politico contemporaneo, secondo quei gran geni dei loro promotori. Pensiamo alle tasse, poi. Silvio sa benissimo che non le può tagliare, e infatti ha promesso di farlo. Ma un governo di emergenza con il partito più vicino tra quelli a lui lontani potrebbe costituire una valida scusa per rimandare il tutto alla prossima (?) volta. Si potrebbe però cominciare a tagliare il debito. Mescolando l’innata creatività di Giulio Tremonti con il rigore “morale” prima che giuridico nell’attenta gestione del patrimonio dello Stato, potrebbe persino venir fuori qualcosa di “moralmente” inattaccabile, da parte delle opposizioni, se non con una certa prudenza. Ricordare che “indebitandoci, noi togliamo benessere alle generazioni future per regalarcene a noi“, come disse quel famoso presidente americano. Già ce lo vedo, Walter, a gridarlo a microfoni unificati.
DREAMING - Subito dopo si potrebbe cominciare addirittura a parlare di costi della politica, per tarpare le ali a qualsiasi grido proveniente dalla piazza. Guardate che bravi, ci prosciughiamo lo stipendio, siamo dei politici responsabili. Il nucleare, perché non c’è alternativa nel medio termine. I rigassificatori, perché non c’è alternativa nel breve. Le infrastrutture, perché servono. Velocizzare i processi di scelta, basta con queste lunghe attese al semaforo delle decisioni. E poi, puntare sul binomio taglio delle tasse – taglio delle spese, ingentilendolo cambiando l’ordine delle parole magari. Alla fine, sarà una miseria. Ma sempre meglio di niente. E poi via, non siate negativi. Stiamo rimettendoci in sesto, dopodiché saremo pronti a spiccare il volo. Dopo pochi anni di governo, brevi ma intensi. A questo punto, tanto vale contarsi. Pensando che se vince l’avversario, alla fin fine, non è che viene giù il mondo. L’importante è la governabilità. Tanto più che nel frattempo ci sarà anche una presidenza della Repubblica da dare. Che spetterebbe al più vecchio. Per una questione spartitoria ma anche di rispetto.
Poi per fortuna mi sono svegliato.
[immagini di Diderot]


Alcuni bloggers hanno un’idea un pò strana della libertà di opinione.
Tanto per non fare nomi:
http://www.giornalettismo.com
http://www.malvino.ilcannocchiale.it
http://www.ilmondodigalatea.ilcannocchiale.it
e tutti quelli collegati, nel senso che vi basterà andare su questi, andare ai links che riportano sulla Home Page del blog e troverete tutti i “compagnucci di parrocchietta”.
Giuliano Ferrara va, come è suo diritto, nelle piazze italiane a presentare il suo movimento, ad esprimerne le ragioni ed è accolto da fischi, insulti, pomodori e violenze.
I titolari dei suddetti blogs, invece di dare solidarietà ad un individuo che cerca solamente di esprimere le sue opinioni, solidarizzano coi suoi aggressori e, sui loro blogs, raddoppiano gli insulti verso il Ferrara.
Non sto parlando delle opinioni di Ferrara sull’aborto, che sono condivisibili o meno, sto parlando semplicemente del diritto di Ferrara di esprimere le sue opinioni sull’aborto o su qualunque altro argomento, e di chiunque altro di esprimere opinioni diverse e/o opposte a quelle di Ferrara sull’aborto e su qualunque altro qrgomento.
A rendere grottesca e paradossale la situazione è che i blogs di cui sto parlando dichiarano apertamente di fare riferimento a ideee laiche, liberali e radicali, un genere di idee che dovrebbero avere la libertà di opinione come un totem inviolabile da salvaguardare in ogni modo.
I “laici liberali radicali” in questione, invece, hanno formato una specie di clan mafioso all’interno del quale esrpimono tutti le stesse opinioni, si sostengono a vicenda, e cercano di intimorire, con violenze, insulti ed altri chiunque provi ad esprimere delle idee in dissenso.
In questi casi l’unico modo per risolvere la questione è una TERAPIA RADICALE.
Trattasi semplicemente di riempire i blogs suddetti, a scopo terapeutico e pedagogico, non solo di opinioni in dissenso a quelle espresse, ma di insulti si ogni tipo e genere, così come loro dicono di fare col Ferrara che esprime le sue opinioni.
A questo punto possono fare due cose:
1) essere coerenti coi loro principi e difendere il diritto all’insulto di chi li insulta sui loro blogs come hanno difeso quelli che vanno nelle piazze ad insultare Ferrara
2) contraddire loro principi solidarizzando con chi viene insultato, e cioè con loro stessi
I seguenti insulti sono inseriti nei commenti a scopo puramente pedagogico..
A Grigò li mortacci tua..
Ma che cazzo stai a scrive..
Na marea de cazzate..
Si nun la smetti vengo là e te ricopo de pomodori e de uova marce..
Cisa farà ora Gregorio ?
Sarà coerente coi suoi principi e difenderà il diritto all’insulto di chi lo insulta sul suo blog come ha difeso quelli che vanno nelle piazze ad insultare Ferrara ?
Oppure contraddirà’ i suoi “principi sulla libertà di insulto verso le opinioni contrarie” solidarizzando con chi viene insultato, e cioè con se stesso ?
Lo scopriremo solo vivendo.