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Laura Boldrini e il «pestaggio mediatico» contro Augias, la Bignardi e Fazio

Gli attacchi degli attivisti e parlamentari a 5 Stelle contro Daria Bignardi, Corrado Augias e Fabio Fazio? Secondo Laura Boldrini rappresentano un «pestaggio mediatico». Dopo le polemiche tra la presidente della Camera e i deputati pentastellati, per l’affondo a “Che tempo che fa” sugli atteggiamenti considerati “eversivi” del M5S e l’etichetta di «potenziali stupratori» ai commentatori del blog di Beppe Grillo, lo scontro sembra diventato ormai infinito.  «La rete è uno spazio bellissimo, ma non va usata in modo violento», ha spiegato Boldrini, condannando le accuse contro i tre giornalisti, al termine di un incontro con gli studenti del liceo romano Terenzio Mamiani.

Alessandro Di Battista Corrado Augias Invasioni Barbariche 6
Corrado Augias ha attaccato il M5S durante un’intervista con Daria Bignardi a “Le Invasioni Barbariche”. Contro di lui hanno polemizzato parlamentari e sostenitori a 5 Stelle. E non è mancato nemmeno un “rogo di libri” da parte di un attivista

BOLDRINI DIFENDE BIGNARDI, AUGIAS E FAZIO – Boldrini ha spiegato: «Vorrei esprimere tutta la mia solidarietà a Bignardi, Augias e Fazio: è in corso un pestaggio mediatico contro di loro. La rete è una grande opportunità, uno spazio bellissimo, non può essere usata in questo modo violento», ha aggiunto la terza carica dello Stato. Ieri la presidente era stata offesa dal responsabile comunicazione dei 5 Stelle Claudio Messora, che aveva replicato all’intervista con Fabio Fazio scrivendo un tweet offensivo, poi rimosso (ma soltanto quando era ormai diventato virale, ndr).  «Cara Laura, volevo tranquillizzarti. Anche se noi del blog di Grillo fossimo tutti potenziali stupratori..tu non corri nessun rischio!», aveva scritto Messora. Sotto accusa per il tweet volgare e sessista, il responsabile comunicazione si era scusato spiegando di essere stato “avventato”. Scuse poi ribadite sempre via Twitter:

 

«Non era mia intenzione offendere Laura Boldrini. Se a causa di una mia battuta è accaduto, me ne scuso. Ora torniamo a parlare di contenuti», ha scritto Messora.  Dal Partito democratico è stato invece l’ex viceministro per l’Economia Stefano Fassina a difendere la terza carica dello Stato: «Sono arrivato ad avere sulla mia pagina di Facebook minacce ed auguri di morte per mia madre: non è una discussione politica, c’è un clima pesante e la presidente Boldrini ha fatto bene a dire basta». Ospite questa mattina negli studi di Radio Città Futura, ha aggiunto che non procederà personalmente per vie legali per le intimidazioni ricevute. Ha difeso però allo stesso tempo la scelta delle deputate Pd che hanno querelato Massimo Felice De Rosa, in seguito alla denuncia di aver ricevuto accuse sessiste: «Credo che abbiano fatto bene», ha concluso Fassina.

LO SCONTRO TRA MOVIMENTO 5 STELLE E LAURA BOLDRINI – La difesa di Boldrini nei confronti di Augias, Bignardi e Fazio, vittime delle critiche dei 5 Stelle, è soltanto l’ennesimo capitolo dello scontro tra la terza carica dello Stato e i parlamentari pentastellati. Dopo le polemiche a Montecitorio sulla “tagliola”, applicata dall’esponente eletta nelle liste di Sel per frenare l’ostruzionismo pentastellato durante la conversione del decreto legge Imu-Bankitalia, sul blog di Beppe Grillo i 5 Stelle avevano auspicato le dimissioni di Boldrini. La stessa era finita vittima di diverse offese sessiste sul web e da parte di alcuni parlamentari a 5 stelle. Ne era seguita l’intervista polemica a “Che tempo che fa” e le contro-repliche del MoVimento 5 Stelle.

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alessandro di battista le invasioni barbariche

I GIORNALISTI SOTTO ACCUSA – Anche Enrico Letta aveva attaccato da Doha il MoVimento 5 Stelle: «Quella intrapresa da Grillo è una corsa verso la barbarie», ha spiegato il presidente del Consiglio, venuto a conoscenza della lettera polemica di Rocco Casalino del M5S a Daria Bignardi, pubblicata sul blog dell’ex comico. Oggi responsabile della comunicazione del MoVimento 5 Stelle, Casalino (noto per la sua partecipazione al Grande Fratello del 2000, quando la stessa Bignardi era conduttrice, ndr) ha attaccato la giornalista per le domande fatte al grillino Alessandro Di Battista, a proposito del padre fascista:

“Cara Daria Bignardi, ti propongo questa riflessione sulla trasmissione di venerdì sera. Come sarebbe per te se ti invitassi a una trasmissione tv e le domande fossero: come si sente tuo figlio a scuola ad avere il nonno mandante di un assassino? Come è l’ aver sposato il figlio di un assassino? E se insistessi su questa domanda come hai fatto tu per il padre ex fascista di Di Battista ?

Il riferimento di Casalino è al padre del marito della Bignardi, Luca Sofri, Adriano, condannato per l’omicidio del commissario Calabresi in un processo con non poche stranezze.  Bignardi non era stata l’unica ad essere oggetto delle critiche pesante dei 5 Stelle. Un altro ospite delle “Invasioni Barbariche”, lo scrittore e giornalista Corrado Augias era stato oggetto delle accuse dei pentastellati, dopo le sue critiche al MoVimento 5 Stelle e ai comportamenti avuti in Parlamento definiti “squadristi”, con tanto di etichetta di «fascisti inconsapevoli». Alle critiche e alle minacce di querela, si era aggiunto anche il rogo dei libri da parte di un attivista di Zagarolo, Francesco Neri.

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Con tanto di immagine postata su Facebook, che ha richiamato alla memoria quanto avvenne nella Germania nazista il 10 maggio 1933, con il rogo di circa 25mila libri ritenuti pericolosi. «L’autore del gesto non si è reso conto della gravità di quello che stava facendo forse perché è giovane e non sa che negli anni Trenta queste cose sono già avvenute. Con esiti tragici», aveva replicato Augias.

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Fabio Fazio, già in passato accusato da Beppe Grillo, era stato invece criticato per l’intervista di ieri con Laura Boldrini. Già prima dell’affondo della terza carica dello Stato,  era stato il capogruppo alla Camera del M5S Federico D’Incà a esortare Fazio a «fare informazione pubblica e imparziale», chiedendo conto alla Boldrini della “ghigliottina”, delle irregolarità denunciate sui voti in commissione, dell’aggressione a Loredana Lupo: «Può Fazio oggi distinguersi nel panorama della stampa italiana e guadagnarsi il suo stipendio milionario pagato dai cittadini?», aveva concluso D’Incà. Con tanto di hashtag#FazioAlzaLaTesta. Dopo l’intervista polemica, nuove accuse erano state rivolte da parlamentari e attivisti al giornalista, accusato di parzialità e di non aver fatto domande scomode alla presidente della Camera.

CHI SI DISSOCIA NEL M5S DALLE ACCUSE A LAURA BOLDRINI – Nel MoVimento 5 Stelle c’è chi ha preso le distanze dagli attacchi alla Boldrini, come Tommaso Currò. Il parlamentare, tra i primi deputati considerati in contrasto con i diktat del duo Casaleggio-Grillo, ha spiegato: «Per tutto quello che riguarda gli attacchi personali alla persona di Laura Boldrini mi sento di solidarizzare con lei e, per quanto mi riguarda, di chiederle scusa perché scrivere una cosa del genere, evoca degli scenari che a me non piacciono per niente», ha spiegato su Radio Città Futura. «Con tutto il rispetto e l’amore che posso avere per il mio gruppo, con queste dinamiche dialogiche non si va da nessuna parte. Chiaramente queste sono questioni di metodo, perché sul merito abbiamo profondamente ragione», ha concluso Currò. Non è stato l’unico all’interno del M5S a dissociarsi dalle accuse alla Boldrini. Altri quattro senatori del M5s, Lorenzo Battista, Laura Bignami, Monica Casaletto, Luis Alberto Orellana, in una nota congiunta hanno criticato le ultime prese di posizione offensive nei confronti della presidente della Camera. «Abbiamo aderito al MoVimento 5 stelle per essere parte attiva di un cambiamento e contribuire a migliorare il rapporto dei cittadini con le istituzioni. I fatti accaduti e gli attacchi personali dell’ultimo periodo non hanno dato né un segnale positivo né propositivo», hanno spiegato. Ma non solo: «Il confronto con l’avversario e il rispetto per le istituzioni – hanno aggiunto – devono essere valori imprescindibili della vita politica. Stigmatizziamo con fermezza ogni forma di violenza e di aggressione sia verbale che fisica. Se da una parte Internet deve essere libera, è altrettanto vero che un certo tipo di messaggi, compresi alcuni post pubblicati sul blog di Grillo e le esternazioni dei responsabili della comunicazione M5S, possono innescare reazioni scomposte. L’attacco alla persona non rappresenta l’attacco alle idee! I contenuti del blog non sono redatti con il consenso o la partecipazione di chi rappresenta democraticamente il paese. Chiediamo agli autori della comunicazione del M5S di essere maggiormente responsabili e consapevoli dei contenuti pubblicati e del loro inquadramento professionale», hanno denunciato.