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Ballarò, la legge elettorale e i casi Scajola e De Girolamo

BALLARÒ, BOTTA E RISPOSTA PICIERNO-SIGNORELLI – Renata Polverini sul tema delle dimissioni del ministro De Girolamo appare garantista ma aggiunge che a causa del proprio ruolo a volte bisogna dimettersi anche per dare dignità al proprio ufficio. L’antropologa Signorelli si rivolge alla Picierno dicendo che per le riforme sono partiti con il piede sbagliato e mentre la Picierno chiede rispetto per il lavoro, la Signorelli dice che non vuole dare rispetto perché sono chiamati a cambiare per davvero. «Io da insegnante non ho mai voluto trattare i giovani da giovani. Io non dò rispetto. Avete voluto la bicicletta? Ed ora pedalate». Infine un siparietto sempre con la Picierno, con l’antropologa Signorelli che dice «a lezione mi chiamavano la strega» e la Picierno che risponde: «ah, che strano».


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BALLARÒ, IL TURISMO SANITARIO IN POLONIA – La Polonia investe nel turismo della sanità, con pazienti che arrivano da Europa e Stati Uniti, grazie alla direttiva europea che prevede il rimborso delle spese sanitarie erogate nell’Unione Europea da parte del proprio Paese (ne parlammo qui). In Polonia sono previsti comfort di vario genere come una connessione ad internet, televisione e scelta del menu, con il risultato che sono molti gli italiani che vanno in Polonia anche a sottoporsi ad una tac a 100 euro garantendo professionalità e risparmio. Anche il servizio pubblico si sta adeguando a questo sistema, come accade ad esempio a Varsavia dove sono presenti totem che danno informazioni sulle strutture ed i medici, totem finanziati dall’Unione Europea. Non solo. Gli ospedali pediatrici polacchi devono avere una scuola. Infine ci sono gli italiani che vanno a curarsi in Polonia attirando pazienti dalle regioni più ricche con l’obiettivo di fare soldi. In Italia, invece, è la politica a gestire la sanità. Gianni Riotta spiega che sono le storie come quella di Nunzia De Girolamo a far scatenare l’opinione pubblica che rimane perplessa dalla forza del resto d’Europa ed in particolar modo dalla Polonia. E parlando della Francia, i 900 euro alle famiglie con bambini non sono più sostenibili, con il risultato che l’esagono è l’economia peggiore del gruppo di testa d’Europa, Italia esclusa. Pina Picierno interpellata sulle dimissioni di Nunzia De Girolamo ha spiegato che dev’essere apprezzata per il suo gesto anche se sono molte le zone d’ombra da chiarire. Allo stesso tempo Josefa Idem ha fatto bene a dimettersi ed avrebbe dovuto farlo anche il Ministro Cancellieri, mentre il caso di Alfano è più complesso.

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BALLARÒ, CONFRONTO FRANCIA-ITALIA – Si parla di Francia, con un viaggio nell’Esagono ancora scioccato dopo la scoperta della tresca tra il presidente François Hollande e l’attrice Julie Gayet. Ma al di là dello scandalo, si analizza il cambio di marcia della politica socialista diventata improvvisamente più di destra con le imprese liberate dal sussidio alle abitazioni con un taglio di 30 miliardi destinati alle famiglie, l’allocation familiare, con il rischio che questo possa essere cancellato o quantomeno modificato. Nello specifico si parla della storia di una coppia italo-francese che riceve 432 euro al mese mentre in caso di disoccupazione il sussidio aumenta fino a 900 euro. E poi c’è l’idea di tagliare i dipartimenti perché bisogna recuperare 50 miliardi di euro, con il sospetto che possano essere tagliati i sussidi alla cultura ed allo stato sociale. Si torna in Italia confrontando il piano francese con l’emergenza Electrolux. Il ministro D’Alia ritiene i numeri di Hollande irreali, degni di Goldrake, e comunque non attuabili visto il rapporto deficit/Pil al 4 per cento, superiore ad Italia e Germania, al momento sotto al 3 per cento. L’Italia dal canto suo ha trovato due miliardi per sgravi fiscali più altri due miliardi per la cassa integrazione fino a trovare i 4 miliardi di Euro per evitare l’Imu. Pina Picierno parla di risposte da dare a chi si mette in gioco in questo Paese. Renata Polverini dice che il governo non è riuscito a produrre agevolazioni o riforme. Per questo la politica non ha dato risposte al Paese perdendosi in riforme ed inseguendo il ministro Saccomanni. Ed oggi, continua la Polverini, c’è la possibilità di ricominciare.

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BALLARÒ, L’INTERVISTA A CLAUDIO SCAJOLA – L’ex ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola non vuole più sapere né della casa davanti al Colosseo né del processo, spiegando meglio il concetto del «a sua insaputa» dicendo che lui aveva fatto un mutuo acquistando la casa ad un prezzo stabilito nell’atto. E per il resto, il processo si è concluso, con Scajola che dice di non sapere cosa ci fosse dietro e che per opportunità si dimise da ministro nel 2010 senza un avviso di garanzia. E per essersi dimesso, continua Scajola, la società malata ha visto in questo gesto un’ammissione di colpevolezza. Ed il suo caso, continua Scajola, dimostra che bisogna riformare la giustizia per evitare la diffusione d’intercettazioni telefoniche e di limitare la fuga di notizie di certe procure perché queste notizie diventano più importanti della ricerca della verità, con il pericolo del sovvertimento dei poteri. Renata Polverini, interpellata sulla questione, dice che non sta a nessuno rifare un processo conclusosi con Scajola che ha pagato questa storia sacrificando la sua storia politica. Gian Carlo Caselli si accoda alle valutazioni della Polverini ed aggiunge che bisogna aspettare le motivazioni visto anche perché il fatto secondo il dispositivo non costituisce reato. E ciò significa che bisogna aspettare la pubblicazione delle motivazioni per definire la concretezza del fatto. Ma al di là del caso Scajola, la classe politica italiana si auto-assolve in perpetuo. Con il risultato che se un politico ha un problema il problema viene demandato alla magistratura. Se invece il potere giudiziario non fa nulla allora vuol dire che tutto va bene. Il risultato però è che la politica si auto-assolve e non dev’essere sempre il magistrato a dettare le responsabilità. Il direttore di Panorama Giorgio Mulè si definisce d’accordo e riporta il caso di Scajola che ha preso una sua responsabilità dimettendosi. Mulè aggiunge che l’assoluzione dimostra che Scajola non sapeva chi ha versato soldi per lui mentre per quanto riguarda il ruolo della magistratura, quando il magistrato diventa parte della politica, perde la funzione di terzietà. Gianni Riotta parla della doppia faccia della politica, garantista coi propri e giustizialista con gli altri.

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BALLARÒ, IL NODO PREFERENZE E PREMIO DI MAGGIORANZA – Giorgio Mulè, direttore di Panorama, parla del problema legato al voto di scambio che rischia di mettere in discussione il tema delle preferenze, ritenuto un problema meritevole di una legge a causa dell’emergenza e del pericolo democratico che si nasconde dietro ad un voto. Secondo Mulè, però, la pervicacia della politica ad andare avanti secondo i suoi schemi porta a quanto visto in Molise. Per questo l’accordo sulle riforme dovrebbe rappresentare la svolta. L’antropologa Signorelli contesta però questa lettura ricordando che nel 1948 la Repubblica è nata grazie alle preferenze. Parlando del voto di scambio, per cambiare una cosa bisogna essere in due. Ciò significa che il mafioso può corrompere ma tocca all’eletto agire. La sociologa poi definisce l’accordo Renzi-Berlusconi sulle regole un qualcosa di umoristico vista la presenza di Berlusconi. La donna ne ha anche per Renzi che dice che si doveva per forza fare l’accordo con Berlusconi per avere i numeri. Berlusconi è stato condannato definitivamente per frode fiscale, una cosa diversa dall’evasione, un’organizzazione preventivata che porta via posti a scuola ed in ospedale. E per quanto riguarda gli otto milioni di voti, questi hanno eletto parlamentari in maniera democratica, con i parlamentari che sono presieduti da un presidente dei deputati ed un presidente dei senatori, persone espressione dell’elettorato. La ricaduta di queste storielle, conclude l’antropologa, è quella di dire che ti puoi farti condannare più bello e più forte di prima. Pina Picierno dice che non hanno il potere di far risorgere nessuno e che il Pd non ha il potere di scegliersi gli avversari e che Renzi ha invitato tutti a fare delle riforme ma solo Forza Italia ha risposto all’appello, mentre Grillo, continua la Picierno, fa politica sul tetto di Montecitorio.

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BALLARÒ, VIAGGIO IN MOLISE – Si parla di politica, di Europa, di preferenze, e si parla di Aldo Patriciello, politico europeo di Venafro con tanto di ufficio politico e forte di 11 mila preferenze. E poco importa se gli appoggi sono trasversali. Le preferenze sono preferenze, con la famiglia che si occupa di tutto, come l’ospedale di Venafro, il giocattolo di famiglia che aiuta la gente che ammette che una struttura simile, un gioiello com’è stato definito, porta acqua al proprio mulino. E si torna al valore del territorio e la corsa alla ricerca del voto. Si va a Campobasso davanti alla Regione Molise, un’ente che ha sei-sette sedi. Non solo, la Regione è diventata motore per il lavoro in tutta la regione. L’ente con le sue partecipate dotate di amministratori scelti dalla politica ha creato lavoro con denaro pubblico, con il risultato che le partecipate che dovevano fare economia sono chiuse mentre quelle delle infrastrutture sono ferme. Massimo Romano, ex consigliere regionale, ha confermato l’esistenza del voto di scambio in Regione, con il privato che si arricchisce a danno della collettività. La Regione Molise ha tagliato dal canto suo gli stipendi anche se esistono 14 gruppi regionali per 20 consiglieri, con il risultato che l’indennità prevista per i gruppi viene concessa ad un unico soggetto. Gian Carlo Caselli, interpellato sulla questione, attacca l’Italia spiegando che nel Paese si aspetta ad agire fino all’ultimo momento utile, con il rischio che il sistema crolli. Successivamente Caselli cita le parole di giuristi che si sono espressi sulla legge elettorale attaccando la questione del premio di maggioranza mentre per quanto riguarda le preferenze, per Caselli queste offrono lo spazio all’inquinamento della politica. Se non ci sono preferenze però la democrazia è bloccata.

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BALLARÒ, L’HUMOR DELLA RETE – Dopo aver sentito il ministro D’Alia che sostiene come l’Udc sia per le preferenze e come Gianni Riotta che parla della necessità di agire anche per dare il via alla ripresa economica dell’Italia che passerà necessariamente dall’Italicum, unico strumento in grado di garantire stabilità, si parla di come la rete sta trattando le ultime giornate politiche. Dall’humor sulla casa a sua insaputa di Scajola, alle dimissioni di Nunzia De Girolamo, allo sbarco di Giovanni Toti in politica fino alla profonda sintonia della nuova coppia della politica italiana, Matteo Renzi e Silvio Berlusconi. E dopo la pubblicità ci sarà la presenza di Claudio Bisio e l’intervista a Claudio Scajola.

 

 

 

 

 

 

 

BALLARÒ, AMALIA SIGNORINI SUPERSTAR SU TWITTER – L’intervento lucido e concreto dell’antropologa Amalia Signorini, professore ordinario fuori ruolo presso Università Roma La Sapienza, è stato applaudito dagli utenti che su Twitter dimostrano di apprezzare l’idea del pacco della politica e la valutazione sul tema delle preferenze e dei listini:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

BALLARÒ, LA LEGGE ELETTORALE – Dopo Maurizio Crozza si parla di legge elettorale raccogliendo le voci degli esponenti di Forza Italia e del Partito Democratico. Matteo Renzi parla di un bivio per cui o si prova a cambiare davvero oppure si finisce nella palude. Ed in questo caso saranno i parlamentari che non hanno voluto sostenere l’accordo a trarne le conseguenze. In Forza Italia Berlusconi dice che le riforme di Renzi sono quelle del partito, Daniela Santanché parla della forza dell’accordo mentre Brunetta lancia la battuta: «Letta chi?». Tornando a Renzi, il segretario del Pd ha riconosciuto che il suo partito ha ritirato gli emendamenti, mentre Berlusconi sarebbe anche lui ad un bivio mentre se c’è bisogno di litigare con i piccoli partiti, si farà. Infine Renzi dice che non vuole un governo con Berlusconi e che non bisogna tradire le riforme. Pina Picierno, della segreteria del Pd, riferisce che la proposta di legge elettorale era una delle tre scelte da Matteo Renzi spiegando che l’accordo con Forza Italia era dovuto ai numeri necessari per la riforma costituzionale, con il partito di Berlusconi unico a starci in maniera concreta. L’onorevole Picierno ricorda che la proposta del Pd è arrivata a compimento in un mese. Renata Polverini viene invece interrogata sulla valutazione di Berlusconi su Renzi, ritenuto il primo leader del Pd con cui confrontarsi. La Polverini risponde che Renzi, a differenza degli altri che l’hanno preceduto, ha la capacità di dialogare con l’obiettivo di lavorare per riformare l’Italia. L’antropologa Amalia Signorelli cita la teoria del fatto sociale totale, ovvero l’idea per cui questa discussione sulla legge elettorale rappresenta uno spaccato della classe politica italiana, ritenendo inoltre che l’obiettivo della politica fino ad ora è quello di fare il pacco agli altri. Per questo, secondo la sociologa, i nodi da sciogliere sono tre: le preferenze favoriscono il voto di scambio, i piccoli partiti ricattano, con i listini si rischia di non avere nessuno da votare. Segno che con il listino si può controllare chi viene eletto evitando scene come quella dell’elezione del Presidente della Repubblica.

 

 

 

 

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BALLARÒ, LA SCHEDA DI MAURIZIO CROZZA – Maurizio Crozza parte parlando del caso Scajola e dell’assoluzione per la casa vista Colosseo. E da ieri, quindi, è possibile regalare una casa a Milano a Crozza, basta non dirgli nulla. Ma questa storia, secondo Crozza, c’insegna che non si può giudicare e che Diabolik, nel caso, è solo un mimo. Per questo Scajola merita le scuse perché ha inventato una cosa nuova come Steve Jobs con la Apple. Immagina poi annunci di case regalate in parte da ignoti. E parlando di credibilità politica, Crozza si chiede quando l’ha mai avuta. Rivolgendosi a Caselli spiega che un magistrato in mezzo ai politici fa l’effetto maxiprocesso, e parlando della dimissioni della Di Girolamo sostiene che non ci sono certezze e che magari in futuro ci sarà la riabilitazione dell’ex ministro al posto di Dell’Utri. E con il tentato riavvicinamento della De Girolamo con Berlusconi, è rimasto un posto per Antonio Mastrapasqua, 25 incarichi con altrettante società per un totale di sei giorni di ferie. E se dovesse dimettersi, si risolverebbe la questione disoccupazione. Si passa alla legge elettorale ed al confronto tra le forze politiche simile ad un gruppo di amici che chiedono ciascuno un caffè diverso al bar. Ed in aula il confronto sarà durissimo tra il Pd ed il suo avversario, il Pd. E per quanto riguarda le preferenze, i Cinque Stelle prevedono le parlamentarie, il Pd le primarie e FI le domiciliarie. Appare chiaro poi che l’Italicum prevede il bipartitismo. Un problema, se confrontato con il partito unico della Corea del Nord, con Razzi che parlava dei pregi di Pyongyang. Poi c’è la gag di Razzi intervistato sulla soglia di sbranamento, parlando della storia dello zio di Kim Jong Un sbranato dai cani, storia che poi si è rivelata una bufala.

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BALLARÒ, I CLOCHARD DI MILANO – Ballarò apre la trasmissione andando alla scoperta dei senzatetto di Milano raccolti in piazza Cardinal Ferrari, raccogliendo le loro storie chiedendo loro quale sia la vita che passano in mezzo alla strada tra aiuti, dormitori, l’affetto degli amici. La giornata tipo è girare per Milano con una donna che sente nostalgia del carcere mentre altri parlano dei nipoti, del genero, di quando lavoravano. E sono loro a rendersi conto della rabbia delle persone, degli effetti della crisi, della mancanza di lavoro, di un casino certificato dal caso dei marò. Il problema oggi è dato dalla presenza degli stranieri, dallo sporco. Parlando di politica c’è chi apprezza i giovani, chi vuole Berlusconi ed un marocchino che sente di apprezzare chi combatte per l’Italia. Il loro sogno? Una casa, una stanza, normalità.

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BALLARÒ, LE PAROLE DI SORIAL CONTRO NAPOLITANO – La puntata odierna di Ballarò si apre con le parole di Giorgio Sorial, deputato del Movimento Cinque Stelle, contro il presidente Napolitano chiamato Boia. Sul tema viene interpellato Gian Carlo Caselli, ex procuratore capo di Torino che ricorda che tocca alla Procura di Roma valutare la gravità di certe parole, di contro poi dev’essere il parlamentare a rendersi conto della gravità di certe parole. A seguire viene proposto il cartello che parla del rischio declassamento per l’Italia da parte di Standard’s and Poors. Infine vengono presentati gli ospiti in studio con l’aggiunta di Gianni Riotta.

 

 

 

 

 

 

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BALLARÒ, LA PRESENTAZIONE – Ballarò, il talk show di approfondimento politico condotto da Giovanni Floris ed in onda su Rai3 a partire dalle 21.05, si occuperà ancora dell’Italicum, la proposta di legge elettorale nata dall’accordo tra Matteo Renzi e Silvio Berlusconi e del suo cammino in Parlamento, tra emendamenti e proposte che rischiano di snaturare il documento originario. E dopo la copertina di Maurizio Crozza, si parlerà delle dimissioni dell’ex Ministro delle Politiche Agricole, Nunzia De Girolamo, e dell’assoluzione dell’ex Ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola.

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BALLARÒ, GLI OSPITI – Ospiti in studio questa sera saranno il ministro della Pubblica Amministrazione Gianpiero d’Alia, il deputato e componente della segreteria Pd Pina Picierno, il deputato di Forza Italia ed ex ministro della Regione Lazio Renata Polverini, il magistrato Gian Carlo Caselli, la sociologa Amalia Signorelli, il direttore di Panorama. Giorgio Mulè. Non mancheranno neanche i sondaggi di Nando Pagnoncelli, presidente dell’Ipsos che proporrà i dati relativi all’opinione degli italiani sulla riforma elettorale.

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