La resurrezione di Dominique Strauss-Kahn è possibile?

04/07/2011 - L’ex grande favorito per le presidenziali del 2012 può  tornare al centro della politica francese? Dominique Strauss-Kahn può arrivare all’Eliseo, compiendo così una delle più clamorose resurrezioni che la politica mondiale abbia mai conosciuto? La domanda che sembrava pura fantascienza,

     
 

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L’ex grande favorito per le presidenziali del 2012 può  tornare al centro della politica francese?

Dominique Strauss-Kahn può arrivare all’Eliseo, compiendo così una delle più clamorose resurrezioni che la politica mondiale abbia mai conosciuto? La domanda che sembrava pura fantascienza, sogno o film dell’orrore a seconda di come si valutava l’arresto del direttore generale del Fondo Monetario Internazionale, è ora tornata d’attualità in modo prepotente. Il caso dello stupro nell’albergo  di New York non è ancora concluso in realtà , ma in questo momento il ritorno di DSK non è impossibile.

SONDAGGIO SHOCK- Il quotidiano transalpino Le Parisien ha commissionato ad Harris Interactive un’indagine demoscopica su cosa pensano i francesi dell’eventuale ritorno di Dominique Strauss-Khan sulla scena politica. Una pluralità degli intervistati, il 49%, ha detto che lo auspica, contro un 43% di contrari e un 6% di indecisi. Numeri che sorprendono, e che crescono quando si analizza l’orientamento degli elettori di sinistra. Il 60% di chi vota gauche vorrebbe vedere di nuovo al centro della politica francese l’ex direttore del FMI, travolto dall’arresto susseguente al presunto stupro di una cameriera in hotel. Storia di un mese e mezzo fa, il 14 maggio, che sembrava aver posto la parola fine sulla carriera di uno degli uomini più potenti del mondo. Influente ministro dell’Economia nell’unico governo socialista che la Francia ha conosciuto negli ultimi vent’anni, direttore della più potente organizzazione internazionale a livello mondiale, e candidato in pectore alla sostituzione di Sarkozy. Una prospettiva che sembrava però essere finita nel dimenticatoio allorchè la polizia di New York ha inseguito ed arrestato su un aereo diretto verso casa DSK, colpevole di aver violentato una cameriera in un raptus di follia sessuale. Da allora il socialista più potente della Republique era finito nel girone dei dannati, con tanto di perp walk in manette ad uso dei fotografi e di soggiorno in uno dei penitenziari più duri d’America. Mano pesantissima della giustizia americana, che aveva suscitato più di una polemica in patria. DSK sui media francesi non era stato difeso, ma neanche condannato in via preventiva. Il sorprendente capovolgimento delle indagini sui fatti del 14 maggio ha però risollevato l’animo dei sostenitori di Domenique Strauss-Kahn, che nonostante un rapporto abbastanza controverso con la base socialista, era avviato verso una trionfale elezione alle primarie presidenziali della sinistra francese. Troppo lontani i tempi dell’ultimo soggiorno di Mitterand al Palazzo dell’Eliseo per i socialisti transalpini, desiderosi di concludere il lungo ciclo conservatore iniziato sedici anni fa da Chirac e proseguito con fatica da Sarkozy.

PROBLEMA PRIMARIE – A differenza che nel 1995 e nel 2007, quando il candidato socialista alle presidenziali era stato scelto dal voto degli iscritti, per la corsa all’Eliseo dell’anno prossimo saranno organizzate primarie aperte che si svolgeranno  il 9 ottobre del 2011, con un eventuale secondo turno nel caso di nessun candidato che superi la maggioranza assoluta dei voti. Il calendario prevede che la data ultima per presentare la propria candidatura alle primarie sia il 13 luglio, quindi poco più di dieci giorni. Il dibattito interno ai socialisti è però mutato con le nuove rivelazioni sul caso di DSK, fino al 14 maggio mattina il netto favorito tanto per le primarie quanto per le presidenziali.  Ieri si è candidata la segretaria del partito Martine Aubry, che si è dichiarata aperta a rivedere le regole.

Se Dominique Strauss-Kahn dovesse decidere di presentarsi alle primarie socialiste per la presidenza francese “nessuno oserebbe fargli pesare un calendario”: lo ha dichiarato il segretario del Ps e attuale favorita per la corsa all’Eliseo, Martine Aubry, sottolineando tuttavia di stare partecipando a “un dibattito dell’irrealtà”. I partecipanti alle primarie dovrebbero depositare infatti le proprie candidature entro il 13 luglio, ma la prossima udienza del procedimento giudiziario che vede coinvolto Dsk – accusato di stupro ma che verrà verosimilmente scagionato – si terrà il 18 luglio; il Ps non ha escluso al momento di prorogare i termini di presentazione o sospendere le primarie fino a che la situazione non sarà stata definitivamente chiarita. Aubry, intervistata dalla rete televisiva France 2, ha sottolineato di voler comunque mantenere la propria candidatura qualsiaisi cosa succeda: inizialmente, il Segretario e l’ex presidente del Fondo Monetario Internazionale avevano stabilito di non presentarsi entrambi alle primarie, in programma il 9 e 16 ottobre.

L’Aubry è stata l’ultima dei candidati a rompere il silenzio sul caso DSK. In precedenza François Hollande, uno dei favoriti dopo l’arresto di Strauss-Kahn,  si era dichiarato aperto a posticipare la presentazione della candidatura a fine luglio od inizio agosto, così da venire incontro ai prossimi appuntamenti processuali dell’ex direttore del Fmi, per il quale è già stato fissata un’udienza in tribunale per il 18 luglio. La ex compagna di Hollande, Segolene Royal, aveva espresso una simile posizione, pur non indicando alcuna nuova data limite. Contrario ad ogni cambiamento è invece un candidato minore alle primarie, il deputato Arnaud Montebourg. Una scelta definitiva dovrà però essere presa in tempi brevissimi, visto che il limite per la presentazione delle candidature ormai è prossimo, mentre l’esito processuale per DSK potrebbe ancora tanto lungo quanto incerto. Nel sondaggio citato in precedenza i francesi si sono espressi in maggioranza contro l’ipotesi di un prolungamento del calendario socialista, però i simpatizzanti socialisti, al 65%, si sono dichiarati favorevoli a permettere una dilatazione dei tempi, unica possibilità per il rientro dell’ex favorito Strauss-Kahn.

CASO ANCORA CONTROVERSO – Le rivelazioni sul caso Strauss-Kahn sono continue. Dopo che il tribunale di New York ha revocato gli arresti domiciliari a DSK, nella giornata di ieri sono emersi nuovi particolari.

Dopo un rapporto orale, concordato e consenziente, Dominique Strauss-Kahn ha rifiutato di pagare la cameriera del Sofitel di Manhattan che accusa l’ex direttore generale del Fondo Monetario Internazionale (Fmi) di averla stuprata. E’ questa l’ipotesi presa seriamente in considerazione oggi dal New York Post, uno dei tabloid della Grande Mela, ma gli avvocati di Strauss-Kahn smentiscono: non e’ stato un rapporto sessuale a pagamento. “Non c’e’ stato nessun litigio tra le parti perche’ non si e’ parlato di denaro”, hanno indicato oggi in una dichiarazione inviata all’ufficio newyorchese della France Presse i due legali dell’economista, Ben Brafman e Bill Taylor. Dopo avere scritto, sabato, che la cameriera arrotonda lo stipendio come prostituta ‘occupandosi’ dei clienti dell’albergo, il Post non solo conferma la tesi il giorno dopo, ma rincara la dose. Sempre citando fonti vicine alla difesa, il tabloid di Rupert Murdoch (che era partito in quarta dedicando copertine al “perverso” Strauss-Kahn allo scoppio dello scandalo) sostiene che la donna ha continuato a vedere clienti nell’albergo di Brooklyn in cui la procura di Manhattan l’aveva sistemata per proteggerla dai giornalisti, alle spese del contribuente. Non e’ successo nelle prime due settimane perche’ la cameriera era sorvegliata 24 ore su 24, ma poi, una volta allentati i controlli, la donna ha iniziato ad invitare diversi uomini in stanza, con regolarita’. Una fonte vicina alla difesa spiega al tabloid di Rupert Murdoch che dopo il rapporto con Strauss-Kahn, “convinta che lui fosse un uomo ricco, la donna avrebbe voluto essere pagata, visto che i suoi colleghi le avevano detto che si trattava di una miniera d’oro”. L’allora numero uno dell’Fmi avrebbe rifiutato di pagarla, si sarebbe rivestito, per poi lasciare l’albergo. Lei sarebbe rimasta nella stanza per almeno nove minuti, mentre l’economista francese si preparava, furiosa ed insultandolo. In un lungo articolo dedicato alla vicenda, un sito serio come The Daily Beast di Tina Brown non esclude dal canto suo l’ipotesi della trappola. Al termine del rapporto orale, la cameriera potrebbe avere volontariamente sputato il seme sul tappeto e sui muri in modo da creare una incontestabile prova del Dna.

Cosa sia successo veramente nella stanza d’albergo del Sofitel rimane ancora un mistero, anche se è certo che c’è stato un rapporto sessuale tra Dominique Strauss-Kahn e Nafissatou Diallo. La donna avrebbe, come dichiarato dalla pubblica accusa durante l’ultima udienza, lesioni interne alla vagine, e ferite compatibili con l’ipotesi di un rapporto non consenzienti e conseguenti violenze per obbligarla a prestare il suo corpo. La stessa procura newyorchese sa però che una simile testimone difficilmente potrà superare l’esame di una giuria popolare. Troppo bravi gli avvocati di DSK per non smontare le dichiarazioni di una donna che ha mentito ripetutamente sui fatti della sua vita, stupro nel passato incluso. Come riportato su The Daily Beast, il team dell’accusa reputa che “una terribile testimone possa essere una vittima, ma è incerta sul fatto che la cameriera possa essere una persona davanti alla sbarra ed essere creduta dai giurati. Un dubbio decisivo, che ha mutato l’esito di un processo. Se prima c’era una vittima che dichiarava con alcune prove tangibili una violenza subita, ora invece la scarsa credibilità di Nafissatou Diallo ha trasformato il caso in due tesi che sostengono ricostruzioni diverse. Se è difficile pensare che DSK possa scontare una pena in un carcere americano, è altresì ancora incerto comprendere se davvero l’ex direttore generale del Fmi abbia compiuto violenza su una povera cameriera.

COMPLOTTO, COMPLOTTO?  – Le nuove rivelazioni sul caso hanno fatto ritornare prepotente la tesi del complotto, anche se i fan di DSK, confortati dagli ultimi sviluppi, hanno cambiato obiettivo. Se nelle prime dichiarazioni post arresto il responsabile dell’oscura trama che aveva incastrato il direttore del Fmi erano gli ameriKani scontenti per la sua gestione della istituzioni finanziaria più importante del mondo, ora invece i complottisti hanno in mente Sarkozy. I legami tra l’inquilino dell’Eliseo e la direzione della catena dell’albergo dove il fatto èa avvenuto sarebbero sospetti, così come altro elemento chiave sarebbe la Legione d’onore assegnata nel 2006 da Sarkozy al poliziotto che ha condotto le indagini.

Dominique Strauss-Kahn sarebbe la vittima di un complotto ordito fra New York e Parigi. Sono ormai in parecchi a credere a questa tesi. Un aspetto che rimane oscuro è il comportamento della direzione dell’albergo. Da Parigi sarebbero infatti partiti ordini verso il Sofitel, di proprietà della francese Accor, in cui si sarebbe consumato il rapporto sessuale fra DSK e la cameriera, che in seguito ha denunciato l’ex direttore dell’FMI per stupro. Il deputato socialista François Loncle ha chiaramente alluso a collegamenti con “certi uffici francesi”. Un altro elemento di sospetto è la dichiarazione, subito dopo l’arresto di DSK, della direzione dell’albergo, che ha affermato che la cameriera lavorava da tre anni all’albergo elogiandone l’ineccepibilità. In realtà, si apprende in questi giorni, la donna alternava il lavoro di cameriera a quello di prostituta. Un altro deputato socialista, Michèle Sabban, se l’è presa con l’atteggiamento della direzione del Sofitel, “perché ad ogni modo c’è qualcosa che non va”, dato che il direttore dell’hotel “s’è preso la briga di chiamare anche Parigi”. Evidenziando che il commissario di polizia di New York avrebbe ricevuto qualche tempo fa la Legione d’onore da Sarkozy, si chiede come mai dopo due giorni dall’udienza sorpresa, l’ispettrice specializzata nei crimini sessuali abbia dato le dimissioni. “Ci sono molte cose che restano senza risposta”, ha affermato.

Tesi che appaiono poco credibili ora come ieri, anche se la verità la potrà rivelare solo la cameriera Ofelia. Un elemento appare però certo. Se DSK tornerà sulla scena, la sua vita sessuale sregolata diventerà un argomento di campagna elettorale che Sarkozy utilizzerà senza alcun scrupolo. Messaggi in tal senso sono già partiti dal campo vicino al presidente, e il loro effetto sarà compreso entro pochi giorni. Ora la scelta spetta solo a Dominique Strauss-Kahn, e non è detto che non arriva un’altra sorpresa.

     
 

4 Commenti

  1. Diletta scrive:

    Perbacco, il povero Strauss- Khan era finito con una prostituta! E lui, abituato ad alte frequentazioni, magari credeva di stuprare una gentildonna. Nei giornali si dice perciò che ne uscirà pulito, e molti Francesi lo vogliono anche presidente. Sono gli ormai desueti concetti di pulizia, dignità, rispetto da riabilitare, perfino quello di perbenismo: un vestituccio da poco, ma che può sempre servire a coprire le impotenze dei potenti. Se vi è complotto è unicamente quello contro la decenza.

    • losvizzero scrive:

      Non è lontanamente credibile che un miliardario si mettesse con una pubblica prostituta carica di hiv. Troppe cose: Elezioni in francia, conoscenza delle casse vuote americane! Chi vivrà vedrà come la CIA ha lavorato invano!

  2. losvizzero scrive:

    Perchè continui a censurarmi ,mollica ?che dir ti chiami ? Non provi vergogna ? Perchè non posso esprimere le mie idee in merito all’affare Strauss-Kahn ?
    Rispondimi e dimmi il perchè!

  3. losvizzero scrive:

    Mollica: Vaffanculo tu e il giornalettismo del cazzo

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