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I primi dieci anni di Facebook

Era il 4 febbraio 2004 quando, dal suo dormitorio di Harvard, l’allora 19enne Mark Zuckerberg lanciava on line «The Facebook», un sito nel quale gli studenti universitari potevano inserire informazioni su se stessi, messaggi commerciali, e diventare «amici» virtuali tra loro. Negli Stati Uniti i social network erano già diffusi, con il popolare Friendster che stava per essere superato da MySpace, mentre Google aveva lanciato poco tempo prima Orkut. Il fondatore di Facebook non immaginava forse che, dieci anni dopo, sarebbe diventato il più importante giovane miliardaro al mondo (24 miliardi di dollari guadagnati a 29 anni) e come la sua creatura sarebbe stata in grado di raccogliere un un miliardo e 230 milioni di iscritti. Ovvero, un essere umano su cinque. Numeri che mostrano il successo di un progetto che è diventato parte delle nostre vite. Anche nel nostro Paese, considerati i 26 milioni di utenti italiani.

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FACEBOOK COMPIE DIECI ANNI – Come riporta anche Slate, in origine il social – creato con i compagni di università Eduardo Saverin, Dustin Moskovitz e Chris Hughes – era progettato soltanto per gli studenti della propria università, per poi essere aperto anche agli allievi di altre scuole di Boston, della Ivy League e della Stanford University. Dal giugno 2013 è diventato il sito più visitato al mondo, rivoluzionando il modo di interagire delle persone, anche nella vita reale. Prima di lanciare Facebook, il il 28 ottobre 2003 Zuckerberg lanciò Facemash, predecessore di Facebook, quando ancora frequentava il secondo anno all’università di Harvard. Per realizzarlo il futuro fondatore di Facebook riuscì a introdursi in aree protette della rete universitaria, copiando le foto dei documenti di riconoscimento degli studenti. Durante le prime quattro ora di visibilità, Facemash registrò già numeri rilevanti: 450 visitatori e 22mila foto visualizzate, ma venne chiuso pochi giorni dopo dai responsabili dell’Ateneo, che accusarono Zuckerberg di aver violato la sicurezza, i copyright e la privacy individuale. Rischiò l’espulsione, ma comprese il potenziale che avrebbe avuto la futura creatura, senza subire alla fine alcun provvedimento. The Facebook fu programmato nel gennaio 2004 da Zuckerberg, Andrew McCollum ed Eduardo Saverin (che curava gli aspetti aziendali). Non mancarono le accuse di truffa: furono i tre studenti di Harvard, Cameron e Tyler Winklevoss e Divya Narendra ad attare Zuckerberg, svelando come l’uomo avrebbe promesso loro di aiutarli a creare un servizio di rete sociale chiamato ”HarvardConnection.com”. In realtà, l’interesse sarebbe stato quello di rubare l’idea per realizzare un sito in grado di entrare in concorrenza. Ne scaturì una causa legale, con tanto di richiesta di 600 milioni di dollari di danni: alla fine, per Zuckerberg il caso costò “soltanto” 65 milioni.

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Aiutato dal grafico Dustin Moskovitz e da Chris Hughes per la promozione del sito, nel marzo 2004 Facebook iniziò a diffondersi fino a quando a metà 2004 fu fondata la corporation Facebook, Inc, con presidente l’imprenditore Sean Parker. A giugno dello stesso anno Zuckerberg e Moskovitz si trasferirono a Palo Alto in California con McCollum, che aveva seguito uno stage estivo alla Electronic Arts: affittarono una casa vicino all’Università di Stanford dove furono raggiunti da Adam D’Angelo e da Parker e furono in grado di ricevere il primo finanziamento dal co-fondatore di PayPal, Peter Thiel. Dopo anni di crescita nel numero degli iscritti, nel 2009 Zuckerberg riuscì ad annunciare: «Ad oggi Facebook è utilizzato da 300 milioni di persone nel mondo. Avevamo previsto guadagni solo per il 2010, ma sono lieto di annunciare che già abbiamo superato questa pietra miliare». All’inizio del 2010 l’azienda fu valutata 14 milioni di dollari, secondo la valutazione della piattaforma di scambio di titoli SecondMarket. Si stimava poi un valore totale in 41 miliardi di dollari, terzo in ordine di grandezza tra i siti internet dopo Google e Amazon. Il 3 gennaio 2011, Goldman Sachs investe in Facebook 450 milioni di dollari, valutando il valore totale in 50 miliardi di dollari. Il 18 maggio 2012, Facebook si quotò in borsa. Il prezzo di collocamento di partenza delle azioni del social fu di 38 dollari. Dopo un iniziale picco di 40 dollari ad azione, il prezzo cominciò a calare, raggiungendo il minimo quattro mesi più tardi a 18 dollari. Oggi un’azione di Facebook vale circa 61 dollari.

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Photocredit: Infografica: Slate/Facebook

Come è cambiato l’aspetto di Facebook: la gallery di Quora 

FACEBOOK E IL FUTURO: DIECI ANNI E POI? –  Come ha spiegato la versione online di Bbc news, c’è chi tra gli analisti più critici ipotizza dubbi sul futuro di Facebook, dopo aver spendo le dieci candeline. Così alcune ricerche lasciano perplessità sull’azienda: l’Agenzia digitale iStrategylabs ha usato i dati pubblicitari di Facebook per affermare come tre milioni di adolescenti americani avrebbero lasciato Facebook negli ultimi tre anni. Il Pew Internet center in un altro rapporto ha invece spiegato come di fronte a un calo del 25% nel numero di utenti più giovani, vi è stato un aumento dell’80% degli utenti con un’età di 55 anni e oltre. Anche in Italia sono due milioni 236 mila gli over 56 iscritti al social. Intanto il 29 gennaio scorso è stato annunciato che per la prima volta i ricavi pubblicitari da mobile e tablet hanno superato quelli da personal computer.


Paper: la videorecensione di The Verge

E per il futuro Facebook punterà su Paper, la nuova app che secondo le intenzioni di Mark Zuckerberg sarà il giornale personalizzato che Facebook ha sempre voluto essere. In pratica, una risposta alla domanda crescente di informazione tagliata ad hoc, alla stregua di altri servizi come Flipboard. Per ora disponibile soltanto per iPhone negli Usa, arriverà presto anche nel nostro Paese. Non ci sono ancora notizie sulla versione per iPad e nemmeno sul rilascio dell’app sul mercato internazionale. Per TapScape, però, Paper potrebbe superare ogni altro applicativo di Facebook. Potrebbe essere un nuovo inizio: quello di cui aveva bisogno la società, dieci anni dopo la sua nascita.