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La spietata normalità delle lettere di Heinrinch Himmler alla moglie durante la Shoah

Affettuoso con la moglie. Spietato con gli ebrei. È il ritratto del capo delle SS e braccio destro di Adolf Hitler Heinrich Himmler che emerge dalle centinaia di lettere appena pubblicate dal quotidiano tedesco Die Welt ed emerse da un’archivio privato di Tel Aviv, Israele.

 

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«EBREI MISERABILI» – Nelle missive private, Himmler, braccio destro del Fuhrer considerato uno dei maggiori responsabili dell’Olocausto, parla dei suoi viaggi ad Auschwitz come gite di piacere e degli ebrei come «miserabili», senza mostrare alcun segno di pentimento o di rammarico per la persecuzione e per i crimini commessi. Il tono delle lettere, inviate dal gerarca nazista alla moglie Margaret dal 1927 fino a cinque settimane prima del suicidio avvenuto nel 1945, è infatti assolutamente leggero e non viene mai fatto riferimento agli orrori compiuti nei campi di concentramento. Venute alla luce insieme a fotografie ed altri appunti, le lettere, dunque, testimniano una vera e propria ossessione antisemita accompagnata da freddezza e cinismo estremi.

 

(Foto pubblicate da Die Welt via archivio LaPresse)

 

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AFFETTUOSO E SPIETATO – «Saluti e baci, il tuo Pappa», scrive affettuosamente Himmler in una delle missive alla moglie Marga, infermiera e 7 anni più grande di lui, definita anche «dolce, piccola donna amata». «Povera cara – si legge in un altro scritto del capo di SS, Gestapo e polizia – a causa dei soldi devi farti spellare da questi miserabili ebrei». Giudizi inequivocabili condivisi anche dalla signora. «Questa storia degli ebrei… – scriveva Margaret sul suo diario – Quando ci lasceranno queste canaglie, in modo da poter condurre una vita felice?».