Il capo che palpeggiava l’impiegata
06/07/2011 - Perseguitata per un anno dal capoufficio, condannato a un anno e tre mesi per violenza sessuale Storie di ordinaria follia, che capitano a Torino (e ne parla la Stampa nella cronaca) nell’azienda che raccoglie i rifiuti: Lei è un impiegata
Perseguitata per un anno dal capoufficio, condannato a un anno e tre mesi per violenza sessuale
Storie di ordinaria follia, che capitano a Torino (e ne parla la Stampa nella cronaca) nell’azienda che raccoglie i rifiuti:
Lei è un impiegata Amiat che per un anno – dal 2005 al 2006 – è stata perseguitata sessualmente dal suo capufficio e che dopo essersene lamentata è stata pure mobbizzata, declassata e trasferita ad altre mansioni. Lui, il funzionario, è stato comunque denunciato dal nuovomanagement Amiat alla procura e ieri è stato condannato a un anno e 3 mesi per violenza sessuale. Gli episodi contestati riguardano continui palpeggiamenti e pesanti tentativi di approccio sessuale.
Il manager dovrà pagare in totale 5600 euro di provvisionale, in attesa della causa civile:
Il collegio giudicante, presieduto da Pietro Capello, ha ritenuto attendibile la tesi dell’accusa, sostenuta dal pm Laura Ruffino, e della parte civile, rappresentata dall’avvocato Laura D’Amico. L’impiegata aveva raccontato in lacrime il terrore di andare a lavorare per le pressioni a sfondo sessuale a cui era sottoposta. «Cerco di non pensare a quello che ho passato perché ho molto sofferto. Ho perso il sonno e sono finita addirittura da uno psicoterapeuta – spiega oggi -, ma per fortuna l’incubo è finito. La condanna dimostra che noi donne dobbiamo sempre denunciare le molestie sessuali e non arrenderci mai».
Appartiene al passato anche il mobbing patito dopo aver denunciato ai vecchi vertici Amiat le avances di Ferdinando Spada, il manager condannato:
La donna, relegata in un ufficetto senza nulla di serio da fare, ha intrapreso una causa civile con l’Amiat, terminata, fortunatamente per lei, con il reintegro in una posizione consona e con un risarcimento economico. Ferdinando Spada, dal canto suo, ribadisce la sua estraneità alle accuse. Il suo legale, l’avvocato Del Monte annuncia: «Non appena avrò letto le motivazioni farò ricorso in appello per dimostrare l’innocenza del mio assistito». L’Amiat però ha già deciso di procedere internamente, con un provvedimento disciplinare nei confronti di Spada. «Si è trattato davvero di una brutta vicenda – ribadisce l’avvocato di parte civile D’Amico -, che ha avuto ripercussioni non solo sulla vita della mia cliente, ma anche di suo marito che è stato infatti ritenuto dalla corte parte danneggiata ».











