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Flavio Tosi vi spiega perché la Lega Nord non vuole uscire dall’euro

La Lega Nord e il segretario Matteo Salvini continuano la propria propaganda sull’uscita dell’Italia dall’euro, fino alla contestazione con tanto di slogan contro la moneta unica durante il discorso del capo dello Stato Giorgio Napolitano a Strasburgo. Intervistato da Radio 24 è stato però il sindaco leghista Flavio Tosi a fare retromarcia, spiegando di non essere allineato alle campagne anti-euro. Secondo lui, quella del Carroccio è una “posizione euro critica”: «Questo sistema di euro è micidiale per l’economia italiana. L’euro rischia di saltare da solo se salta il sistema Italia, perché finché salta la Grecia riescono a salvarla visto che vale il 2% di Pil europeo, ma se salta l’Italia che vale 9 volte di più della Grecia in termini di Pil, si tira dietro tutto. Ma non auguriamo certo lo sfascio».

 

 

L’INTERVISTA DI FLAVIO TOSI A RADIO 24 SULL’EURO – Durante l’intervista a “24 Mattino”, di fronte alla domande del giornalista («Ma lei uscirebbe dall’euro?»), Tosi ha replicato: «No, io dico di no. Vero è che ci hanno fregato fin dall’inizio con il cambio, a favore del marco e a sfavore della lira. Poi l’euro non lo svalutano perché vince la politica della Germania, danneggiando le nostre esportazioni. Errori che paghiamo carissimi: abbiamo anche firmato il Fiscal compact, che ci costringerà ad aumentare le tasse. In sede europea l’Italia non sa tutelare i propri interessi, mentre la Germania lo fa benissimo. Ma uscire dall’euro avrebbe due effetti: intanto costa carissimo, non è che si torna indietro al cambio precedente. Poi l’Italia, con il debito pubblico che ha, verrebbe subito aggredita dalla speculazione internazionale feroce, un minuto dopo l’uscita dalla moneta unica», ha aggiunto Tosi.


Audiocredit: Radio24

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Sulla contestazione del Carroccio durante il discorso del capo dello Stato Napolitano a Strasburgo Tosi ha aggiunto come fosse stata “rispettosa”: «Non era contro la persona Napolitano ma era un modo per contestare questa politica europeista. Non c’è stata alcuna offesa a Napolitano, guai se lo avessero fatto». Secondo Tosi si rischia di «ingigantire un episodio che se, anzi, ha dato visibilità a questa polemica antieuropeista tutto sommato non è un fatto così negativo». Il sindaco di Verona ha anche proposto alcune soluzioni per modificare le politiche europee: «Noi diamo 8/9 miliardi l’anno all’Europa che vanno in benefici ad altri Paesi, tra questi la Polonia. Questo paese è un competitor terrificante: è paradossale che l’Italia aiuti la Polonia che ha un’economia florida, mentre noi naufraghiamo». Ma non solo: secondo Tosi si dovrebbe «costringere l’Europa a stampare moneta». Con tanto di paragoni: «I giapponesi stanno raddoppiando lo yen circolante, gli Stati Uniti stampano moneta. Noi al contrario abbiamo una politica tedesca che tutela i tedeschi a nostro danno», ha concluso Tosi.

LE REAZIONI IN RETE – Durante l’intervista di Tosi con Mattino 24, diversi utenti hanno fatto notare le differenze tra i discorsi propagandistici di Salvini e i toni morbidi di Tosi:

 

 

Già in passato altri esponenti influenti leghisti avevano mostrato le proprie perplessità sui discorsi anti-euro di Salvini. Il Senatur Umberto Bossi lo scorso dicembre spiegava, come riportò l’Agi: «Ho letto il documento che avete diffuso, ma qualche dubbio mi è venuto: si parla di uscire dall’euro, ma forse non è così possibile». Rivolto al neosegretario Matteo Salvini, spiegò: «Come nei matrimoni, bisogna essere in due sia per sposarsi che per separarsi. Voi parlate di rapporto di cambio 1 a 1, ma chi ce lo dà?  Non sono mica scemi, penso sia molto complicato. E’ un poco propagandistico quello che voi dite». Come oggi Tosi, Bossi si limitò a spiegare come secondo lui la moneta unica avesse comportato danni per il nostro Paese: «L’euro è un male per le nostre imprese, per la nostra economia ma è difficile che l’uscita dall’euro sia pacifica». A replicare furono sia Roberto Maroni («caro Umberto sarà dura, ma a noi le battaglie facili non sono mai piaciute») che Matteo Salvini, che osservò: «Difficile, ma la Lega è nata per le sfide difficili. I sondaggi dicono che ormai così la pensano la maggioranza dei francesi, degli olandesi ed è una posizione che anche in Italia si sta affermando. La strada è in salita, ma noi la vogliamo percorrere», concluse il neosegretario. In passato, poi, Salvini parlò dell’ipotesi di una un’uscita dall’euro concordata con Francia, Spagna e Grecia.

EURO STRUMENTO DI STERMINIO – Intanto lo stesso Salvini ha continuato oggi, dopo la protesta di ieri al Parlamento Europeo: «La nostra protesta non era contro Napolitano, ma contro il solito discorso che dice che l’euro va bene così com’è. Ma per noi o l’Europa si ricostruisce da capo o con questo euro e con questi vincoli non c’e’ futuro per i nostri ragazzi». Il segretario federale della Lega Nord è intervenuto a “La telefonata di Belpietro”, su Canale 5. «La cosiddetta Europa ha imposto la riforma delle pensioni che ha rovinato milioni di pensionati e ha creato gli esodati – ha aggiunto Salvini -. L’euro anche secondo sette premi Nobel per l’economia è corresponsabile dello sfascio. Noi pensiamo a un’altra Europa senza l’euro. Senza l’euro l’economia italiana riparte, e se Napolitano critica l’austerità, ma non rimette in discussione la moneta unica è un discorso a metà. Finora la moneta unica è convenuta solo alla Germania e alle grandi multinazionali che aprono gli stabilimenti in Cina. L’euro è uno strumento di sterminio della nostra economia». Ma la propaganda di Salvini, che cerca di recuperare i voti persi dal proprio partito, è ben diverse dalle dichiarazioni di Tosi, che parla di posizione della Lega “eurocritica” e spiega come, tra costi elevati e speculazione, l’uscita dalla moneta unica sarebbe per il nostro Paese devastante.