E la cognata di Casini rimedia le Pari Opportunità in Emilia

25/07/2011 - Silvia Noè è candidata a ricoprire il ruolo di presidente di Commissione. Anche se è contro l’aborto Un altro passo verso l’alleanza tra Partito Democratico e Udc in vista delle prossime elezioni? O un altro passo verso il disastro? Silvia

     
 

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Silvia Noè è candidata a ricoprire il ruolo di presidente di Commissione. Anche se è contro l’aborto

Un altro passo verso l’alleanza tra Partito Democratico e Udc in vista delle prossime elezioni? O un altro passo verso il disastro? Silvia Noè, capogruppo Udc in Emilia e cognata di Pierferdinando Casini, è candidata alla presidenza delle Pari Opportunità in Emilia. Ma la sua nomina è osteggiata dai movimenti di difesa dei diritti dei gay. Ne parla Leonard Berberi sul Corriere:

Loro ne fanno una battaglia in difesa delle libertà civili. Lei, l’«avversaria », si appella alle regole della democrazia. In mezzo ci sono le pari opportunità nella regione Emilia Romagna. E una presidenza, ancora da assegnare, che fa già discutere. Sinistra e libertà, Italia dei valori, Federazione della sinistra, movimenti in difesa dei diritti degli omosessuali: tutti contro il consigliere udc Silvia Noè, candidata a ricoprire il ruolo di presidente della commissione Pari opportunità della Regione. Creando più di un grattacapo al governatore Vasco Errani, uno dei maggiori sponsor della Noè. I primi malumori nella giunta sono arrivati già venerdì. Secondo dipietristi e vendoliani con la nomina della Noè verrebbe meno il carattere «laico » della commissione. E non nascondono il fastidio su un presunto accordo tra Pd e Udc che avrebbe portato alla candidatura centrista.

La Noè è una democristiana di ferro e moglie di Federico Casini, il fratello del più famoso Pier Ferdinando:

Sinistra e associazioni Lgbt la ritengono inadatta a ricoprire quel ruolo proprio per il suo retaggio. Oggi, davanti al Palazzo della Regione, ci sarà pure un presidio dei movimenti gay con tanto di padelle e mestoli da far sbattere «per protestare contro l’avvento di un moderno Medioevo ». «Chiediamo una presidenza rispettosa del diritto di autodeterminazione di ogni donna o uomo», dicono. «Non vogliamo una persona contraria all’aborto e all’esercizio delle libertà individuali ». «Obiezioni infondate», taglia corto la Noè. «Il ruolo del presidente di commissione è quello di garantire il rispetto delle regole di lavoro, non di decidere i temi».

Secondo la centrista l’obiettivo dei contestatori sarebbe un altro:

«Mi attaccano per la mia formazione cristiana e per questo vogliono zittirmi. Ma io non mi farò chiudere la bocca: siamo in una democrazia». «Il presidente è una persona seria e sarà garante delle regole della Regione», dice la Noè. «Le sinistre non possono stravolgere questo principio ». Anche perché, se Errani dovesse cedere, «potrebbero esserci ripercussioni anche a livello nazionale».

Eccolo, il ricattino sulle ripercussioni a livello nazionale. Che immaginiamo agghiaccianti: si potrebbe far saltare l’accordo con il Pd, con il risultato che il Terzo Polo perderà anche le prossime elezioni. Agghiacciante, no?

     
 

5 Commenti

  1. alessandro scrive:

    se è Kattolika quanto il cognato ( difensore della famiglia visto che ne ha 3) allora siamo a posto.
    In un paese normale potrebbe aspirare al massimo a pulire i cessi delle stazioni!

  2. alessandro scrive:

    curioso poi vedere come alcuni kattolici interpretino in modo a dir poco particolare le pari opportunità.

  3. Paola L. scrive:

    Inquietante che una Kattotalebana alle pari opportunità sia osteggiata solo dai movimenti per i diritti degli omosessuali e non da quelli delle donne (come se l’aborto riguardasse solo gli omosessuali). Demenziale che in questo paese di cialtroni ci si ostini pervicacemente a considerare “centrista” un partito (l’UDC) che in un paese normale sarebbe considerato appartenente alla destra religiosa più intransigente (i partiti centristi degli stati europei pienamente democratici, sia pure di ispirazione cattolica infatti, sono svincolati da ogni influenza del vaticano e sono stati – e sono – promotori loro stessi dell’avanzamento dei diritti civili). Incredibile che un partito sedicente riformista (il PD) creda di avere un interesse politico ad inseguire un partito della destra religiosa e concedergli favoritismi di conseguenza. Dovrebbe piuttosto preoccuparsi di defenestrare dal sistema politico-istituzionale italiano ogni casta, proprio a cominciare da quella più potente, quella religiosa, appunto, che è anche storicamente responsabile del fiorire di tutte le caste di cui sono infiltrate le istituzioni di questo povero paese.

    • alessandro scrive:

      commento ineccepibile….
      il Partitus Dei di riformista non ha un bel nulla almeno finché non caccerà a calci nel sedere i kattotalebani che vogliono imporre le leggi bibliche anche a chi non frega un bel nulla di quel libro fantasy!

  4. jena scrive:

    Casini ! L’uomo che ha fatto diventare Senatore un mafioso ! Totò Cuffaro !
    Casini quello che ricorda ( agli altri ) di assumersi la responsabilità dell’Etica e della Moralità !
    Casini ( Presidente della Camera nel 2001 ), quello che ha promosso i dirigenti DIGOS riconosciuti colpevoli e condannati per i fatti del G8 !
    Casini & Binetti quelli che stanno facendo regredire l’Italia forti delle spalle forti vaticane che li tutelano !
    Casini . . ma va affanculo !

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