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Laura Boldrini e la querela collettiva del MoVimento 5 Stelle

«Querela anche tu la Boldrini: se anche tu segui il blog di Grillo ma non sei uno stupratore…. iscriviti al form che trovi nelle info». È partita l’offensiva del web contro la presidente della Camera Laura Boldrini con la quale ormai i Cinque Stelle sono ai ferri corti da giorni.

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I PUNTI FONDAMENTALI – All’appello, lanciato su Facebook alla pagina «Querela la Boldrini per diffamazione», hanno già aderito in 3.118. Ma quando si prova a iscriversi al modulo, nei pc della Camera il link risulta bloccato. Nella pagina di Fb si legge anche il testo preparatorio della denuncia: i «punti essenziali – spiega – sono: 1 – sottolineare la condizione oggettiva e riscontrabile di iscirtto al blog (per chi lo fosse) per giustificare in maniera oggettiva l’essere parte lesa; 2 – descrivere il fatto specificando esplicitamente che lo si ritiene tale da costituire una diffamazione, ma lasciando anche facoltà al giudice di procedere per altre fattispecie; 3 – sottolineare che già all’indomani della trasmissione stiamo subendo conseguenze tangibili in termini di attacchi da parte di amici e conoscenti subornati dal bombardamento mediatico (siamo infatti certi che come è sucesso a noi stia succedendo a tutti voi)».

I PARLAMENTARI CHE HANNO DETTO SI – Viene spiegato che si «predisporrà il testo per la denuncia di gruppo, e in particolare si approfondirà l’aspetto delle aggravanti che si possono delineare». Si tratta quindi di una querela di massa nei confronti della presidente della Camera Laura Boldrini per le affermazioni fatte alla trasmissione Che tempo che fa a proposito dei potenziali stupratori. I parlamentari Cinque stelle hanno aderito in massa: tra i membri del gruppo, il presidente dei senatori Vincenzo Santangelo, i deputati Massimo De Rosa, Alessandro Di Battista, Paolo Bernini, Sebastiano Barbanti, Alessio Villarosa. Non hanno aderito il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio e Federico D’Incà.

QUANDO TUTTO EBBE INIZIO – Ad assistere i rappresentanti del Movimento Cinque Stelle ci penserà l’avvocato milanese Maria Pallini. L’avvocato Pallini, si legge in un file allegato su Facebook, si «metterà al lavoro per predisporre il testo per la denuncia di gruppo, e in particolare approfondira’ l’aspetto delle aggravanti che si possono delineare». I parlamentari Cinque Stelle, risultano membri del gruppo, ma la loro adesione è stata aggiunta da Simone Pennino, Claudio Contato e Antonio Sacco. Continua così la polemica scatenata da un video pubblicato sul blog di Beppe Grillo in risposta alla scelta di Boldrini di porre la ghigliottina per il provvedimenti Imu-Bankitalia, nel quale si chiedeva ai mlitanti cos’avessero fatto se si fossero trovati in macchina con il presidente della Camera Laura Boldrini scatenando una serie d’insulti che hanno portato la donna a rispondere dallo studio di Che Tempo che Fa.

 

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«I PARTECIPANTI AL BLOG DI GRILLO SONO POTENZIALI STUPRATORI» – La Boldrini, intervistata da Fabio Fazio, ha spiegato che quel video secondo rappresenta un’istigazione alla violenza. Ed è stato in quel momento che ha riferito davanti alle telecamere la frase oggi oggetto dell’iniziativa nei suoi confronti:

Il video postato sul blog di Grillo era “istigazione alla violenza, basta vedere i commenti, tutti a sfondo sessista”. Lo dice la presidente della Camera Laura Boldrini ospite di Che tempo che fa. “Vuol dire che chi partecipa al quel blog non vuole il confronto ma offendere e umiliare. Sono potenziali stupratori”

IL CRESCENDO – Potenziali stupratori. Una definizione che riecheggia ancora oggi e che viene ripresa anche da personaggi vicini a Beppe Grillo come Claudio Messora, responsabile comunicazione del Movimento, che ha affidato ad un tweet poi sparito nel nulla il suo pensiero:

Cara Laura, volevo tranquillizzarti. Anche se noi del blog di Grillo fossimo tutti potenziali stupratori, tu non correresti alcun pericolo

IL TWEET FAKE – Il tweet venne poi cancellato con tanto di scuse da parte di Messora, con Paola Taverna, ex capogruppo al Senato, che ha fatto sapere come il Messora dovrà delle spiegazioni per queste parole al Movimento Cinque Stelle. Ed a proposito di twitter, lo scorso tre febbraio è comparsa sulla bacheca di Beppe Grillo un messaggio attribuito a Laura Boldrini e poi, secondo l’accusa, cancellato dallo stesso Presidente della Camera, nel quale si riprende la dichiarazione rilasciata dalla donna a Che Tempo che Fa:

Chi segue il blog di Grillo non si confronta sui contenuti ma offende in modo sessista. Sono potenziali stupratori

Il post appariva ri-twittato da più persone che hanno smentito sia di aver visto il messaggio sia di averlo condiviso. Inoltre lo staff della Boldrini ha negato a La Repubblica di aver scritto questo post mentre non si sa chi l’abbia creato. Sicuramente Grillo ha ripreso un qualcosa che già girava in rete precedentemente.

LA GUERRA CONTINUA – Comunque resta il fatto che quella frase è stata pronunciata in diretta televisiva. Quindi c’è davvero poco altro da aggiungere. La Boldrini poi ha dichiarato che per lei lo scontro partito dalla decisione di applicare la ghigliottina sul decreto Imu-Bankitalia, la donna ha risposto alle repliche rabbiose dei parlamentari pentastellati ed agli insulti ricevuti con un «vicenda chiusa, già abbastanza penosa». Ma evidentemente non sarà così almeno a vedere cosa sta accadendo in queste ore su Facebook. Si prevede quindi una nuova puntata dello scontro infinito tra i deputati e militanti pentastellati contro la terza carica dello Stato. E probabilmente non sarà neanche l’ultima.

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