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Pregi e difetti del fotovoltaico fai da te

Conviene affidarsi al fai-da-te per quanto riguarda l’installazione dei pannelli fotovoltaici? Ma sopratutto, quanto si risparmia? In rete si trovano numerose offerte di diverse società che promettono kit per uso privato di facile montaggio ed utilizzo che dovrebbero aiutare le famiglie a risparmiare sulla bolletta fino al 70 per cento.

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UN SETTORE VIVO E VITALE – Come ricorda Greenbiz, grazie agli investimenti fatti nel settore del fotovoltaico e nel suo indotto sono nati 130 mila nuovi posti di lavoro. Inoltre il risparmio sulla fattura energetica del Paese è stato di nove miliardi di Euro. Un dato importante che ha superato l’ammontare degli incentivi per il fotovoltaico, visto che lo Stato aveva fornito aiuti per 6,7 miliardi di euro, per un risultato positivo di 2,3 miliardi. E nel Paese, dal 2005 ad oggi, sono nati 550.000 impianti fotovoltaici, con il 90 per cento di questi comparsi su tetti residenziali o sulle sedi di piccole e medie imprese. Gli investimenti totali nel settore in Italia dal 2010 ad oggi sono arrivati a raggiungere quota 45 miliardi di euro per un gettito fiscale di 12 miliardi, al costo pro-capite di 9 euro al mese.

LE DETRAZIONI FISCALI – Per quanto riguarda il 2014, lo ricorda supermoney, viene prevista una detrazione fiscale rispettivamente del 50 e del 65 per cento qualora si parli di pannelli fotovoltaici destinati alla produzione di energia elettrica o di acqua calda. Nel primo caso, si fa riferimento agli sgravi per ristrutturazioni edilizie (e quindi del 50 per cento) mentre nel secondo si applicano gli sgravi per il risparmio energetico (65 per cento). Niente ecobonus, quindi, ma un incentivo fiscale erogabile se il pannello solare è al servizio dell’abitazione. incentivi per l’impianto fotovoltaico 2014 sono erogati se i pannelli solari sono a servizio dell’abitazione. Ed è importante ricordare che la detrazione si applica allo scopo, quindi bisogna dichiarare a cosa serve l’impianto montato.

La vettura elettrica studiata dal professor Giampiero Suetta presidente del "Solar Technology  Group per la ricerca sul fotovoltaico
La vettura elettrica studiata dal professor Giampiero Suetta presidente del “Solar Technology Group per la ricerca sul fotovoltaico

IL FAI DA TE – Quindi si può contare sul risparmio dato dalla detrazione fiscale che verrà ammortizzato in dieci anni. Considerato questo, arriviamo al punto. Ovvero, decidiamo di acquistare un kit fai-da-te per poter risparmiare ancora qualcosa. Fotovoltaico sul web riferisce che basta poco per installare i pannelli e che non è necessario essere degli esperti. Inoltre il fai-da-te consente di ridurre i costi di realizzazione di un impianto ed elimina le spese di gestione per l’allacciamento alla rete elettrica. Perché il fai da te esclude la progettazione, lo studio di fattibilità e l’installazione che dev’essere eseguita da tecnici specializzati. Per prima cosa bisogna acquistare un kit sufficiente per le proprie esigenze, quindi basterà un prodotto che garantisca una potenza di 3 kw.

I COMPONENTI – Questo è composto da 12 o 14 pannelli fotovoltaici da 200 o 235 watt, un inverter di stringa monofase da 3.000 watt, una struttura di alluminio come sistema di fissaggio dei pannelli, cavi solari dotati di connettori, centralino di campo Dc/Ac con sezionatori, limitatori di sovratensioni, portafusibili ed un sistema di protezioni e cablaggi. Come vedremo più avanti, il prezzo del kit oscilla tra i 3.300 ed i 4.300 euro. Il vantaggio sta nel fatto che si può risparmiare sulla progettazione e l’installazione, pari a circa 2000 euro per uno studio ed il progetto, oltre alle pratiche burocratiche necessarie per allacciare l’impianto alla rete elettrica e la richiesta d’incentivi.

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IL RUOLO DELLA BATTERIA – In realtà, come ci ricorda Ecoglobo, le cose sono leggermente più complicate. Un impianto fotovoltaico è composto da quattro elementi fondamentali ovvero i pannelli, la batteria, il regolatore di carica e l’inverter. La batteria, nello specifico, serve nella produzione di un impianto fotovoltaico scollegato dalla rete nazionale, il cosiddetto off-grid. E la sua scelta è a dir poco determinante per quanto riguarda l’efficacia dell’impianto stesso. Il suo scopo è quello di accumulare l’energia raccolta per poi sprigionarla quando ad esempio il sole non c’è. Quindi è importante valutare dimensioni e capacità. La batteria dovrà avere resistente ad elevati cicli di carica e scarica, una bassa autoscarica (cioè non dovrà scaricarsi da sola), un’elevata capacità d’accumulo, un’alta resistenza alle temperature e dovrà richiedere la minore manutenzione possibile.