Sabina Guzzanti: “Anche io a casa di Silvio”

14/07/2011 - L’attrice torna sul palcoscenico e racconta del suo incontro con Berlusconi E’ un’intervista divertente e spiritosa quella che Sabina Guzzanti rilascia a Carlo Moretti di Repubblica per parlare del suo nuovo spettacolo nello spettacolo “Sì! Sì! Sì! Oh sì!”, che

     
 

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L’attrice torna sul palcoscenico e racconta del suo incontro con Berlusconi

E’ un’intervista divertente e spiritosa quella che Sabina Guzzanti rilascia a Carlo Moretti di Repubblica per parlare del suo nuovo spettacolo nello spettacolo “Sì! Sì! Sì! Oh sì!”, che punta sulle analogie tra l’Italia uscita dai recenti referendum (di qui i 4 sì) e l’Italia del dopoguerra nata con il referendum tra monarchia e repubblica. I diversi capitoli, scrive Repubblica sono affidati ai personaggi che la Guzzanti ha portato in tv e a teatro, da D’Alema a Bersani, da Lucia Annunziata a Valeria Marini, con il recupero di Moana Pozzi e un’inedita Maria De Filippi che intervista Edipo. E lei sembra allegra e spiritosa:

A cosa si è ispirata per il titolo del suo nuovo spettacolo?
«Ad un manifesto del Gay Pride sull’orgasmo dei quorum. L’idea dello spettacolo è che finalmente si intravede la fine di questo regime che abbiamo sopportato per quasi 20 anni: ci troviamo in una situazione molto simile a quella del dopoguerra».
Nello spettacolo c’è il racconto di una sua visita ad Arcore.
«Era l’89, ed era la mia prima esperienza di lavoro, avevo 22 anni. Non sapevo nulla di frequenze e di legge Mammì. Berlusconi voleva chiudere “Matrioska”, un programma che registravamo per Italia 1. L’ho incontrato avendo un pregiudizio positivo nei suoi confronti: lo credevo un imprenditore illuminato, un manager di sinistra, vicino ai socialisti, aveva rivoluzionato la tv. Mi sono bastati 40 secondi per capirlo: dava per scontato che il suo punto di vista fosse universale, sosteneva che il comico era intelligente se riusciva a fare una pubblicità adeguata ai prodotti per casalinghe che si reclamizzavano su quella rete».
Tra i personaggi dello show c’è Moana Pozzi.
«Morendo Moana si è persa un momento che per lei sarebbe stato interessante, vista la centralità che oggi hanno prostituzione ed escort. Si era anche candidata ma non era stata eletta, oggi avrebbe avuto delle soddisfazioni: il suo punto di vista è vincente. Forse avrebbe fatto il sottosegretario agli Interni, sicuramente sarebbe stata un’ideologa». [...]
Lei è tra gli ostracizzati della tv.
«Mi hanno proprio cacciata, sono 8 anni che sono fuori: l’ultima volta è stato per una sola puntata di “Raiot”, andò in onda il 16 dicembre del 2003. Da quando Berlusconi è apparso sulla scena, la censura è sempre stata violentissima ma solo adesso è ammessa da tutti, per anni non è stata riconosciuta neanche dai principali quotidiani. “Raiot” è stato tacciato di volgarità perché spiegava come Berlusconi aveva preso le frequenze tv. Anche per il film “Draquila” non si sono valutate le cose che dicevo, ma se fosse opportuno dirle».
Freccero la vorrebbe a Rai 4 ma anche lui parla di censura.
«Freccero è sempre stato schierato e per questo punito e marginalizzato. Ma non so se accetterei anche perché non avendo il decoder non vedo Rai 4, e non ho il decoder perché penso che sia una truffa. Ho solo Sky».
Lei è stata in prima linea nella difesa dei teatri Palazzo e Valle di Roma.
«L’occupazione del teatro Palazzo ha dato il via all’occupazione del teatro Valle. Ora c’è mobilitazione a Cinecittà, la gente comincia a difendere gli spazi culturali mentre per lungo tempo si accettava tutto da chi gestisce il potere. A San Lorenzo abbiamo vinto, il teatro doveva diventare una sala Bingo e grazie alla lucidità strategica di Capezzone, dimostrata nello scontro della conferenza stampa a Montecitorio, ormai è sicuro che la sala giochi non si farà più. Non c’erano pericoli di ordine pubblico nell’occupazione, piuttosto ombre su chi avrebbe gestito la sala Bingo, la stessa società che finanziava Anemone e Balducci».

     
 

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