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George Zimmerman come Rocky V

Vi ricordate di George Zimmerman? Il vigilante che uccise nel 2012 il 17enne di colore Trayon Martin nel corso di una ronda a Sanford, in Florida e che venne assolto in un processo seguito con passione in tutti gli Stati Uniti a causa della connotazione razziale che si diede all’omicidio dello studente combatterà il prossimo primo marzo in un incontro di pugilato il cui incasso andrà in beneficenza.

Trayvon Martin
Trayvon MartinGeor

L’INCONTRO BENEFICO – Lo ha confermato lo stesso Zimmerman in un’intervista rilasciata al sito Radaronline.com nella quale ha spiegato che già in passato aveva combattuto sul ring prima dell’incidente, termine con cui ha definito la morte di Trayvon Martin. L’evento a cui parteciperà vedrà la presenza di celebrità statunitensi ma al momento lui è ancora privo di un avversario. «Prima dell’incidente -ha continuato Zimmerman- tiravo di boxe in palestra con l’obiettivo di perdere peso. A quel punto un amico mi ha messo in contatto con Damon Feldman -organizzatore dell’evento- che mi ha dato una motivazione per tornare in pista e per aiutare una fondazione», anche se non si sa se verrà pagato per il suo combattimento.

 

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UN DIVERTIMENTO – Inoltre a causa della reazione negativa da parte dell’opinione pubblica relativamente alla sua partecipazione, Zimmerman ha detto di non voler rivelare il nome della fondazione che godrà dei soldi raccolti dall’incontro di boxe, limitandosi a dire che aiuta gli animali. Ma per l’uomo oggi 30 enne la boxe è un modo per riconciliarsi con sé stesso superando il processo e delle beghe legali legate ai suoi rapporti con l’ex moglie e con la sua attuale fidanzata: «Prima del fatto mi divertivo a tirare di boxe. Mi aiutava a perdere peso, a diventare più forte ed a mantenere uno stile di vita più sano. Non si tratta di un hobby ma di un qualcosa che ha fatto parte della mia vita. Ma se dovessi perdere non tornerei sul ring».

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