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Ottoemezzo con Deborah Serracchiani

OTTOEMEZZO, LA SCHEDA DI PAOLO PAGLIARO – Perché l’Europa si affida al rapporto deficit-Pil al tre per cento? Paolo Pagliaro racconta la storia dell’economista di basso livello Pierre Abey che prima del 1992 inventò su richiesta del suo capo un sistema efficace e comprensibile per evitare che il politico di turno andasse a battere cassa. A quel punto Abey con un collega pensò un’ora a cosa fare, finché decise di affidarsi al Pil come parametro, conosciuto da tutti, decidendo per il tre perché è un bel numero e ricorda la trinità. Si torna in studio con Deborah Serracchiani che ritiene opportuno cambiare perché sono queste le notizie che alimentano l’anti-europeismo. E parlando della perdita di sovranità, la Lussana denuncia il pericolo della perdita della sovranità e che per quanto riguarda la perdita di voti, tutta colpa d’inchieste vere o presunte e per via di qualche cialtronata interna citando la presenza nell’ultimo congresso di Torino la presenza di partiti stranieri con Feltri che aggiunge che quelli erano i movimenti di estrema destra e che nel 2011 la Lega fece saltare una riforma delle pensioni che venne approvata due mesi dopo dal governo Monti. Ultima parola alla Serracchiani che alla domanda «voi temete la Lega al Nord?» risponde «Ah si?» e che il compito del Pd è di dare le risposte all’elettorato che cerca un sollievo. Ed infine, bisogna cambiare il rapporto deficit-Pil al 3 per cento.

OTTOEMEZZO, IL NODO ELECTROLUX – Lilli Gruber chiede a Deborah Serracchiani se vuole ancora le dimissioni del ministro Zanonato in relazione alla questione Electrolux, spiegando che bisogna riformare il rapporto industriale riconoscendo che non esiste sacrificare uno dei quattro impianti della multinazionale in Italia. Stefano Feltri ricorda che in Polonia un’ora di lavoro costa 7 euro mentre in Italia 24, con la Serracchiani che ricorda come questo sia un nodo da superare, aggiungendo che la Regione ha messo risorse, che il governo si muove in questa direzione e che anche l’azienda dovrà fare il suo. Ed interpellata sulla possibilità di un rimpasto con un cambio al ministero dello Sviluppo Economico, la Serracchiani demanda a Letta la questione allontanando l’idea di un rimpasto perché agli italiani non interessa nulla. Il direttore Lussana attacca dicendo che Renzi deve decidere cosa farà da grande con la Serracchiani che tira fuori la questione dei tempi ristretti per la riforma, proposta in un mese e mezzo, con la Lussana che dice che Letta ha mandato la politica italiana a Bruxelles. Lilli Gruber ricorda che la Lega negli ultimi 10 anni ne ha passati otto al governo con tanto di ministeri a Monza, con il direttore della Padania che parla delle dieci domande di Matteo Salvini a Letta rivolte a Bruxelles, con l’Europa che vuole scatenare una guerra tra poveri. Una lettura non condivisa dalla Serracchiani che dice che non crede che l’Europa miri ad abbassare il costo del lavoro ed a ridurre i diritti dei lavoratori ma che al momento la crisi europea è figlia della mancanza di risposte alla crisi, con Letta che dovrebbe dire che i fondi strutturali non devono essere usati per distorcere l’economia ed il mondo del lavoro. Secondo Feltri però la soluzione è la deflazione produttiva, con un abbassamento dei costi del lavoro. Ed ancora nessuna parola su quanto successo stasera alla Camera. ottoemezzo (2)

OTTOEMEZZO, LA LEGGE ELETTORALE – Secondo Deborah Serracchiani l’accordo Renzi-Berlusconi non è stato al ribasso ma ha rappresentato il fulcro di un accordo in cui tutti hanno rinunciato a qualcosa. E per quanto riguarda le elezioni, secondo la Serracchiani non sarà la legge elettorale a cambiare le sorti, con Stefano Feltri che incalza sul tema della resurrezione politica di Berlusconi, con la Serracchiani dice che è il leader di un partito forte di sette milioni di voti e che per questo bisogna parlarci. E per l’elettore questa legge servirà perché darà stabilità. E sul tema preferenze, ci saranno sempre le primarie, ammesso vengano previste dai partiti. Aurora Lussana, direttore de La Padania, parla dell’aiutino fornito nella legge elettorale, nega il concetto di regalo sostenendo che è da due anni che la Lega sta all’opposizione. Ed aggiunge mostrando la prima pagina de La Padania in cui si vede un cancello della Fiat con su scritto «sbarramento Italicum» aggiungendo che Salvini non ha incontrato Renzi ma è andato sul territorio. Stefano Feltri riconosce che la norma salvalega (9 per cento in tre regioni) c’è con la Lussana che dice che la Lega rappresenta le tre regioni più ricche e per questo merita la rappresentanza, con Feltri che risponde che i voti del nord valgono quanto quelli del sud. La Serracchiani interviene parlando di regole necessarie e condivise utili sul tema delle riforme accusando quelli che vivono in campagna elettorale permanente, riferendosi alle parole della Lussana su Salvini aggiungendo che Errani, Zaia e Maroni erano presenti in Emilia. Perché il ruolo della politica è stare vicino ai parlamentari. La Lussana chiede alla Serracchiani cos’ha votato nel referendum del 2006 che risponde chiedendo cosa farà la Lega sul tema della riforma del titolo V. E Stefano Feltri lancia la stoccata perché i cancelli della Fiat sulla prima pagina della Padania sono in Piemonte, regione governata dalla Lega. ottoemezzo (1)


OTTOEMEZZO, LA PRESENTAZIONE – Lilli Gruber apre la puntata odierna di Ottoemezzo presentando gli ospiti e parlando dell’accordo Renzi-Berlusconi sulla legge elettorale e se questa reggerà all’analisi del Parlamento. Deborah Serracchiani dice che questa riforma le piace ed è la migliore possibile perché consente di modificare il titolo V della Costituzione. Nessun accenno, finora, a quanto sta accadendo alla Camera.

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Saranno Aurora Lussana, Debora Serracchiani e Stefano Feltri gli ospiti di Lilli Gruber nella puntata di stasera, in onda su La7 a partire dalle 20.30

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