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Libero e il libro che Silvio Berlusconi invierà agli italiani

Un pamphlet per spiegare agli italiani la presunta «aggressione giudiziaria subita in 20 anni e i colpi di Stato avvenuti dal ’94 a oggi». Non sono bastate la condanna definitiva per frode fiscale e la decadenza dal Senato: Silvio Berlusconi ci riprova e in vista dell’anniversario del 26 gennaio del 1994, per il ventennale della sua «discesa in campo», sta preparando l’uscita del saggio breve “La Verità”. Una riedizione dell’autobiografico «Una storia italiana», il volume a colori arrivato nelle cassette postali della famiglie della penisola, volenti o nolenti, durante la campagna elettorale del 2001.

Silvio Berlusconi pamphlet

 

Ad annunciare l’imminente uscita è stato Libero, che ha anche spiegato come l’ex parlamentare abbia inviato in anteprima il libro a deputati e senatori: «L’obiettivo è quello di spiegare agli italiani tutta la verità sui suoi processi, a cominciare da quello Mediaset, dopo la sentenza di condanna in Cassazione e su come sia stato ribaltato il giudizio degli italiani», ha azzardato il quotidiano. Si tratta di un volume con tre capitoli. Quello principale è stato dedicato a quelli che Berlusconi continua a propagandare come i «quattro golpe contro l’Italia»: «Come sostenere che c’è ancora democrazia», ha accusato il leader di Forza Italia nell’incipit del pamphlet, «in un Paese in cui il governo eletto dai cittadini viene sostituito con un altro governo che gli elettori nessuno conoscono?». Il riferimento è alla nascita del governo tecnico di Mario Monti, dopo le sue dimissioni del 12 novembre 2011, proprio mentre l’Italia rischiava di essere travolta da uno spread arrivato a cifre record (con il massimo raggiunto il 9 novembre, quando era stata toccata la soglia di 574 punti).

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SILVIO BERLUSCONI E LE SUE VERITÀ – A pochi giorni dall’anniversario, Libero ha esaltato la discesa in campo di Berlusconi: « “La data che ha cambiato in meglio”, sostiene Il Mattinale di ieri, realizzato dal gruppo di Forza Italia alla Camera, “l’Italia e il futuro degli italiani”. Difficile dar torto al Mattinale», si legge. Sul libro in uscita, invece, il quotidiano anticipa come sarà destinato a far discutere. Nel volume Berlusconi ripercorre la sua storia politica, tornando a riproporre la teoria della persecuzione giudiziaria ai suoi danni. «Da Mani Pulite fino al governo Monti», il Cavaliere rilancia la tesi dell’«attacco alla democrazia».

Silvio Berlusconi pamphlet 3
Photocredit: Libero

Berlusconi parte dall’operazione Mani Pulite, ribattezzata come «un operazione venuta da lontano, le cui basi erano state poste addirittura quasi trent’anni prima». E fa riferimento , come ricorda Libero, alla storia del Partito comunista, richiamando la teoria di Gramsci sull’occupazione delle «casematte del potere». Non manca nemmeno il consueto attacco alla magistratura, in un passaggio dedicato all’associazione che ritiene abbia avuto il ruolo di esecutrice del «golpe in guanti di velluto», ovvero Magistratura democratica.  Per il Cavaliere, con «Mani pulite», in Italia è stata sospesa per la prima volta la democrazia. Con tanto di accuse alle solite «toghe rosse», quando in un passaggio attacca «i magistrati milanesi, diversi dei quali hanno fatto carriera politica nel campo della sinistra», accusati di aver «selettivamente e scientificamente decapitato i partiti di governo».

L’OPERAZIONE PROPAGANDA DI SILVIO BERLUSCONI – Continua Libero, parlando del presunto secondo golpe ai danni del nostro Paese:

Il secondo colpo di Stato avviene nel 1994, quando il Corriere della Sera «mi recapita in prima pagina (senza che il sottoscritto avesse avuto alcuna comunicazione preventiva da parte dei magistrati, come invece sarebbe stato mio diritto) un avviso di garanzia», ricorda Berlusconi, «guarda caso proprio mentre sto presiedendo a Napoli il vertice mondiale delle Nazioni Unite contro la criminalità organizzata». Da lì a poco ci fu l’uscita della Lega dalla maggioranza e la fine del governo scelto dagli elettori con il voto.

In realtà, come è stato già chiarito più volte, Berlusconi fa riferimento all’invito a comparire – spacciato per un avviso di garanzia– che gli fu recapitato il 22 novembre 1994 e che fu annunciato il giorno prima dal Corriere della Sera come un vero e proprio scoop, mentre il leader di Forza Italia stava presiedendo una conferenza internazionale su legalità e criminalità organizzata a Napoli (anche questa spesso scambiata, in modo sbagliato, per il G7, che si era tenuto mesi prima). L’invito a comparire non fu nient’altro che un atto dovuto per legge, considerata l’esigenza di interrogare il premier. C’è poi spazio per il già citato caso delle dimissioni del 2011, quando fu Mario Monti a sostituire Berlusconi a Palazzo Chigi, mentre l’Italia continuava a rischiare nella morsa dello spread.

LA TEORIA DELLA PERSECUZIONE GIUDIZIARIA – L’ultimo golpe denunciato da Berlusconi è infine cronaca recente, con il Cavaliere che ha azzardato la ripresa della persecuzione giudiziaria ai suoi danni, facendo riferimento alla condanna definitiva per frode fiscale e alla decadenza dal Senato: «In primo luogo è stato perfezionato il metodo giudiziario. Visto che i pubblici ministeri di Magistratura Democratica non bastavano a garantire la mia condanna, si è pensato di comporre anche i colleghi giudicanti con magistrati tutti di estrema sinistra, tre su tre», ha continuato Berlusconi. Che ha poi dedicato un altro capitolo per continuare l’operazione propaganda iniziata con la sua prima biografia, quando aveva raccontato i “meriti” dei suoi governi. «Anche questa è una verità che non viene raccontata», ha spiegato Berlusconi, come ricorda il quotidiano diretto da Maurizio Belpietro. Già attraverso la newsletter di Forza Italia e nel sito ufficiale, tra l’altro, per i fan di Silvio Berlusconi e per elettori e simpatizzati della rinata Forza Italia è stato anche distribuito una sorta di kit da anniversario: “I primi 20 anni con Silvio”, con il quale l’ex presidente del Consiglio ha anticipato quelli che considera i risultati raggiunti dai suoi esecutivi. In attesa del pamphlet con le sue “verità”, attraverso il quale tenterà di recuperare elettori e ripulirsi l’immagine, dopo la condanna definitiva per frode fiscale.