|

«Hillary Clinton è l’Anticristo»

”Bisogna combattere tutti contro Hillary Clinton: e’ lei il nostro nemico reale, l’Anticristo”. Cosi’ s’e’ espresso Ryan Zinke, un ex componente del corpo che ha annientato Osama Bin Laden, i celebri Navy Seal, che si candida per le primarie repubblicane per correre in un collegio della Camera, in Montana.

HILLARY CLINTON ANTICRISTOfonte foto

HILLARY CLINTON ANTICRISTO – ”E’ ora di dire la verita’, nessuno in questa sala ha fiducia nel governo. Ho servito il nostro Paese in 25 nazioni, e ora e’ tempo che mandiamo i Seals a Washington”, ha esordito Zinke in un incontro elettorale assieme a Scott McEwan, coautore di un celebre libro ‘American Sniper’, che racconta la vita di Chris Kyle, anche lui Navy Seal, considerato, per avere ucciso 150 persone, il cecchino piu’ letale d’America. Sulla sua storia raccontata nel libro, Clint Eastwood sta producendo un film. Intanto, se nel campo democratico tutto sembra pronto per la discesa in campo di Hillary e la sua inevitabile conquista della nomination, a destra regna l’incertezza. Una volta tramontata, forse per sempre, la stella di Chris Christie travolto dal ‘Bridgegate’, all’interno del partito repubblicano si profila una lotta all’ultimo sangue. Secondo gli ultimi sondaggi ci sono almeno 6 candidati in grado di giocarsela, ciascuno pero’ con un indice di popolarita’ piuttosto bassino che varia tra il 10 e il 20%. E cosa piu’ grave, nessuno di loro, al momento, appare in grado di raccogliere da solo sia il consenso dell’establishment, sia quello del movimento anti-tasse del Tea Party. In pole position ci sarebbe Paul Ryan, l’ex candidato numero due di Mitt Romney, con il 20%. Secondo, l’ultimo della dinastia dei Bush, l’ex governatore della Florida, Jeb, e solo terzo, ma in calo Christie con il 13%. Piu’ giu’, ma non lontani, Ted Cruz, Rand Paul e Marco Rubio, rispettivamente con il 12, 11 e il 10%.

NESSUN FAVORITO – Insomma, non c’e’ nessun favorito, come nota il Washington Post in prima pagina, come non e’ mai accaduto nella lunga storia del Grand Old Party. Una situazione che preoccupa moltissimo i vertici del partito che temono una sorta di ‘guerra civile’ permanente tra establishment e candidati locali appoggiati dal Tea Party. La preoccupazione e’ che durante la prossima battaglia per le primarie si ripeta lo spettacolo vissuto nel 2012, quando a turno, uno dopo l’altro, ogni candidato ha vissuto un momento di gloria, finendo per indebolire il candidato finale alla Casa Bianca. Anche per questo motivo, il Republican National Committee sta pensando di ridurre di molto il calendario delle primarie, ritardando il loro avvio. (ANSA)