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Laura Boldrini mette una pietra sopra Grillo

Altro che inviti a moderare i toni. C’è un nuovo capitolo nella polemica infinita tra il MoVimento 5 Stelle e Laura Boldrini, ormai da giorni sotto accusa dai pentastellati dopo l’applicazione della tagliola per frenare l’ostruzionismo durante la conversione del decreto Imu-Bankitalia a Montecitorio. Se Beppe Grillo ha gridato al «colpo di Stato» dal proprio blog e rilanciato la richiesta delle dimissioni della presidente della Camera, per la terza carica dello Stato il caso è ormai archiviato, bollato come una «vicenda chiusa, già abbastanza penosa». Boldrini era già stata oggetto di offese, da parte di attivisti sul web e parlamentari grillini, ai quali aveva replicato in modo duro nell’intervista con Fabio Fazio a “Che tempo che fa”. In merito al discusso video postato sul blog di Grillo, aveva spiegato: «Quella era istigazione alla violenza. Il 90% di quei commenti sono a sfondo sessista. Chi segue questo blog, chi partecipa a questi sondaggi non ha interesse al confronto ma a offendere e umiliare. Questi sono tutti potenziali stupratori», aveva attaccato Boldrini. Frasi che avevano scatenato le repliche rabbiose dei parlamentari a 5 stelle. Fino alle polemiche per il tweet offensivo del responsabile della comunicazione del M5S Claudio Messora (poi cancellato) e alla storia della bufala del tweet cancellato da Laura Boldrini.

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LAURA BOLDRINI VS MOVIMENTO 5 STELLE: UNO SCONTRO INFINITO – Dal proprio blog è stato Beppe Grillo a rilanciare la richiesta delle dimissioni per la terza carica dello Stato, già auspicata con un sondaggio sul proprio blog negli scorsi giorni. Nel nuovo post l’ex comico ha azzardato come, a suo dire, in Italia sia in corso «un colpo di Stato»: «Non è il primo, potrebbe essere l’ultimo. In questi anni ci sono stati molti colpetti di Stato dall’adozione del Porcellum che ha creato un Parlamento di nominati dai partiti, all’uso indiscriminato dei decreti-legge che ha spossessato il Parlamento della funzione legislativa con il beneplacito del Presidente della Repubblica», ha scritto Grillo nel suo blog. Ma non solo: «La scorsa estate c’è stato un tentativo di colpetto di Stato per scardinare la Costituzione modificando l’articolo 138, ma è stato sventato dal M5S». Se «la volontà popolare viene rappresentata dagli eletti in Parlamento e l’Italia, secondo la Costituzione, è una Repubblica parlamentare», per Grillo in realtà questo non avviene.  Per l’ex comico il prossimo passo sarebbe «l’eliminazione dell’opposizione»: «Finora non era necessario. I partiti per più di vent’anni hanno esercitato un consociativismo spinto, larghe intese sottobanco. Non c’era bisogno di far tacere l’opposizione perché non c’era opposizione». Adesso, secondo Grillo, il patto Berlusconi-Renzi per le riforme e la legge elettorale avrebbe come unico scopo quello di «impedire in qualunque caso la vittoria del M5S».

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Da giorni Grillo e i 5 Stelle chiedono a Laura Boldrini di lasciare l’incarico. Non sono mancate le offese sessiste tra i commenti sul blog

Poi il richiamo alla questione della tagliola, con le tensioni sul decreto Imu-Bankitalia, con il nuovo affondo contro la presidente Boldrini: «Va tolto il diritto di parola all’opposizione. Ed è avvenuto con una decisione che non rientra nelle facoltà della Boldrini, che non è presente nelle procedure della Camera, come una volta si faceva per i decreti regi, lo scorso giovedì 29 gennaio 2014. E’ un fatto gravissimo», ha aggiunto Grillo. Che ha rilanciato gli obiettivi del MoVimento 5 Stelle: «Laura Boldrini deve dimettersi, ha violato, lei che doveva farle rispettare per ruolo, le leggi della democrazia. Nessuno prima di lei si è spinto fino a questo punto. Il M5S farà in modo di invalidare il decreto Imu-Bankitalia e di ottenere le dimissioni della Boldrini», ha concluso.

Camera dei Deputati - Legge Elettorale

 

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BOLDRINI: «VICENDA CHIUSA, GIÀ ABBASTANZA PENOSA» – «Per me è una vicenda chiusa. Già è stata abbastanza penosa», ha replicato Laura Boldrini, di fronte ai cronisti che le chiedevano di commentare la nuova provocazione da parte di Grillo. Già ieri la terza carica dello Stato, vittima nei giorni precedenti degli attacchi personali pubblicati sul blog di Grillo, era tornata su quanto accaduto durante un incontro con gli studenti del liceo “Terenzo Mamiani” a Roma. «Voglio dare la mia solidarietà a Bignardi Augias e Fazio perché è in corso un pestaggio mediatico nei loro confronti. La rete è una grande opportunità e uno spazio bellissimo ma non può essere usata in questo modo violento», aveva aggiunto, difendendo i tre giornalisti a loro volta sotto accusa e oggetto di critiche da parte dei 5 Stelle. Uno scontro infinito, adesso ripreso da Beppe Grillo, che ha evocato golpe in corso e richiesto all’esponente di Sel di abbandonare l’incarico.