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Dmytro Bulatov: l’attivista ucraino rapito, torturato e crocifisso

Dmytro Bulatov era sparito il 22 gennaio, è riapparso nelle ultime ore dopo essere stato abbandonato in un bosco in condizioni pietose.

Dmytro Bulatov 1

UN’ESPERIENZA DA INCUBO – Dmytro ( o Dimitri) Bulatov era il leder di Automaidan, un gruppo che organizzava proteste motorizzate contro il governo, facendo sfilare cortei di auto sotto i ministri più contestati o circolando per la città in gruppo per dare visibilità alla protesta anti-governativa. Era sparito nel nulla il 22 gennaio scorso ed è riapparso ora, orribilmente ferito e sanguinante, ma contento di essere vivo.

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UN MACELLO – Il volto orrendamente sfregiato, un pezzo d’orecchio mancante, e tutto il resto del corpo ferito o percosso, questo il risultato di giorni e giorni di tortura, durante i quali ha detto di essere stato crocifisso con le mani inchiodate, picchiato, sfregiato e torturato in ogni modo prima di abbandonarlo in mezzo a un bosco con gli abiti intrisi del suo stesso sangue. La polizia, che indaga sulla sua sparizione fin dal ritrovamento della sua auto abbandonata, deve ancora interrogarlo, l’uomo ha preferito parlare prima ai giornalisti, evidentemente la sua fiducia nelle indagini è modesta.

IMMAGINI MOLTO FORTI – E così lo hanno presentato le televisioni ucraine al mondo, appena riemerso da una prigionia sempre al buio e in balia di misteriosi aguzzini, che ovviamente si sospettano essere vicini al governo, se non membri delle forze di sicurezza