E Libero scopre chi è la porno-segretaria Pd

“Si indignava per il Bunga bunga”, dice il quotidiano. Che ha rintracciato la ragazza che ha recitato “E’ venuto a...

“Si indignava per il Bunga bunga”, dice il quotidiano. Che ha rintracciato la ragazza che ha recitato “E’ venuto a saperlo mia madre”

Quando si dice il giornalismo investigativo. La ragazza che militava nel Partito Democratico e ha recitato in un film pornografico amatoriale è stata stanata da Francesco Borgonovo di Libero. Il quale ci racconta un particolare decisivo sulla storia:

Adesso che hanno frugato nel suo privato è costretta a nascondersi dallo sguardo morboso di amici, conoscenti ed estranei. Ma fino a poco tempo fa era lei che condannava, in comunicati al vetriolo, i comportamenti altrui sotto le lenzuola. In particolare quelli del presidente del Consiglio, anche se – a quanto pare – a confronto dei suoi erano roba da educande. Stiamo parlando ovviamente della piddina a luci rosse, di cui sono stranote le prodezze amatorie. Il film pornoamatoriale in cui ha recitato in dolce compagnia di due attori (e con successo, visto che la tiratura è andata esaurita) si intitola È venuta a saperlo mia madre. Il dramma è che subito dopo è venuta a saperlo tutta l’Italia, visto che la ragazza – segretaria di un circolo del Partito democratico di San Miniato, vicino a Pisa – è stata riconosciuta tramite le foto del suo profilo Facebook.

A Libero, notoriamente, non la si fa:

Davanti alla telecamera indossava una mascherina, ma purtroppo non è bastata, e adesso la fanciulla, neolaureata in lettere con un voto brillante, ha dovuto mollare la militanza politica e – pare – volare all’estero per studiare e far dimenticare la figuraccia. Abbiamo scoperto come si chiama, il suo nome ci è stato confermato anche da chi ha realizzato la pellicola hard, cioè Gerardo Spagnesi, titolare della casa di produzioni CentoXCento, tra le maggiori del settore (il quale peraltro si lascia sfuggire ridacchiando un commento ruvido: «Se sapevo che la ragazza era del Pd, la facevo pure più laida, quella scena »). Però, per rispetto della giovane, non lo riveleremo. Quel che uno fa a casa propria, nel tempo libero, non ci deve interessare. E di certo non godiamo nel vedere una signorina sputtanata su tutti i giornali del Paese e sul web (dove si sprecano le cattiverie).

Questi cattivoni del web, eh? In realtà anche altri hanno trovato nome e cognome della ragazza e non l’hanno pubblicato, persino sul web. Ma arriviamo al punto della questione:

Eppure c’è una storia che va raccontata, tanto per dare un’idea della doppia morale circolante nell’am – biente progressista. La porno-segretaria democratica, infatti, si era parecchio indignata per la vicenda del Bunga bunga, arrivando a chiedere le dimissioni del premier in virtù dello «scandalo». Nel novembre 2010, la signorina inviò, assieme a un compagno di partito, una lettera al quotidiano il Tirreno (il quale nei giorni scorsi si è occupato di lei, riportando il suo caso con dovizia di particolari) che fu pubblicata con questo titolo: «Caso Ruby. Berlusconi dovrebbe dimettersi e chiedere scusa». Ed ecco il testo, che pare un sermone da puritani: «In merito alle ultime affermazioni del premier Berlusconi riguardo allo scandalo Ruby noi Giovani Democratici ci indigniamo per l’ennesima volta. Berlusconi ha tentato di risollevare la propria immagine, ma non la taratura umana, dallo scandalo Ruby con delle affermazioni che hanno dell’incredibile». Il riferimento è a un non felicissima battuta di Silvio: «Meglio appassionato di belle ragazze che gay».

E qui il collegamento tra criticare l’omofobia e recitare film porno, come se fosse un’incoerenza, sta tutto nella testolina dell’autore dell’articolo. Poi arriva la pistola fumante:

La segretaria e il collega non si limitavano però ad arrabbiarsi per l’ironia sugli omosessuali. Ci andavano pesante anche sulla questione delle ragazze: «Il premier ha oltrepassato ogni limite con lo scandalo Ruby, uno scandalo che ancora di più mostra al Paese e al mondo che tipo di uomo sia: un maschilista, che classifica le donne in base alla maggiore o minore prestanza fisica e “disponibilità”». Il Cav dovrebbe dunque vergognarsi, anziché tentare di « “giustificare” le notti di “bunga bunga”». Ecco la domanda: ma l’immagine della donna la rovina più il Bunga bunga o il porno in cui la giovane del Pd si fa rigirare in ogni modo da due uomini? Risposta: l’unica cosa che rovina l’immagine di una donna, qui, è il comunicato moralista della bionda progressista. Che berciava contro le gnocche nella dimora altrui e poi apriva la porta ai superdotati.

Qui l’obiezione è più pertinente. Ma non si capisce come mai una militante Pd sia assurta a modello dell’intero partito. Un mistero nel mistero. Buffo.