La storia di Mordechai Vanunu. Un ingegnere israeliano tra segreti nucleari, servizi segreti, battaglie legali, isolamento in carcere, deserti, torture, aeroporti, foto compromettenti. Quando la realtà supera il romanzo
Era il gennaio 2006 ed ero lì per monitorare le elezioni politiche palestinesi (quelle che poi hanno visto la vittoria di Hamas). Non ricordo il giorno preciso, ma ricordo che era proprio giunta l’ora di farsi un pranzetto coi fiocchi. Nella parte est di Gerusalemme se si ha la fortuna di conoscere il lo
cale giusto, si può mangiare un maklube meraviglioso: un trionfo di riso, pollo, cavolfiori, yogurt magro, spezie, mandorle e molto altro. Mentre deglutivo a ritmo incessante, al pensiero di quella meraviglia gastronomica, sentii una voce stridula provenire dal gruppo che era con me: “Mordechai, Mordechai!” – mi girai, verso un’amica, e chiesi: “Ma chi è?”. “Come chi è? – rispose stizzita. Irritato a mia volta allargai le braccia e chiesi nuovamente: “Chi è?” affondando su ogni sillaba. “E’ Mordechai Vanunu! Non dirmi che non lo conosci ?!”. Nuotando nella melma della mia ignoranza e curioso di presentarmi alla star mi avvicinai per sentirne la voce, ma proprio mentre ero ad un passo: baci, abbracci e promesse di rivedersi e ognuno per la sua strada. Vanunu scomparve dietro l’angolo. Non ho più avuto la fortuna di incontrarlo, ma ho conosciuto la sua storia. Altro che James Ellroy, Joe R. Lansdale, Carlo Lucarelli e compagnia bella. Qui si tratta del cuore nero del più nero dei noir. Segreti nucleari, Mossad, servizi segreti europei (italiani), battaglie legali, isolamento in carcere, deserti, torture, aeroporti, 007 voluttuose, foto compromettenti. È il caso di raccontare visto che l’8 luglio scorso il tribunale del distretto di Gerusalemme Est ha rimandato a settembre la decisione ad ulteriori sei mesi di carcere per Vanunu.
LA STORIA DI MORDECHAI VANUNU - 1986: l’anno del mondiale di Maradona, quello del gol più grande di tutti i tempi (non si discute). Berlusconi compra il Milan. All’Ucciardone inizia il maxiprocesso contro la Mafia. Sindona si beve il caffè. I russi si danno dall’Afghanistan ecc. Insomma un anno degno di nota anche perché Eros Ramazzotti vince Sanremo con Adesso Tu. Punto. Il 30 settembre a Roma un uomo appena uscito dall’aeroporto Leonardo da Vinci viene drogato, incatenato, impacchettato in una scatola e trasferito in Israele come carico diplomatico. E’ nella città eterna su invito della bella Cindy (nome vero Cheryl Hanin Bentos?), una sventola incontrata a Londra che oltre ad essere una bellissima donna è anche un agente del Mossad. Le aut
orità italiane fanno orecchie da mercante. Il giudice Sica nel 1988 apre un’inchiesta che chiude però dopo un anno perché non ci sono “prove sufficienti” per dimostrare che la scomparsa dell’uomo sia dovuta a rapimento. Quell’uomo è Mordechai Vanunu. Quell’uomo è un ingegnere nucleare israeliano. Dal 1974 al 1986 lavora alla centrale nucleare di Dimona. Prima di sbarcare a Roma, Vanunu è a Londra per un’intervista con il Sunday Times. Ha un segreto da rivelare: Israele possiede circa 200 testate nucleari. Ha con se delle foto scattate durante il suo lavoro e le fa pubblicare. Prima che l’intervista esca sul giornale britannico, Vanunu finisce nelle mani del Mossad. E’ processato a porte chiuse e condannato a 18 anni di carcere per “complicità col nemico” e “spionaggio aggravato”.
CHI HA PAURA DI VANUNU? - Al momento del suo arresto Vanunu riesce a scrivere sulla sua mano quello che gli è successo: “Rapito a Roma dal Mossad” (vedi foto). Convertitosi al cristianesimo prima del suo arresto e convinto sostenitore della causa palestinese, Vanunu paga a caro prezzo le sue scelte: passa 11 anni e mezzo in totale isolamento. Secondo Amnesty Internatio
nal è il prigioniero contemporaneo che ha scontato il più lungo periodo senza contatti con l’esterno. Durante e dopo la sua prigionia insiste perché Israele dichiari il suo arsenale nucleare e apra il reattore di Dimona alle ispezioni dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (IAEA). Nel 2004 esce in libertà vigilata, ma è nuovamente arrestato per aver violato le restrizioni imposte dal tribunale. In regime di strettissima sorveglianza Vanunu non può incontrare stranieri, rilasciare interviste, uscire da Israele, spostarsi senza preavviso, incontrare delegazioni, navigare in internet. Vanunu parla sapendo benissimo cosa gli aspetta. Afferma: “Volevo in questo modo impedire agli israeliani di utilizzare le bombe atomiche, per evitare una guerra nucleare in Medio Oriente”. Israele di contro, lo ripudia come traditore e lo blocca ogni volta che viola i termini di rilascio. Nel novembre 2005 è arrestato per aver preso un autobus a nord di Gerusalemme senza comunicare il suo spostamento alle autorità israeliane. Lui continua nella sua battaglia e attraverso appelli e lettere cerca sostegno a livello internazionale. Qualcuno addirittura lo propone come Nobel per la Pace . Nel 2008 Israele è l’unico paese mediorientale a non aver firmato il Trattato di Non Proliferazione Nucleare. Sarebbe da stupidi non chiedersi alcune cose: perché arrestare un uomo che accusa Tel Aviv di avere dei piani militari segreti nucleari, quando pubblicamente il Paese nega di averli? Perché dopo che “il traditore” Vanunu sconta la sua pena, impedirgli di parlare con giornalisti, attivisti, persone, studiosi stranieri? Forse Israele ha paura di quest’uomo che a trent’anni è entrato in cella ed è diventato un simbolo pacifista. Un’altra (l’ennesima) denuncia contro le politiche di un Paese che veste democratico, ma sotto porta la corazza dell’autoritarismo con nonchalance. Vanunu ha cambiato nome: ora si fa chiamare John Cross. Chissà se un nome così andrebbe bene per un romanzo. Di certo Vanunu faceva più effetto.



























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La storia di Mordechai Vanunu. Un ingegnere israeliano tra segreti nucleari, servizi segreti, battaglie legali, isolamento in carcere, deserti, torture, aeroporti, foto compromettenti. Quando la realtà supera il romanzo…
chi mette in pericolo la sicurezza del proprio paese è un traditore anche se dice il vero
in america potrebbe essere condannato alla pena di morte
Punto
solo per fare una correzione un po’ stronza da filoistraeliano: il sottotitolo fa riferimento a Vanunu come ‘ingegnere’; l’articolo, addirittura, ‘ingegnere nucleare’.
Vanunu non e’ ingegnere ne’ tantomeno ingegnere nucleare.
e’ oltrettutto abbastanza ovvio che in piu’ di una maniera la qualifica di Vanunu ha una rilevanza politica importante
concordo con Juppes
nullo, è un errore nel testo o un’altra cosa?
Chiedo scusa è stato un mio errore, Vanunu era tecnico e lavorava all’interno della centrale nucleare come tale. Non era ingegnere, nè tantomeno ingegnere nucleare. Anche sull’intervista della Cantori lo si definisce tecnico nucleare. Chiedo scusa di nuovo.
Più che sulla qualifica di Vanunu io mi concentrerei sulle sue dichiarazioni (e prove)e sulla sua esperienza.
Secondo me sono i Paesi che mettono in pericolo la sicurezza dei propri cittadini attraverso la loro politica guerrafondaia. Va bene direttore avevo promesso sto zitto. Giuro.
“Secondo me sono i Paesi che mettono in pericolo la sicurezza dei propri cittadini attraverso la loro politica guerrafondaia.”
Secondo me se intorno a quei paesi tutto fosse tranquillo, e non ci fossero deficienti e decerebrati fondamentalisti (’che qui non è che è fondamentalista solo zio Ratzy, neh?) che han deciso che quei paesi sono di troppo, non ci sarebbero tutte queste necessità di armarsi
Gregorj, certamente, e ancora meglio sarebbe stato se quei paesi non fossero stati fondati, abitati e riconosciuti da decerebrati fondamentalisti che han deciso che quei paesi hanno il diritto di esistere perche’ cosi’ e’ scritto nei loro dannati schifosi scritti sacri (ratzy non c’entra).
Ah, se poi mi dici che e’ stata l’onu, ti cito un po’ di risoluzioni anche io, stupidino.
Ciao scemo.
Juppes: chi mette in pericolo la sicurezza del proprio paese è un traditore anche se dice il vero
Certo, infatti anche il tentato assassinio di Adolf Hitler e’ stato considerato un attentato alla nazione tedesca.
Pensa poi se fosse sopravvissuto Mussolini e il fascismo, quanti traditori sarebbero stati messi a morte.
E si, in america sarebbe stato condannato Vanunu. Allora e’ giusto cosi’. Hai proprio ragione.
Alcuni esistono per fare del male ad altri. Voi. Se scompariste, tutti starebbero molto meglio.
Punto.
Zadig
io sarò anche in torto e non voglio contestarlo
ma reagire contro chi è in torto chiamandoli decerebrati fondamentalisti…….
definire i loro testi sacri dannati e schifosi…..
paragonare l’ Italia e La Germania del 1945, Stati solo sulla carta geografica, ma ormai svuotati di tutto, allo Stato di Israele……….
augurare la mia scomparsa perchè nemico………
……questo è il motivo per cui non si avrà mai pace
…..questo è il sistema migliore per non soddisfare gli interessi ed i diritti neanche della parte che si rappresenta……..
……ai troll non bisognerebbe rispondere…..
ma io in quanto troll credo che un richiamo all’ intelligenza propria ed altrui non sia mai tempo perso……..
ora io mi rivolgo ai miei nemici affinchè si decidano a comportarsi in modo che le forze contrapposte unite sinceramente per risolvere i contrasti agiscano su tale strada e capiscano che l’ abbandono della politica è solo annunzio di morte comune