Sorpresa! Il piano anticrisi, varato in pompa magna dal Governo Berlusconi, prevede un incremento netto delle entrate, in gran parte tributarie, più alto delle spese. E un rallentamento delle spese già programmate. E’ la via Tremontiana contro la recessione
Il ministro Tremonti il 16 novembre scorso ha annunciato a Washington un grande piano da 80 miliardi di euro per fronteggiare la crisi, che morde anche l’Italia, ormai in recessione certificata dall’Istat e con previsioni per il 2009 molto cupe di tutti gli istituti di ricerca, Centro studi di Confindustria in testa. Spesa pubblica, rilancio della domanda, velocizzazione della spesa: la risposta forte per rilanciare l’economia, ovviamente con la prudenza necessaria per un paese che ha il terzo debito pubblico del mondo. La svolta attesa, dopo l’ostinata difesa dei saldi della manovra finanziaria anticipata all’estate, manovra da molti giudicata recessiva, fatta di aumenti di entrate e di tagli alle spese.
QUANTO VALE IL PIANO ANTICRISI – Ma, appena 3 giorni dopo quell’annuncio, Tremonti ha precisato che si trattava in molti casi di riprogrammazioni e rimodulazioni di spese già programmate. E che le “risorse fresche” sarebbero state di 12,7 miliardi di euro. Cifra che si è dimezzata giorno dopo giorno. Finché il pacchetto anticrisi è stato presentato, con obiettivi molto ambiziosi espressi nella relazione di accompagnamento al testo: favorire l’incremento del potere di acquisto delle famiglie , promuovere lo sviluppo economico e la competitività del Paese, (con misure di carattere fiscale, riassegnare le risorse del quadro strategico nazionale (le risorse del FAS) per apprendimento, occupazione e interventi infrastrutturali e l’urgenza di sostenere e assistere la spesa per investimenti. C’era anche una frase un po’sibillina, in cui si richiama l’esigenza di potenziare le misure fiscali e finanziarie occorrenti per garantire il rispetto degli obiettivi fissati dal programma di stabilità e crescita approvato in sede europea. Ma comunque, Tremonti in conferenza stampa annunciava una spesa aggiuntiva era di 3,7 miliardi di euro. Un po’ poco per l’obiettivo dichiarato di fronteggiare l’eccezionale situazione di crisi internazionale, ma meglio di niente.
LE ENTRATE SUPERANO LE SPESE – Ma con Tremonti le sorprese non mancano mai: infatti il decreto anticrisi di 2 settimane fa vale, a conti fatti, solo 390 milioni di euro. Ma attenzione, non in aumento, in riduzione: l’intervento di sostegno all’economia perseguito dal provvedimento rechi effetti migliorativi sui saldi di finanza pubblica, sia con riferimento al saldo netto da finanziare, che in termini di indebitamento netto e di fabbisogno. Il saldo netto della manovra anticrisi è positivo per 390 milioni di euro nel 2009, per 480 milioni nel 2010 e per 160 milioni nel 2010. Non si era mai vista una manovra antirecessiva che migliorasse i saldi d
i finanza pubblica. Nel inchinarci alle incredibili capacità del ministro Tremonti, diciamo subito che queste stime non sono frutto della propaganda del leader dell’opposizione o – più modestamente – di quei bastian contrari di Giornalettismo.
LE CIFRE IN DETTAGLIO – Si tratta infatti dell’analisi agli effetti finanziari del provvedimento del servizio bilancio della Camera dei deputati. In cui si capisce che il decreto anticrisi stabilisce per il 2009 nuove o maggiori spese per 5,27 miliardi di euro, cui si aggiungono circa 1,73 miliardi di euro di minori entrate. Sono 7 miliardi di euro. Ma queste spese sono più che compensate da maggiori entrate per circa 5,24 miliardi di euro, cui si aggiungono minori spese per circa 2,15 miliardi. Sommando, si arrivia a 7,4 miliardi di euro. Complessivamente, le maggiori spese nette ammontano a circa 3,12 miliardi di euro, ma con un incremento netto delle entrate nette di oltre 3,5 miliardi di euro. Il saldo, positivo, è appunto di poco meno di 400 milioni di euro. In parole povere: le maggiori entrate – o minori spese – superano le nuove spese (o le riduzioni di tasse). Proprio quello che ci vuole durante una recessione! Confermiamo: la tremontinomics non finisce mai di stupire.























anche l’Ue la pensa così: “Nell’immediato, invece, alla crisi l’Italia deve rispondere “aumentando la competitività” nel commercio al dettaglio (leggi liberalizzazioni) e tagliando i costi burocratici. E sarebbe utile anche un aiuto fiscale alle fasce a rischio”.
Di sicuro si sbagliano, gli euroburocrati odiosi e cattivi. C’è da salvare Alitalia, all’armi!
varato in pompa magna dal Governo Berlusconi
e vabbè, ma allora è giornata!
@gregorj: e così si è scoperto che anche Comicomix fa parte degli euroburocrati…;-)
@cordapazza:
e piove pure, e molto…..
@tutti:
sì, guarda, veramente io questi comunisti della Bce, questi Giavazzisti Epifanici, questi Boeri venduti a Bersani non li reggo più. E’ ora di fare pulizia!
Hai ragione…iniziamo a cacciarli da Giornalettismo, allora…
A parte gli scherzi, grazie a comicomix per la precisione non disgiunta dalla CHIAREZZA dei suoi post: la sfida (per i totalmente refrattari come me a queste tematiche se non in termini macro ma proprio macroeconomici) è quella di provare a misurarsi cone delle tematiche che obbligano a PENSARE diversamente, a non perdere mai d’occhio l’insieme, il sistema in cui tutto interagisce: faticoso ma affascinante!
Ma come, ma che scherzi fate, ma non dovevamo essere messi meglio degli altri paesi, in quanto avevamo il manufatturiero (morto nella crisi degli ultimi anni) e le famiglie italiane non erano indebitate come quelle americane (balla epocale, sono indebitate eccome), quindi possiamo pagare ulteriori tasse, per mantenere esattamente tutto come stà……………..
Infatti cosa vuoi che sia se un milione di persone scivolano nella povertà più nera, se la sanità fa pieta, l’istruzione e un tanto al kg………..
A forza di mungere la mucca la si uccide, addesso stanno vendendo i quarti………….
Vedi, nel fumo della battaglia e quando cominciano a fischiare le pallottole della crisi, gli economisti “liberisti” di sinistra – specie quelli che parlano per interposta persona a Repubblica tramite il loro public relation man Massimo Giannini – tornano sempre a cuccia. Un bel gosplan per salvare le banche, un altro bel gosplan per aiutare il settore dell’auto, un altro bel gosplan di espansione fiscale; gli effetti positivi di quest’ultimo sono poi tutti da verificare. E’ il solito errore non solo dei keynesiani ma anche dei sedicenti superliberisti che adorano gli incentivi quello di trascurare la natura umana e la libertà della sua azione. Cosicché per questi signori l’uomo è una macchinetta: premi quel bottone e funziona così, premi quell’altro e funziona cosà. E allora poi è inutile criticare le goffaggini colbertiste del tributarista di Sondrio o le castronerie di Alitalia, se si sposa questa filosofia.
La manovrina sparagnina di Tremonti col suo brevissimo respiro alla fine potrebbe essere anche il minore dei mali; se poi andasse in porto “l’impossibile” riforma pensionistica di Brunetta, che inchioda il gentil sesso al suo femminismo, potrebbe addirittura diventare il segno della svolta: Naturalmente essa troverebbe ostacoli anche nel centrodestra, ma la vera guerra sarebbe a sinistra, come tutti sappiamo: scommettiamo che i liberisti di sinistra troveranno il modo per dire che in realtà non servirebbe a nulla?
vedi, zamax, io mi trovo sempre in difficoltà quando mi trovo a farmi carico delle responsabilità dell’universo mondo, e quindi a discolparmi dall’accusa di aver fallito la previsione marxiana dell’imminente crisi del capitalismo e, insieme, a dover spiegare perché Giavazzi non è nel comitato esecutivo della Cgil.
Onde quindi poter dare un contributo oggettivo e non ideologico al dibattito, ti chiedo:
a) “Vedi, nel fumo della battaglia e quando cominciano a fischiare le pallottole della crisi, gli economisti “liberisti” di sinistra – specie quelli che parlano per interposta persona a Repubblica tramite il loro public relation man Massimo Giannini – tornano sempre a cuccia. Un bel gosplan per salvare le banche, un altro bel gosplan per aiutare il settore dell’auto, un altro bel gosplan di espansione fiscale; gli effetti positivi di quest’ultimo sono poi tutti da verificare”.
dov’è che Giavazzi e Boeri hanno detto sì al piano di incentivi per l’auto? Puoi postare i link, per piacere?
b) “E’ il solito errore non solo dei keynesiani ma anche dei sedicenti superliberisti che adorano gli incentivi quello di trascurare la natura umana e la libertà della sua azione. Cosicché per questi signori l’uomo è una macchinetta: premi quel bottone e funziona così, premi quell’altro e funziona cosà. E allora poi è inutile criticare le goffaggini colbertiste del tributarista di Sondrio o le castronerie di Alitalia, se si sposa questa filosofia”
a parte tutti questi polisillabi difficili che io- che sono ignorante – non capisco (superliberisti, colbertismo, e così via), potresti passarci i link nei quali si dimostra efficacemente che salvare alitalia è una cosa liberale e di destra?
c) “se poi andasse in porto “l’impossibile” riforma pensionistica di Brunetta, che inchioda il gentil sesso al suo femminismo, potrebbe addirittura diventare il segno della svolta”
questa è particolarmente amena: ti ricordo che il governo berlusconi è dotato di un’ampissima maggioranza parlamentare, e non ha certo bisogno dell’appoggio della sinistra comunista per riformare le pensioni e il welfare. Ciò nonostante, ministri come Sacconi e Calderoli hanno già detto no alla riforma delle pensioni. Essendo questi dei dati di fatto incontrovertibili, mi spieghi in base a cosa se non si riformano le pensioni è colpa del PD?
grazie per le risposte, che sono sicuro saranno complete e circostanziate nel merito della questione, invece di costituire meri voli pindarici dai quali si evince che il mondo va male perché esiste Veltroni. Vero?
Su Alitalia ho detto che è una castroneria, ci aggiungo antiliberale così chiarisco; sulla riforma delle pensioni che gli ostacoli, probabilmente insormontabili, sono già nel centrodestra: la sinistra ovviamente scenderebbe in piazza, credo piuttosto tumultuosamente, ma non credo proprio che i nostri eroi liberisti di sinistra si esporrebbero a fare il tifo senza e senza ma per Brunetta; lo statalismo del centrodestra è almeno moderato, sincero e forse anche riformabile, e quindi fa meno danni di quelli che parlano bene e razzolano male alla Padoa Schioppa, che li rappresenta tutti.
Il succo del mio discorso è che il loro interventismo antiliberale si cela sotto una facciata tecnocratica e che a loro manca proprio quella volontà politica di esporsi, rischiando l’impopolarità, che rimproverano così facilmente ai governanti di destra.
Per quanto riguarda il gosplan bancario faccio riferimento a questo:
http://www.lavoce.info/articoli/pagina1000650.html
Gratta gratta, alla fine è sempre un problema filosofico inerente alla natura umana quello che fa da discrimine nelle scelte economiche di fondo.
“Su Alitalia ho detto che è una castroneria, ci aggiungo antiliberale così chiarisco”;
e io sono d’accordo. Il problema è che l’ha fatta un governo sedicente liberale. Se riesce a essere colpa della sinistra pure questa, allora è finita.
“sulla riforma delle pensioni che gli ostacoli, probabilmente insormontabili, sono già nel centrodestra: la sinistra ovviamente scenderebbe in piazza, credo piuttosto tumultuosamente, ma non credo proprio che i nostri eroi liberisti di sinistra si esporrebbero a fare il tifo senza e senza ma per Brunetta”;
Piazza? Quando uno ha la maggioranza se ne sbatte della piazza, come dice sempre Berlusconi. Secondariamente, puoi ricordarmi quando Prodi stava ri-riformando le pensioni che tipo di atteggiamento teneva il centrodestra? Tifava per l’innalzamento o per lo sfascio?
“lo statalismo del centrodestra è almeno moderato, sincero e forse anche riformabile, e quindi fa meno danni di quelli che parlano bene e razzolano male alla Padoa Schioppa, che li rappresenta tutti”.
Ho capito. Quando si fa statalismo col governo di sinistra, lo statalismo è il male. Quando lo si fa col governo di destra, alla fine non è poi così male.
“Il succo del mio discorso è che il loro interventismo antiliberale si cela sotto una facciata tecnocratica e che a loro manca proprio quella volontà politica di esporsi, rischiando l’impopolarità, che rimproverano così facilmente ai governanti di destra”.
E’ un succo profondamente sbagliato alla luce dei dati di fatto: Brunetta, sfidando l’impopolarità, dice che c’è bisogno di una riforma delle pensioni (per me ha ragione). Chi lo sega? I suoi compagnucci di governo. Siamo seri: chi è che ha davvero paura dell’impopolarità?
“Per quanto riguarda il gosplan bancario faccio riferimento a questo:
http://www.lavoce.info/articoli/pagina1000650.html”
Però io ti ho chiesto dell’auto, non delle banche.
Tu vuoi troppo, un po’ di schiuma sulla birra ci vuole sempre…
Comunque a destra siamo meno paleolitici che a sinistra. Meno belli e più solidi.
è mio ferma convinzione che l’ italia non possa far nulla contro la crisi
non ha le risorse, li sordi da gettare nella fornace per consentire ai consumatori di consumare, ai produttori di produrre ed investire, ai ladri di rubare, ai ricchi di risparmiare e alle banche de fa’ quello che je pare
è necessaria una riunione dei maggiori paesi del mondo (ra cui la berlusconia) onde provvedere coordinatamente alla bisogna…..
cioè, creare moneta e distribuirla, e oliare gli ingranaggi con l’ olio della moneta croccante
vincere le paure col profumo dei soldi
tanti soldi …..soldi…..soldi
altrimenti stiamo solo a fa’ le pernacchie a chicco e a sia …….e che je vorrebbe fa’ altrimenti ? solo quello DA SOLI ponno merita’ de pijà
un sorriso sordonico
“Comunque a destra siamo meno paleolitici che a sinistra.”
Alitalia, riforma delle pensioni & piano di salvataggio delle banche docet, no?
Abbiamo 4 – diconsi quattro ih ih ih – lunghi anni per migliorare. Per ora siamo nella fase di consolidamento delle posizioni… per dirla in termini propagandistico-militari, che a noi destrorsi-machisti – magari onanisti – s’addicono.
C’è un’altra considerazione da fare, e lo dico a voce bassa perché potrebbe essere la scusa per non fare un bel niente e perché ormai Giornalettismo è diventato OPINION MAKER LEADER NEL SETTORE: uno statista “virtuoso” non può essere solo un Don Chisciotte che accontenta la sua coscienza nella bella battaglia senza fare qualcosa di utile al paese (salvo in casi estremi), ma deve portarsi dietro una maggioranza politica e deve sempre essere avvertito del punto di rottura con l’opinione pubblica; insomma deve avere le doti del condottiero… ahiaaa…
“uno statista “virtuoso” non può essere solo un Don Chisciotte che accontenta la sua coscienza nella bella battaglia senza fare qualcosa di utile al paese (salvo in casi estremi), ma deve portarsi dietro una maggioranza politica e deve sempre essere avvertito del punto di rottura con l’opinione pubblica”
Scommetto che lo pensavi anche quando Prodi contro-riformava la Maroni o quando Padoa-Schioppa elemosinava 40 euro in busta ai redditi più bassi, vero?
@Cordapazza: Grazie davvero.
@RITA: quello che stupisce è la sensazione dell’assenza di una vera strategia. E’ vero che in Italia tirare a campare è una virtù, ma qui si rischia davvero di tirare le cuoia.
@PROCONSOLE DI CESARE:
E’ mia ferma convinzione, invece – più volte espressa – che l’Italia abbia scelto di non fare nulla contro la crisi, sperando che il problema lo risolvano, come sempre, gli altri (tanto noi siamo un economia votata all’export. Peccato che difficilmente sarà così. E che mai ci fu occasione migliore (maggioranza numericamente solida, opposizione disintegrata, la crisi che giustifica scelte “forti”) per fare qualcosa. Il fatto che gente di sinistra chieda ad un governo di destra di fare delle scelte (che potrei magari non condividere, ma che sarebbero meglio del non far nulla) la dice lunga…
@Zamax: non entro nel merito del tuo dibattito con gregorj, che trovo interessante ma gregorj sa argomentare benissimo da solo…
Solo una cosa: che c’entro io con Giavazzi e Boeri (lo dico con una punta d’invidia, anche economica…)???
Non amo le etichette, non mi appartengono: qui non è che si “sposa” la tesi (liberisti, keynesiani, marxisiti, ecc…)
Semplicemente, in una situazione del genere, varare una manovra restrittiva mi sembra una trovata da capocomico anzichè da ministro dell’economia. A meno che sotto non ci siano buchi in bilancio “nascosti” e di cui si ha una grande paura.
@tutti:
Un sorriso sereno
Per niente. Erano sfascisti allora!!!
Parlavo con Gregorj nel commento precedente.
@ Comicomix
Abbiamo chiarito che siamo su posizioni diverse, anche se lei non accetta, giustamente, di essere etichettato. Etichette che io non appiccico a nessuno, ma è logico che in sede di commenti a volte si è costretti (ed è comodo per i dilettanti in materia, ça va sans dire) per pura convenienza ad usare una terminologia semplificatrice, tipo “bolscevico”…
Sta all’intelligenza del lettore prendere queste definizioni per quello che valgono.
@zamax:
e allora tenga conto che la mia, come avrà notato leggendomi, è piuttosto scarsa…
ZAAAAAAAAAMAX
LEGGI QUI, CORRI! http://www.corriere.it/politica/08_dicembre_15/pensione_donne_pd_propone_scambio_c677b204-caa7-11dd-91ae-00144f02aabc.shtml
E mo’ come la mettiamo?
Ufficialmente è un complotto giudaico-massonico & bolscevico contro di me, cui certamente anche Giornalettismo non è estraneo.
(In realtà è una geniale azione concertata tra me e Brunetta per sfidare la sinistra a venir fuori dal suo bunker, anzi dalla sua caverna paleolitica. La prima a cadere nella trappola è stata – e non poteva essere altrimenti – una femmina, la senatrice Vittoria Franco – non sarà una discendente della famosa cortigiana veneziana del ‘500, Veronia Franco? – che non ha resistito al fascino virile di Brunetta e Zamax. Ora Brunetta l’ha incalzata a sondare i suoi boss, senza cercare la scusa di eventuali contropartite: abbiamo affondata la lama nelle viscere dell’opposizione. Che coppia siamo, io e Brunetta!!!)
AHAHAHHAHA
scusa, eh? Anche se fosse stato un modo per sfidare la sinistra a venire fuori dal bunker, ormai la sinistra, come una pallida cutrettola, c’è cascata con tutte le scarpe.
Quindi, a questo punto le pensioni possono dirsi praticamente riformate, visto che sono sicuro che Calderoli e Sacconi torneranno sui loro passi per regalarci un welfare serio. Se così non sarò, vuol dire che il centrodestra italiano è pieno di cazzari. E a questo punto, per coerenza, ti toccherà votare PD!
La realtà è che Copicomix risente, ma solo molllto parzialmente, di vicinanza pseudo etnica bartaliana “gli è tutto sbagliato, gli è tutto da rifare”, perchè è intellettualmente onesto.
Solo che obamianamente (cfr mio post) vede nella crisi la grande occasione di rivampare l’interventismo statalista che ridarà guida, spessore e “volume” alle esangui economie private capitaliste.
Infatti dopo tempi grami di forzate divagazioni poco credute e vissute verso il modello lib. bersanian-gavazzian-alesiniano (cui crede oramai solo l’ultimo giapponese Greg., assieme a sedicenti esperti lib della “dismal science”) fatto di “pseudo privatizzazioni ” ad usum Coop, finalmente una sana opportunità di PIANIFCIARE VERAMENTE L’ECONOMIA, mediante inondazioni di soldi di fresco conio statale! E con la scusa di salvare, lo Stato “compera”, “offre lavoro”, SI AFFERMA NEL SUO RUOLO… lo vogliamo dire? COMUNISTA, ecco, l’abbiamo detto.
Cosi’ se fino a sei mesi fa si difendeva l’economia fino all’osso quasi selliana di Padoa Shcioppa e il rientro dal deficit, ora si straparla di rompere gli argini e investire investire investire!
Battute a parte, face the reality dude
Quanto ai veri “stato minimo”, caro Greg., nonostante tutti gli articoli del corriere di piccoli non potranno che ralegrarsi (nei limiti del mala tempora currunt) del minimalismo tremontiano.
ciao, Abr
ciao, abr. La prossima volta che li incontro a complottare insieme al ristorante più esclusivo del centro di roma, ti saluto giavazzi, alesina, epifani, bertinotti, boeri, bersani, letta, garibaldi, e tutti quelli che in Italia si ostinano a dire che 2+2 fa 4 e non 987987543
(voglio dire: il crollo del prezzo del petrolio dimostra inoppugnabilmente che era tutta speculazione quella che lo teneva su: è bastato che Tremonti facesse “babau” e si è ridotto a un terzo!)
Mi son colpevolmente dimenticato di Abr. Eravamo in tre infatti, non in due. Pacchetto di mischia veneto: uno veneziano , uno trevisano, uno padovano…forsa leoooon!
Ci sarò stato un motivo per cui siete stati per trecent’anni colonia dei crucchi.
Dai che son buono, meno di cento per la verità, dalla pace di Campoformio fino alla guerra Austro-Prussiana.
Cmq mi dispiace, io sullo sfondamento del deficit sono dalle parte di Tremonti, che sta continuando né più né meno la politica di TPS.
Perchè dal primo ministero Tremonti il differenziale Bund-Btp sta crescendo ininterrottamente e ho il sospetto che l’uscita Sacconiana non fosse così campata in aria.
@abr:
Non lo so se la crisi sia un mezzo per far ripartire l’interventismo statalista. So che a me quell’intervento lì non è mi è mai piaciuto.
Invito il mio amico abr e tutti quelli che insisitono nel confondermi ad altri (sicuramente molto più famosi di me) a rileggersi i miei modestissimi scritti sul tema. In quegli scritti dico che comprendo le preoccupazioni di Tremonti sulla tenuta dei conti pubblici (al contrario di Boeri & c., per esempio), ma penso che debba avere il coraggio di fare riforme strutturali (ad esempio?: Sorpresa! la riforma delle pensioni innalzando l’età pensionabile, come ora propone un certo Brunetta)
Forse, qui, chi a volte ha i paraocchi “ideologici” non è chi scrive gli articoli, ma alcuni di quelli che li commentano. Niente di male, se non fosse che mi piacerebbe – ma temo di diventare patetico, a questo punto – che chi commenta lo facesse leggendo quello che c’è scritto, e non quello che egli pensa che ci sia scritto perchè “dietrologicamente” conosce le idee recondite e profonde dello scrittore.
Con stima, e sempre con un sorriso. Il tuo affezionatisismo CopiComix
@AG: COme ho scritto in fondo al pezzo, penso anch’io che il buon Giulio abbia delle preoccupazioni che fa finta di non avere. Ciò non giustifica, secondo me, in una situazione del genere, l’INAZIONE. Come abbiamo detto e ridetto più volte, ci sarebbero un sacco di riforme strutturali da fare, non necessariamente in deficit spending, anzi. Ma che avrebbero effetti molto positivi di medio lungo termine sul sitema economico italiano.
@in generale:
Capisco che sia imbarazzante difendere la politica economica di tremonti. Ma non farlo accusando gli altri di essere comunisti è una cosa che rieccheggia tantissimo la litania che il grandissimo Silvio berlusconi ci propina quotidinamente. Non fa onore a lui nè all’intelligenza di chi usa questa tattica. Senza offesa per nessuno.
@Comicomix: le riforme strutturale avrebbero effetti immediati negativi sulla popolarità del governo. Chi fa proclami e poi dorme non fa nulla ma non rischia nemmeno.
@AG:
è vero. Ma questo Governo dice di avere un altissimo consenso ed è obietteviamente favorito dall inconsistenza dell’attuale opposizione, forse la peggiore mai sperimentata in 60 anni di storia repubblicana. Avrebbe i margini per “rischiare”, e fare quello che fece ad esempio la Thatcher
Io l’ambizione di “lasciare un segno” facendo qualcosa di più di qualche annuncio da 4 soldi e qualche dichiarazione roboante che solo gente con i paraocchi (che magari poi ti dà del comunista) e/o gente con scarsissma concentrazione neuronica si può bere per più di 15 minuti al posto loro ce l’avrei. Certo, bisogna pure avere le capacità. Forse sono ANCHE quelle che mancano.
Mi ripeto: il fatto che gente di sinistra come me dica queste cose, mentre gente che si autoproclama paladina del liberismo, liberalismo, federalismo, e non so quanti altri ismi sia solo capace di difendere l’indifendibile tremonti usando come argomento l’accusa che ormai fa più sghignazzare che sorridere di essere “Comunisti” o non so che altro -isti la dice lunga sul come siamo scesi in basso nel dibattito politico italiano.
(L’unico -isti che mi piace è GiornalettISTI. Capito?
)
Ciao AG, ti devo ancora una risposta in privato. Scusami, rimedierò prima possibile…;-)
“la tremontinomics non finisce mai di stupire”
Carlo, scommetto un centesimo di euro che la politica fiscale espansiva la vedremo nell’ultimo anno di legislatura.
A Ballaro’ ha parlato nuovamente dei 110 miliardi (piena disponibilita’ anno di grazia 2013), nell’anno di (dis)grazia 2009 credo proprio si dovra’ soffrire.
Se proprio non poteva spendere, abbiamo la (s)fortuna di vivere in un Paese con un potenziale di crescita represso. Liberarlo non costa nulla ma vale tantissimo, si tratta di ridurre i vincoli burocratici, liberalizzare i servizi, ecc.