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Woody Allen: la vera storia degli abusi sessuali sulla figlia di sette anni

Accuse «false e vergognose». È in questo modo che Woody Allen ha replicato nella serata di ieri alle accuse di abusi sessuali rivoltegli della figlia Dylan Farrow e diffuse in giornata sul New York Times attraverso la pubblicazione di una lettera shock della ragazza. A riferirlo sono state sia la stampa americana, come ad esempio il sito Tmz.com, che britannica, come il Daily Mirror. I giornali stranieri hanno citato la portavoce del regista, Leslee Dart, che ha definito «bugiarda» la 28enne che accusa Allen.

 

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(Fonte foto: archivio LaPresse)

LA DIFESA DI WOODY ALLEN – In realtà la vicenda è molto complessa. Le accuse di abusi sessuali dell’attore e regista ai danni della sua figlia adottiva, che oggi ha 28 anni, aveva già riempito i titoli dei giornali nel 1992, ai tempi della separazione di Allen con la moglie, la mamma di Dylan, Mia Farrow, e il caso si era chiuso allora senza condanne per l’illustre accusato. «Gli esperti hanno concluso che non viera alcuna prova credibile di molestie – ricorda oggi la portavoce di Allen, Dart -, che Dylan era incapace di distinguere tra fantasia e realtà». Lo stesso ha precisato Nicholas Kristof, titolare del blog del Nyt dove è stata riportata la missiva di Dylan: «Allen non è stato mai processato per questo caso, e ha sempre negato la sua colpevolezza. Merita la presunzione di innocenza». La cautela, dunque, in questo caso è d’obbligo. Ma va anche precisato che il ritorno delle accuse potrebbe riaprire il caso di presunta pedofilia ad almeno 21 anni dai fatti. L’obbligo dell’azione penale davanti alle nuove accuse di Dylan, infatti, potrebbe convincere i giudici ad affrontare una nuova inchiesta, anche in virtù del fatto che una legge del 2006 negli States ha eliminato l’obbligo della prescrizione per i casi di abusi sessuali contro i bambini. E, se le ripetute accuse della figlia di Allen, dunque, venissero considerate credibili e veritiere, per l’attore i guai sarebbero seri.

 

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LA LETTERA SHOCK CHE ACCUSA WOODY ALLEN – Con i se e con ma, certo, si va poco lontano. Ma quello di Dylan è un racconto senz’altro agghiacciante. «Qual è il vostro film preferito di Woody Allen?», ha chiesto la ragazza nella lettera pubblicata sul Nyt. «Prima di rispondere, dovreste sapere una cosa: quando avevo 7 anni, mi portò in un piccolo attico al secondo piano della nostra casa. Mi disse di sdraiarmi sullo stomaco, e giocare col trenino elettrico di mio fratello. Poi mi assaltò sessualmente. Mi parlava, mentre lo faceva, sussurrando che ero una brava ragazza, che era il nostro segreto, promettendomi che saremmo andati a Parigi e io sarei diventata una stella nei suoi film». E ancora: «Da quando ho memoria, mio padre mi ha fatto cose che non mi piacevano.Non mi piaceva quanto spesso mi portava via dalla mamma e dai fratelli, per stare soli. Non mi piaceva quando mi metteva il suo pollice in bocca. Non mi piaceva quando mi costringeva ad andare a letto sotto le coperte con lui, che indossava solo biancheria.Non mi piaceva quando metteva la sua testa sul mio grembo nudo, e quindi inspirava ed espirava. Mi nascondevo sotto i letti o mi chiudevo in bagno, per evitare questi incontri, ma mi trovava sempre».

 

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(Fonte foto: Tmz.com. Credit: Getty Images)