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Mahtab: la ragazza uccisa e trasportata in trolley da Milano a Venezia

Un uomo e una donna di origine indiana (Rajeshwar Singh, 29 anni, portiere d’albergo e Gagandeep Kaur, 30 anni, cameriera), sono stati posti in stato di fermo dagli investigatori della Squadra Mobile di Milano e dai loro colleghi di Venezia, con l’accusa di aver ucciso una 29enne iraniana loro convivente a Milano, Mahtab Savoji, il cui corpo senza vita era stato rinvenuto nelle acque del Lido di Venezia lo scorso 29 gennaio.

 

mahtab ragazza uccisa facebook 3

 

RAPPORTO DIFFICILE TRA CONVIVENTI – Secondo quanto riferito dalla polizia, i due indagati avrebbero trasportato in treno da Milano il cadavere nascosto in una valigia fino a Venezia dove poi se ne sarebbero sbarazzati gettandolo in acqua. Il corpo senza vita della 29enne iraniana Mahtab, studentessa all’Accademia delle Belle Arti di Brera, è stato trovato lunedì notte nel canale di via Cipro che costeggia via Loredan al Lido. Racconta oggi l’edizione milanese del Corriere della Sera:

La coppia, entrambi indiani da qualche tempo a Milano, condivideva con la vittima un appartamento in via Pericle, nei dintorni di viale Monza. La ragazza, proprio lunedì scorso, avrebbe dovuto abbandonare la casa in condivisione e trasferirsi da un’amica perché, come lei stessa aveva raccontato, non aveva un buon rapporto con i coinquilini. Sembra, ma si tratta ancora solo di un’ipotesi investigativa, che il ragazzo 29enne in passato abbia anche tentato un approccio sessuale nei confronti della vittima.

 

 

INCASTRATI DAI FILMATI – La coppia di origine indiana sarebbe stata incastrata da telecamere e testimonianze. Continua il Corriere della Sera:

Il corpo è stato rinchiuso in un trolley e portato prima a Lecco, dove i due volevano sbarazzarsi del cadavere nel lago, poi visto che erano presenti troppe persone trasportato in treno al Lido di Venezia. Il 29enne portiere d’albergo conosceva la città lagunare perché in passato aveva lavorato in un hotel, per questo i due hanno deciso di portare il corpo fino in Veneto. La coppia è stata incastrata anche grazie ai filmati delle telecamere della stazione di Venezia, dove si vedono i due con il trolley, e anche grazie alla testimonianza di un tassista che ha riconosciuto i due come la coppia che nella giornata di lunedì aveva riaccompagnato a Milano in taxi: una corsa da piazzale Roma a Venezia a piazzale Loreto a Milano.

LA RICOSTRUZIONE – Al momento del ritrovamente sul corpo senza vita di Mahtab non c’erano segni di violenza e secondo il medico legale la 30enne sarebbe stata uccisa per asfissia, forse con un cuscino. Stando alla ricostruzione dell’Ansa l’omicidio risale al giorno prima del ritrovamento del cadavere:

Quel giorno la vittima avrebbe dovuto lasciare la stanza per trasferirsi da una connazionale. Però le telecamere a circuito chiuso della stazione ferroviaria veneziana ha immortalato i due indiani con un trolley e la testimonianza di un tassista lagunare ha chiarito che poco prima di mezzanotte del 27 gennaio i due stranieri gli avevano dato 500 euro per portarli fino a piazzale Loreto. Data la piega che le indagini stava prendendo, i due indagati si sono presentati alla ‘mobile’ con un avvocato riferendo di aver trovato Mahfab morta perché ‘aveva bevuto tanto whisky’, non sapendo che era stata già accertata la causa della morte per strangolamento. Così, messi alle strette dai poliziotti i due sono crollati e hanno confessato, riferendo tra l’altro di essere andati in treno a Lecco, con il cadavere della donna nascosto nel trolley, perché senza patente e senza auto, pensando di gettare il corpo nel lago, ma di aver desistito per la presenza di troppa gente in quella località. Così hanno deciso di spostarsi a Venezia, scaricando in laguna il corpo, pensando di essere al sicuro e di non venire mai scoperti. Ma le tracce che avevano lasciato dietro di loro erano troppe e alle due ‘Mobili’ è bastato ricomporre il puzzle per chiudere il caso.

La coppia dovrà rispondere di omicidio volontario e occultamento di cadavere.

(Fonte foto: diario di Mahtab Savoji su Facebook)