MA QUANTO SIAMO AMICICI? – Tutt’altra aria, invece, su Rai Tre, dove eravamo in piena autocelebrazione dell’italico genio, quello “alto“, fatta da una equipe, anzi da un team – si dice così, è noto, in italiano corretto – che sa di star facendo un’operazione finemente culturale. Che c’è infatti di più culturale che spatolare per due ore sul video Andrea Bocelli – uno che, se avesse una voce in grado di reggere un’opera, avrebbe potuto fare il tenore
d’opera seria, ma, non avendocela, canta canzoni che fanno il verso all’opera seria e massacra arie d’opera seria più o meno note – e farlo accompagnare da tutta una pletora di personaggi che con la musica non c’entrano un beneamato, ma sono famosi e italici? La serata è andata avanti così, con ospiti che ogni tanto arrivavano sul palco a omaggiare Bocelli, assiso o comunque parcheggiato vicino ad un pianoforte, a sottolineare che lui è Maestro e Artista. L’ospite entrava e veniva accolto da un Fazio grondante soddisfazione nello spiegare che era un amico, che erano tutti amici, lì, e che di solito, da amici, quella stessa cosa la facevano nel salotto di casa propria, tutte le volte che, da amici, si ritrovano a cena. Lo spettatore, a questo punto, si chiedeva perché non avessero continuato a farla nel privato delle loro dimore, tutta questa scontata manfrina, e perché fosse stato necessario mandare a New York, per strada e con un freddo becco, la povera Philippa, dato che gli urletti della folla in collegamento potevano essere benissimo mandati in onda dal cortile di Saxa Rubra, e buona notte. Ma il contesto era altamente culturale, e tutti erano altamente colti, anche Lippi, anche la Littizzetto precettata ad accompagnare Bocelli al pianoforte perchè ha fatto il conservatorio (e ringraziando Iddio poi ha trovato un altro mestiere, visto le stecche che prende alla tastiera!). Essendo un contesto culturale, al pubblico, notoriamente beota, andavano fornite spiegazioni ad hoc: per esempio il maestro accompagnatore al pianoforte di Bocelli, Kuhn, va presentato sottolineando che è uno che ha lavorato con Del Monaco e la Callas, mica cotica! Non si capisce come sia poi
finito con Bocelli, né perché, per lodarne la potenza vocale, dica estasiato che Andrea ha cantato un’intera opera, la settimana prima, in Texas, in un teatro pieno di gente e senza microfoni. Cioè ha fatto quello che un tenore serio fa per mestiere in qualsiasi teatro di periferia, e non si spiega perché, dunque, per Bocelli ciò dovrebbe essere un attestato di merito. Ma l’aura del mito è l’aura del mito, e poi, a testimoniare che Bocelli è entrato ormai nell’empireo della musica colta italica, c’è la signora Pavarotti 2, che, biondissima, sorride e ricorda Luciano suo, ammiratore, è ovvio, di Bocelli. Il quale, intanto, sta straziando l’ennesima canzone, in coppia con una Elisa che si arrampica su acuti a suo rischio e pericolo.
LA RABBIA È OUT – A questo punto si gira su Meg, sperando in qualcosa di meglio. No, perchè la cantante arrabbiatissima dei 99 Posse si è ripulita e redenta pure lei, perché, spiega con aria compunta, ormai ha trent’anni. Canta, accompagnata al pianoforte, canzoni lagnosette, e spiega con aria da signora borghese ed affidabile, che sta sperimentando, sperimentando, sperimentando, perché non vale più essere arrabbiati, e poi, anche lei, persino quando era 99 Posse, del tutto arrabbiata non lo era stata veramente mai. Forza Meg, non ti angosciare: sperimenta ancora un po’, lagna ancora due note, e la prossima volta chiamano pure te a fare un duetto con Bocelli. La Littizzetto sta già studiando gli spartiti.



Mioddio Enrico Papi è ancora vivo? Teoricamente presenta un programma di cui potrebbe benissimo essere ospite.
ammettto che 5 min di Papi me li so’ pappati pure io e la figuraccia de mmmmmmerda se la poteva risparmiare…
n.b. e’ in replica…
\”c\’è crisi\” (Bugo)
http://www.youtube.com/watch?v=TdLuqL7upLY
\”c\’è grossa crisi\” (Guzzanti/Quelo) http://www.youtube.com/watch?v=-Abatr6CZQc
Ma è simpaticissimo Papi dai!
…e Andrea Bocelli quando canta mi fa sognare…
Per me invece Bocelli quando canta è “un incubo da cui cerco di svegliarmi”: vuoi mettere un Domingo e il suo timbro, senza parlare della bravura?
che delusione….Meg intendo…
Anche a me Bocelli fa sognare, nel senso che ad ascoltarlo prendo sonno e comincio ad avere orrendi incubi in cui vengo pestato a sangue dalla Callas.
Trent’anni è una canzone d Gigi D’Alessio.In realtà la signora Meg di anni ne ha 36 e si vede pure. Che ci vuoi fare,solo nel paese di Pulcinella (qual è il nostro) una perfetta sconosciuta con un filo di voce e senza nessuna verve rivoluzionaria,poteva spacciarsi per la nuova Rosa Luxemburg con la voce di Mina!
P.s. risata finale d’obligo