La pensione dei giovani? Sarà la metà dello stipendio
06/07/2011 - Uno studio quantifica l’ammontare dell’assegno previdenziale al neopensionato e il suo ultimo stipendio Oggi sono due terzi, domani sarà solo la metà. E’ il rapporto tra il primo assegno previdenziale del neopensionato e il suo ultimo stipendio a partire dal
Uno studio quantifica l’ammontare dell’assegno previdenziale al neopensionato e il suo ultimo stipendio
Oggi sono due terzi, domani sarà solo la metà. E’ il rapporto tra il primo assegno previdenziale del neopensionato e il suo ultimo stipendio a partire dal 2040: una percentuale destinata a scendere pesantemente nel corso degli anni e ad essere solo parzialmente sostituita dalle (eventuali e naturalmente a pagamento) polizze integrative. Le stime, decennio per decennio, sono riportate in un nuovo studio nato dalla collaborazione tra Censis e Unipol. in un articolo firmato da Giovanni Stringa e pubblicato sul Corriere della Sera:
Il dipendente privato che è andato in pensione nel 2008— per esempio— ha incassato una pensione che vale il 68,7% dell’ultima retribuzione. Suo figlio, invece, quando lascerà il lavoro nel 2040 prenderà solo il 52,4% dell’ultimo stipendio. I numeri degli autonomi— Molto peggio andrà invece agli autonomi, già penalizzati da una «finestra mobile» che li costringe ad aspettare sei mesi in più rispetto ai dipendenti prima di incassare il primo assegno previdenziale. Artigiani e commercianti, tanto per citare due categorie, vedranno crollare il primo incasso pensionistico dal 67,9% dell’ultimo guadagno nel 2008 al 31,8% nel 2040. In altre parole, la quota perderà più della metà del proprio peso.
E le pensioni private e aggiuntive?
«Il contributo della previdenza complementare— si legge nello studio — integrato nella stima sulla base di una aliquota del 6,91%, contiene lo svantaggio delle generazioni più giovani soprattutto per i lavoratori dipendenti, per i quali il tasso (di sostituzione) si ferma nel 2040 al 63% circa, mentre per gli autonomi raggiunge il 42% circa». Naturalmente gli assegni integrativi dipenderanno dall’entità dei contributi che saranno prima stati versati. Ma, almeno nello scenario preso in considerazione nel rapporto Censis e Unipol, non basteranno a riportare le lancette dell’orologio al 2008 e ai suoi tassi di sostituzione comunque più generosi. Per non parlare poi dell’età pensionabile, destinata a crescere in un mix che va dall’agganciamento alla speranza di vita, alle finestre mobili (più lente ad arrivare di quelle fisse) fino al passaggio da 60 a 65 anni per le donne nel settore privato.
Il confronto con l’Europa, poi, è disarmante:
Intanto, per ora, l’Italia resta, tra i grandi Paesi d’Europa, quello che ha di gran lunga la più consistente quota di spesa pensionistica sul totale delle prestazioni sociali: nel 2008 era al 60,7%, contro il 43% della Germania, il 45,8% della Francia, il 39,7% del Regno Unito e il 39,6% della Spagna. E tra gli obiettivi delle tante riforme previdenziali che hanno caratterizzato il nostro Paese negli ultimi 20 anni c’è naturalmente quello di riequilibrare i conti pensionistici, in un orizzonte che abbraccia tutte le politiche sociali dei prossimi anni. Di quest’ultimo argomento si parlerà oggi a Roma in un convegno— organizzato nell’ambito del progetto Welfare Italia promosso da Unipol e Censis— dove sarà presentata un’indagine/sondaggio su 1.500 famiglie italiane e le loro scelte e aspettative in tema di «welfare».












I ns contributi di giovani lavoratori sono letteralmente buttati nel cesso. Stiamo pagando per mantenere gente con prebenne e vitalizzi ingiustificati ed immorali. Quando toccherà a noi (se ci toccherà…), solo calci nel sedere!
Vergogna!
Ma lasciamoli annegare nella loro merda questi inutili vecchi che sono solo un peso per la società
Questi vecchi inutili,come lei li definisce,sono le stesse persone che da giovani hanno lavorato in condizioni quasi disumane e hanno contribuito a portare l’Italia ai vertici mondiali,permettendo ai giovani come lei di uscire dalla merda.La pensione che percepiscono se la sono sudata tutta.I guai dell’Italia vanno cercati altrove.Capito piccolo ometto?!
Proprio così NON va pertanto bisogna combattere su ogni fronte di PRENDE ORA enormi quantità di denaro SENZA lavorare e pensioni d’oro TARTASSANDOLI a dovere compresi tutti i vitalizi POLITICI ATTUALI E RETROATTIVI IN ITALIA E ALL’ESTERO.. auto blu enti inutili assunzioni di lavoro dove non servono ma pagati a far nulla come certe Comunità Montane..o centri dell’impiego pubblici (gli ex collocamento) ma combattere anche lo sperpero di denaro pubblico militarizzazione e mezzi militari da guerra e armi ! Etc.etc. combattere tutti questi sperperi metterli in osservazione in ogni città paese e regione CON OBBLIGO DI ESPORRE IN BACHECA DI OGNI COMUNE E SU INTERNET QUANTO VIENE SPESO DA QUESTI ENTI E COSA HANNO FATTO DI UTILE ! Perchè è proprio inutile tenere 5 o 6 impiegati in un Centro per l’impiego quando IL LAVORO NON C’é ! Con costi di affitti riscaldamento e stipendi sulle nostre tasse! Serve solo un impiegato ed un computer! E gli impiegati mandati a lavorare dove realmente servono! Se continua così altro che pensioni ci polverizzano prima! Rendiamo almeno NOI con il contributo di tutti a porre a conoscenza quanto accade in ogni Comune e Enti e politici su questi sperperi miliardari..sono questi che stanno portando l’Italia alla rovina compreso il nord ITALIA …a volte “poco” osservato..dai controlli e da grandi ispezioni…ma con giri di interessi assai rilevanti..ad i soliti mangioni di ogni città paese!
cazzate!
perchè fanno l’ipotesi di figli che arriveranno al 2040 con una busta paga fissa e con tutti gli scatti di anzianità e i diritta attuali dei genitori!
Ma se il contratto non c’è?
e se gli scatti non ci sono?
per la maggior parte di noi la pensione non ci sarà affatto!!! che schifo!!
Bastardi venditori di fumo!!!
I conti fateli bene!!
Se volete risanare i c0nti dell’INPS devono entrare più soldi, non uscirne di meno!!
E come si fa?
semplice eliminati i contratti fasulli come quello a progetto e lasciate solo i tempo determinato. Assicuratevi che anche i tempo determinato contribuiscano agli scatti di anzianità e vedremo.
Ovvio che se ci sono solo pensionati d’oro come gli attuali ed i giovani lavoratori non versano contributi, come si fa a mantenere i conti dell’INPS?
ringraziamo i nostri (s)governanti, per il contributo, a garantire una pensione da fame agli under 40….