Lockout! – L’Nba è bloccata
01/07/2011 - Non prenderà il via la prossima stagione della Lega di basket americana a causa di un duro scontro fra giocatori e proprietari Anche i miliardari scioperano. Le icone della palla a spicchi d’oltreoceano non giocheranno, almeno fin quando non si
Non prenderà il via la prossima stagione della Lega di basket americana a causa di un duro scontro fra giocatori e proprietari
Anche i miliardari scioperano. Le icone della palla a spicchi d’oltreoceano non giocheranno, almeno fin quando non si sarà trovato un accordo, la prossima stagione Nba. In molti si chiedono come faccia uno sportivo che guadagna anche 40 – 50 milioni di dollari all’anno a voler scioperare. Asserragliati e decisi come fossero gli esponenti dei ceti più bassi a combattere per i loro diritti, da oltre un anno i cestisti e la loro associazione fronteggiano lo storico commissioner dell’ Nba David Stern e i proprietari delle franchigie.
BILANCI IN ROSSO - Chiuso l’anno con un buco di oltre 300 milioni di dollari, dall’alto tira infatti aria di cambiamento. Iniziano i tagli, dicono. Quindi innanzitutto abbassare il salary cap ( il tetto salariale cui tutte le squadre devono far fede, pena il pagamento di diversi milioni per la “luxury tax”) per poi ridurre durata e quantità dei faraonici contratti dei giocatori, ai quali sarebbero comunque destinati 2 miliardi di dollari l’anno. Altro step fondamentale consiste nel ridimensionare quel 57% di guadagni su biglietti e diritti tv destinata ai cestisti. La proposta dell’associazione giocatori, disposta a scendere fino al 54% non sembra soddisfare affatto la controparte dei proprietari, forte di una statistica che vede ben 22 franchigie su 30 presentare una forte perdita nei conti societari. Il risparmio, secondo David Stern & co., sarebbe di oltre 700 milioni di dollari già il primo anno, di oltre un miliardo in otto. “Non possiamo rinunciare alle conquiste fatte attraverso i sacrifici degli ultimi 30 e 40 anni, la controproposta: niente tetto alle spese dei club: veniamoci piuttosto incontro sui guadagni di biglietti e diritti, facciamo un bel 50 per 100 e non ne parliamo più”, dice Derek Fisher, play dei Lakers. Secondo Bill Hunter, presidente dell’associazione dei giocatori, le posizioni al momento sono così lontane che il solo poter sperare di trovare un accordo, è ipotesi davvero remota.
SOGNO EUROPEO - Ora, che il lockout è realtà i giocatori non riceveranno i loro salari e non potranno utilizzare le strutture dei club per alcuno scopo, le franchigie non potranno negoziare e stipulare contratti, oltre a non poter fare i cosiddetti “Summer camps” e alcun tipo di meeting. Difficile prevedere un altro incontro per il prossimo mese, le parti sono ferme sulle loro posizioni. Posizioni che facevano e fanno sperare di vedere qualche campione della lega attraversare l’oceano per giocare in Europa. Proprio il nostro Andrea Bargnani, centro e stella dei Toronto Raptors, spiegava però che per le squadre del nostro paese sarebbe semplicemente un azzardo ingaggiare un giocatore, costruirgli una squadra attorno e poi vederlo andar via dopo tre mesi perché la questione lockout si sarà risolta. Senza contare il fatto che la Fiba ha deciso che, senza autorizzazione proprio della federazione internazionale, gli unici giocatori che potranno accordarsi con club europei per adesso saranno solamente i “free agents”, ovvero quelli senza contratto. Nel ‘98 – ‘99, sempre per le stesse ragioni, la stagione Nba era durata “solamente” 50 partite, contro le classiche 82. Ma nel caso quest’anno le posizioni fossero ancor più ferme, cosa deciderà la Fiba se l’Nba si fermasse per tutto l’anno? Vedremmo un ritorno di Bargnani, Belinelli e Gallinari nel nostro campionato? Magari con la presenza di un Kobe Bryant che, cresciuto in Italia, ha sempre fatto intuire il desiderio di tornarci prima o poi. La battaglia è appena iniziata, le risposte, purtroppo, devono ancora attendere.












tutti gli sport sono una truffa al buon senso
non e’ uno sciopero, e’ una serrata, e sono cose piuttosto diverse, anche se gli effetti son piu’ o meno gli stessi. ad ogni modo, anche se la proibizione della fiba e’ teoricamente aggirabile, dubito fortemente che i giocatori nba verranno mai in Europa solo per qualche mese. e’ fantascienza.
è già successo nel 98-99, alcuni sono venuti, altri si sono semplicemente allenati, altri come Shawn Kemp hanno fatto vacanza e quando la stagione ripartì, a gennaio, aveva 25 kg di sovrappeso.
La questione, che non vedo segnalata da nessuna parte, non è solo di soldi, ma anche la volontà della lega di avere 30 squadre competitive su 30, e non come nel calcio che i 2 club con più soldi se la giocano e gli altri stanno a guardare, guardate ad esempio gli Spurs che sono stati ultra competitivi per gli ultimi 10 anni e hanno vinto 3 titoli, è come se il Bari dominasse per 10 anni nel campionato italiano.