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Vuoi insultare anche tu Sara Tommasi su Facebook?

Sulla sua pagina Facebook, Sara Tommasi può contare quasi centocinquanta mila «fan». Ma in questo caso le virgolette sono quantomai un obbligo visto che un «fan», per definizione, dovrebbe apprezzare il personaggio pubblico che sostiene e commentare con giudizio critico ed entusiasmo ogni novità che riguarda «l’idolo» in questione. Questo, purtroppo, non è quello che succede sulla pagina di Sara Tommasi dove ogni nuova foto, ogni video o ogni semplice aggiornamento pubblicato viene letteralmente sommerso di insulti di vario tipo da quegli stessi «fan» che si sono iscritti alla pagina, sottintendendo un qualche tipo di apprezzamento.

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TUTTE LE SFUMATURE DELL’INSULTO – Da «cagna» a «cocainomane»: valgono tutte le sfumature dell’insulto. È vero che l’immagine di Sara Tommasi, per lo meno sul web e soprattutto su Facebook, è stata più volte messa a dura prova da lei stessa: fino a pochi mesi fa Sara non si faceva troppi scrupoli a pubblicare le proprie foto di nudo integrale condite da farneticazioni più o meno assortite, spia di una condizione che evidentemente andava ben oltre le «cattive frequentazioni» di cui ha parlato più volte. Ma questo non avrebbe dovuto – né allora né oggi – far sentire i «fan» di Sara Tommasi in diritto di inondare di pesanti insulti la sua pagina web che, oltretutto, è pubblica e offre uno spettacolo davvero poco edificante.

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OLTRE IL «TROLLAGGIO» – Una ragazza che pubblica un suo autoscatto prima di uscire di casa per una serata è una ragazza «che ama stare in compagna e divertirsi», una ragazza che si scatta una «selfie» in palestra è una «sportiva», una ragazza che fa un video per invitare gli amici a un evento di cui è protagonista può essere, in qualche caso, tacciata di esibizionismo. Ma difficilmente qualcuno avrebbe motivo di vomitare nei commenti una valanga di insulti che alludono pesantemente al consumo di sostanze o a turpi comportamenti sessuali. L’essere un personaggio pubblico espone inevitabilmente alle attenzioni di individui che traggono piacere dall’insultare senza costrutto ma, nel caso di Sara Tommasi la questione va oltre il semplice «trollaggio» e diventa «odio automatizzato» a ogni nuovo aggiornamento pubblicato, indipendentemente dal contenuto che viene proposto.

GLI INSULTI DELLE DONNE –Insultare Sara Tommasi sulla sua pagina Facebook sembra essere diventato il nuovo sport nazionale dopo il calcio e non si tratta nemmeno di un passatempo solo maschile: a dare della put***a a Sara Tommasi ci sono anche le donne, che in certi casi dichiarano addirittura di ridere a crepapelle per i fiumi di insulti ma che raramente spendono qualche parola per deprecare questo assurdo comportamento. Le stesse donne che, di certo, si indignano quando si parla di femminicidio o di «mercificazione della donna», ma che evidentemente trovano non trovano nulla di male nello sprecare tempo e spazio sul web per lanciare un insulto in uno spazio pubblico, dedicandolo a persona che per quanto ne sappiamo tra un’ora potrebbe pubblicare la foto di un gattino come un provocante autoscatto senza veli.

I «FAN» CHE INSULTANO GRATIS – La domanda, come diceva Antonio Lubrano, a questo punto sorge spontanea: perché ci si dovrebbe iscrivere alla pagina si Sara Tommasi al solo scopo di insultarla, trasformandola in punch-ball virtuale per scaricare la propria aggressività verbale e alimentando un odio che, in altri occasioni e contesti, nessuno ha mai esitato a condannare?

(Photocredit: Facebook/Sara Tommasi)